Rischio idrogeologico: ancora nuovi danni

A febbraio di quest’anno era stato chiesto a tutte le Autorità di Bacino di rilievo nazionale di stilare una lista di nuovi interventi di mitigazione contro il rischio idrogeologico, comprese le cosiddette infrastrutture verdi, da proporre al fine di ottenere il finanziamento comunitario. Sull’intero territorio nazionale si sono contate 1.800 richieste di finanziamento, per oltre 5 miliardi di euro, oltre il cofinanziamento regionale.

 

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, assicura che le richieste di finanziamento verranno valutate tenendo conto delle risorse disponibili del fondo di sviluppo e coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, che la legge di stabilità del 2013 ha stabilito in oltre 54 miliardi di euro. Le risorse sono destinate a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la ripartizione: 80% nelle aree del Mezzogiorno e 20% nel Centro Nord.

 

Lo sforzo richiesto alla collettività è, da una parte, il coinvolgimento degli Enti locali che, nei limiti del patto di stabilità, devono effettuare scelte politiche e stanziare più risorse per la cura del territorio e per interventi di prevenzione; dall’altra, la richiesta ai privati di non chiedere di costruire in aree a rischio e quindi dire basta all’abusivismo.

 

Inoltre per gli interventi di messa in sicurezza (preventiva), al fine di eliminare i casi di rischio idrogeologico, è nata una struttura operativa di missione a Palazzo Chigi per coordinare l’attività dei ministeri e gestire in modo appropriato le risorse economiche disponibili e non ancora spese (circa 2,4 miliardi di euro).

 

A fronte di tutte queste informazioni che mostrano come qualcosa si stia muovendo, si resta ancora una volta basiti di fronte a quanto accaduto pochi giorni fa: l’ondata di maltempo che ha piegato il Salento.

 

Durante il recente tavolo tecnico sul tema, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, responsabile dell’unità di missione contro il dissesto idrogeologico, ha fornito una prima relazione tecnica nella quale sono stati descritti gli eventi accaduti e le conseguenze, compresa una prima stima degli interventi strutturali indispensabili per “mitigare il rischio idrogeologico nelle zone duramente colpite dall’alluvione“.

 

Proprio in Puglia, a Novembre 2010, era stato stilato un Accordo di Programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. All’articolo 4 dell’atto (copertura finanziaria degli interventi) si era fatto riferimento a circa 210.000.000 euro, suddivise tra risorse Ministero dell’Ambiente e Regione. Le finalità degli interventi erano prioritariamente la salvaguardia della vita umana attraverso la riduzione del rischio idraulico, di frana e di difesa della costa, sia mediante la realizzazione di nuove opere, sia con azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. Finalità attuali, visto che ancora oggi, 4 anni dopo, non sono state raggiunte.

 

Di Roberta Lazzari


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