Attività a rischio alto di incendio. Come si redige una valutazione progetto?

Attività a rischio alto di incendio. Come si redige una valutazione progetto?

Rischio alto di incendio

Le attività a rischio alto di incendio sono tutte le attività individuate nelle categorie B e C dal DPR 151-2011.

Infatti il DPR 151/2011 prevede che le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi si distinguono nelle categorie A, B e C, come individuate nell’Allegato I in relazione alla dimensione dell’impresa, al settore di attività, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumità.

La valutazione progetto, per le attività a rischio alto di incendio, è riservata agli enti e i privati responsabili delle attività di cui all’Allegato I, categorie B e C,  i quali sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al Comando l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

Le “attività soggette” di categorie B e C, devono presentare la domanda al Comando provinciale della sede dell’attività, utilizzando il PIN 1-2018 ed affrancando una marca da bollo da 16 euro. In caso di presentazione della domanda in forma cartacea, gli allegati devono essere in duplice copia.

In particolare i documenti da produrre sono:

  • la relazione tecnica;
  • gli elaborati grafici;
  • attestato del versamento effettuato a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ricavabile dal sito internet istituzionale del VVF.

Attività a rischio alto di incendio. Cosa contiene la relazione tecnica?

La relazione tecnica evidenzia l’osservanza dei criteri generali di sicurezza antincendio, tramite l’individuazione dei pericoli di incendio, la valutazione dei rischi connessi e la descrizione delle misure di prevenzione e protezione antincendio da attuare per ridurre i rischi.

Essa può essere divisa schematicamente in quattro parti.

La prima parte della relazione contiene l’indicazione di elementi che permettono di individuare i pericoli presenti nell’attività, quali ad esempio la destinazione d’uso, le sostanze pericolose e loro modalità di stoccaggio, il impianti tecnologici di servizio e le aree a rischio specifico.

La seconda parte della relazione contiene la descrizione delle condizioni ambientali nelle quali i pericoli sono inseriti, al fine di consentire la valutazione del rischio incendio connesso ai pericoli individuati, quali ad esempio le condizioni di accessibilità e viabilità, il lay-out aziendale (distanziamenti, separazioni, isolamento), le caratteristiche degli edifici (tipologia edilizia, geometria, volumetria, superfici, altezza, piani interrati, articolazione planovolumetrica, compartimentazione, ecc.),  l’aerazione (ventilazione), l’affollamento degli ambienti, con particolare riferimento alla presenza di persone con ridotte od impedite capacità motorie o sensoriali e le vie di esodo.

La terza parte della relazione contiene la valutazione qualitativa del livello di rischio incendio, l’indicazione degli obiettivi di sicurezza assunti e l’indicazione delle azioni messe in atto per perseguirli.

La quarta parte della relazione tecnica contiene la descrizione dei provvedimenti da adottare nei confronti dei pericoli di incendio, delle condizioni ambientali, e la descrizione delle misure preventive e protettive assunte, con particolare riguardo al comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali ed ai presidi antincendio, evidenziando le norme tecniche di prodotto e di impianto prese a riferimento.

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Gli impianti di protezione attiva

Relativamente agli impianti di protezione attiva la documentazione indica le norme di progettazione seguite, le prestazioni dell’impianto, le sue caratteristiche dimensionali, (quali ad esempio, portate specifiche, pressioni operative, caratteristica e durata dell’alimentazione dell’agente estinguente, ecc..) e quelle dei componenti da impiegare nella sua realizzazione, nonché l’idoneità dell’impianto in relazione al rischio di incendio presente nell’attività.

Nell’ultima parte della relazione, della valutazione progetto per attività a rischio alto di incendio, sono indicati in via generale, gli elementi strategici della pianificazione dell’emergenza che dimostrino la perseguibilità dell’obiettivo della mitigazione del rischio residuo attraverso una efficiente organizzazione e gestione aziendale.

Quali elaborati grafici predisporre per una valutazione progetto?

Per le attività a rischio alto di incendio, gli elaborati grafici comprendono:

  1. La planimetria generale in scala (da 1:2000 a 1:200), a seconda delle dimensioni dell’insediamento, dalla quale risultino l’ubicazione delle attività, le condizioni di accessibilità all’area e di viabilità al contorno, gli accessi pedonali e carrabili, le distanze di sicurezza esterne, le risorse idriche della zona (idranti esterni, corsi d’acqua, acquedotti e riserve idriche), gli impianti tecnologici esterni (cabine elettriche, elettrodotti, rete gas, impianti di distribuzione gas tecnici), l’ubicazione degli elementi e dei dispositivi caratteristici del funzionamento degli impianti di protezione antincendio e degli organi di manovra in emergenza degli impianti tecnologici, quanto altro ritenuto utile per una descrizione complessiva dell’attività ai fini antincendio, del contesto territoriale in cui l’attività si inserisce ed ogni altro utile riferimento per le squadre di soccorso in caso di intervento.
  2. Le piante in scala da 1:50 a 1:200, a seconda della dimensione dell’edificio o locale dell’attività, relative a ciascun piano, recanti l’indicazione degli elementi caratterizzanti il rischio di incendio e le misure di sicurezza e protezione riportate nella relazione tecnica quali, in particolare la destinazione d’uso ai fini antincendio di ogni locale con indicazione delle sostanze pericolose presenti, dei macchinari ed impianti esistenti e rilevanti ai fini antincendio, l’indicazione dei percorsi di esodo, con il verso di apertura delle porte, i corridoi, i vani scala, gli ascensori, nonché’ le relative dimensioni, le attrezzature mobili di estinzione e gli impianti di protezione antincendio, se previsti e l’illuminazione di sicurezza.
  3. Inoltre occorre inserire la rappresentazione grafica di sezioni ed eventuali prospetti degli edifici, in scala adeguata.
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Cosa accade per le attività esistenti e cosa prevede l’iter amministrativo?

Se l’attività esiste già ma occorre effettuare delle modifiche sostanziali dal punto di vista antincendio, gli elaborati grafici relativi alla planimetria generale devono riguardare l’intero complesso, mentre la restante documentazione progettuale di cui ai precedenti punti, potrà essere limitata alla sola parte oggetto degli interventi di modifica.

Il Comando si pronuncia sulla conformità dei progetti entro 60 giorni dalla data di presentazione della documentazione completa.

In presenza di documentazione incompleta od irregolare, il Comando può richiedere la necessaria documentazione integrativa entro 30 giorni.

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