Ristori per autonomi: quali sono i codici ATECO ai quali spetta il fondo perduto?

Ristori per autonomi: quali sono i codici ATECO ai quali spetta il fondo perduto?

Aggiornamento del 3 dicembre 2020_Tempi duri per i liberi professionisti e per i lavoratori autonomi estromessi dalle misure di sostegno previste per contrastare gli effetti della pandemia da Covid-19. Di recente la RPT è intervenuta sulla questione mettendo in evidenza l’esclusione dei liberi professionisti nei decreti legge cosiddetti “Ristori” (DL 28 ottobre 2020, n. 137, DL 9 novembre 2020 n. 149, DL 23 novembre 2020 n.154), quindi dai provvedimenti adottati dal Governo che prevedono l’erogazione di contributi a fondo perduto. La platea degli esclusi interessa milioni di liberi professionisti.

I beneficiari dei ristori sono individuati attraverso i codici ATECO in allegato ai decreti normativi.

Al fine di riuscire a raggiungere chi ne ha bisogno, da parte di Confartigianato, è stata sollevata la necessità di istituire un fondo perequativo. Una proposta che è stata recepita da una risoluzione di maggioranza approvata alla Camera il 26 novembre 2020 e che prevede un indennizzo a tutti gli imprenditori che hanno subito gravi perdite di fatturato, indipendentemente dalla loro appartenenza a settori e ambiti di mercato.

Ciò interesserebbe il quarto decreto Ristori, approvato in Consiglio dei Ministri il 29 novembre 2020 e pubblicato in Gazzetta il 30 novembre 2020, che segue il primo Ristori (Dl 137 /2020) e i successivi decreti bis e ter.

Come avverrebbe l’attribuzione dei ristori per autonomi? Nell’assegnazione del contributo a fondo perduto si terrà conto del calo del fatturato e non dei soli codici ATECO. Nella risoluzione si è considerato “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Il segretario Generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, aveva sottolineato nei giorni scorsi l’importanza di individuare i fatturati crollati utilizzando e confrontando i dati della fatturazione elettronica obbligatoria per le imprese dal 2019: “la risoluzione coglie la nostra sollecitazione per un provvedimento generalizzato per tutte le imprese e selettivo nell’individuazione di chi ha subito perdite. Non si deve più tentare di correre dietro alla realtà con i codici Ateco. Occorre che nella prossima Legge di bilancio si reperiscano le adeguate risorse aggiuntive per dare ristoro a tutti gli imprenditori, a qualsiasi settore e pezzo della filiera appartengano, che hanno subito cali di fatturato significativi con riferimento temporale al semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile. Stiamo parlando di fatturati che sono crollati e per individuarli è presto fatto: è sufficiente utilizzare e confrontare i dati della fatturazione elettronica, obbligatoria per le imprese dal 2019, che sono già in possesso della Pubblica amministrazione”.

Sulla questione ristori per autonomi è intervenuto anche il Ministro MEF, Roberto Gualtieri, che aveva accolto positivamente la risoluzione.

I decreti ristori e i codici ATECO

Il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre ha approvato il primo “Decreto Ristori” che oltre ad introdurre misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, legifera in materia di giustizia e sicurezza sempre in connessione all’epidemia da COVID-19.

Al primo decreto Ristori, DL 28 ottobre 2020, n. 137, sono seguiti: decreto Ristori bis, DL 9 novembre 2020 n. 149, decreto Ristori ter, DL 23 novembre 2020 n.154, decreto Ristori quater, DL 30 novembre 2020, n. 157 attraverso i quali sono state aggiunte nuove categorie produttive, identificate attraverso codici ATECO, beneficiarie delle misure di sostegno governative.

Gli allegati ai primi due contengono l’elenco dei codici ATECO destinatari dei ristori:

Codici ATECO – Ristori 1

Codici ATECO – Ristori 2

Codici ATECO – Ristori 4

Il Decreto Ristori ter, conferma gli elenchi dei precedenti e inserisce il settore del Commercio al dettaglio di calzature e accessori (codice 477210) all’elenco delle categorie a cui è destinato il contributo a fondo perduto.

Il provvedimento Ristori quater prevede aiuti una tantum per gli stagionali dello spettacolo e dello sport e aggiunge fra i codici ATECO anche gli agenti di commercio, inizialmente esclusi. Previsto inoltre un fondo specifico per aiutare il settore delle fiere e dei congressi.

Cosa è previsto per gli iscritti agli enti privati di previdenza obbligatori o alla gestione separata ?

Il ministro Gualtieri ha ribadito che i decreti ristori sono nati per sostenere chi è stato maggiormente colpito dalle nuove misure di contenimento sanitario. Si tratta di provvedimenti che in parte hanno replicato il meccanismo del fondo perduto già sperimentato in aprile 2020 e che hanno prorogato le scadenze fiscali e contributive per i settori interessati dalle misure restrittive.

Si dice inoltre consapevole che tali interventi necessitano di un ulteriore rafforzamento, ed è per questo che è stato richiesto alle Camere un nuovo scostamento di 8 miliardi per il 2020 attraverso cui finanziare il quarto decreto ristori. Inoltre il Governo sta definendo un ulteriore scostamento nei primi mesi del nuovo anno.

Le proposte avanzate da forze politiche di opposizione, a favore di un incremento a sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, sono state positivamente accolte e a detta del Ministro MEF si tratta di una strada percorribile, entro un quadro di sostenibilità economica, che prevede un ampliamento della moratoria fiscale, con il rinvio delle scadenze di fine anno che vada oltre i settori dei codici ATECO direttamente interessati dalle misure restrittive, estendendo così le misure a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti del fatturato.

Gualtieri aveva dichiarato: “inoltre, siamo pronti a confrontarci per mettere a punto un meccanismo organico di natura perequativa per i ristori che vada oltre le limitazioni per aree di rischio pandemico e quelle derivanti dai codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi. In questo quadro condividiamo la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata”.

Tuttavia con il Ristori quater restano esclusi i professionisti ordinistici che non potranno beneficiare del contributo a fondo perduto.

Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati italiani, ha dichiarato: “siamo contenti che gli agenti di commercio siano stati inseriti tra i destinatari dei benefici del fondo perduto dal Decreto legge Ristori quater pubblicato in Gazzetta Ufficiale”.

Aggiungendo: “allo stesso tempo restiamo perplessi per l’esclusione di tutti gli altri liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza di primo pilastro. Oltre ad essere una discriminazione poco comprensibile, quest’esclusione infatti contrasterebbe con quanto aveva annunciato solo pochi giorni fa il ministro Gualtieri, che aveva condiviso l’esigenza di intervenire con misure perequative per questa platea già fortemente danneggiata...Ciononostante, confidiamo ancora che una lettura più approfondita della norma possa dare adito a un’interpretazione diversa e quindi portare a una piena inclusione di tutti i professionisti tra i destinatari degli aiuti”.

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Appassionata di ingegneria, architettura, scienza e tecnologie. Abilitata alla libera professione di ingegnere sez.B e di geometra, ha studiato scienze dell’ingegneria edile a Firenze. Cura i contenuti di approfondimento tecnico e le novità sulla professione.