Risalita muraria: comprendere i fenomeni sulle murature con la diagnostica

Risalita muraria: comprendere i fenomeni sulle murature con la diagnostica

L’attività di diagnostica della risalita muraria è fondamentale sia per la comprensione dei fenomeni in atto sulle murature, sia per l’individuazione degli eventuali esiti di umidità pregressa. Fra le varie indagini possibili, di seguito prenderemo in esame solo quelle che favoriscono la comprensione dei fenomeni di risalita.

È opportuno precisare che spesso vengono effettuate misurazioni più o meno accurate sull’umidità muraria, ma non necessariamente l’umidità riscontrata è causata dalla risalita. Il fatto che il muro sia umido, non implica automaticamente la presenza di risalita muraria. Bisogna perciò stare attenti a non farsi trarre in inganno dalla fin troppo semplicistica equazione secondo la quale: muro umido = risalita.

Ricordiamo sempre che la risalita è una causa piuttosto rara di umidità, e che quasi sempre è dovuta ad apporti di natura secondaria. La prima diagnosi dovrà essere visiva e sarà utile a comprendere in che modo le manifestazioni più evidenti di umidità, siano classificabili secondo le varie cause possibili.

Suggeriamo, almeno nella primissima fase di indagine, di ammettere come possibili tutte le cause di umidità, e di procedere man mano per esclusione. Perciò la regola sarà quella di considerare possibile qualsiasi causa indistintamente, per poi restringere la ricerca sulla base di quanto riscontrato, tenendo conto anche della probabilità con la quale i vari eventi possano essersi verificati.

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Risalita muraria: le quattro possibili situazioni

La risalita muraria, può essere primaria o secondaria in base alla modalità di apporto dell’umidità, e capillare o non capillare a seconda della presenza o meno di abbondante acqua liquida.

Quindi sono possibili le seguenti quattro situazioni di risalita muraria:

  • A – Primaria capillare
  • B – Primaria non capillare
  • C – Secondaria capillare
  • D – Secondaria non capillare

A – La risalita primaria capillare si verifica quando la base della muratura riceve abbondante acqua liquida, attraverso la superficie orizzontale di appoggio sul terreno. Può verificarsi quando il livello della falda acquifera o della frangia capillare è molto vicina alla quota del suolo, sia in maniera stabile che periodica. Si tratta di una causa di umidità muraria piuttosto rara, e riguarda generalmente edifici storici non correttamente protetti in origine dalla risalita, situati in aree dove la falda acquifera e vicina o che può approssimarsi alla quota del terreno. Più precisamente ciò avviene quando la base muraria è a contatto della frangia capillare. Solitamente riguarda tutte le murature portanti della costruzione, perché dipende dalla quota dell’acqua proveniente dal suolo.

B – La risalita primaria non capillare è invece molto frequente negli edifici storici, dove l’umidità si trasferisce dal terreno alla muratura a causa di un gradiente di concentrazione, da dove è maggiore a dove e minore. Anche in questo caso le murature interessate dal fenomeno sono indistintamente tutte quelle portanti o comunque tutte quelle fondate sul terreno.

C – La risalita secondaria capillare si manifesta quando gli apporti d’acqua liquida provengono da fonti diverse, che non attraversano la base muraria a contatto del terreno. Gli esempi più frequenti riguardano gli apporti laterali da acque superficiali disperse che bagnano la base muraria, o perdite da tubazioni e impianti che interessano le pareti oppure al contatto di acqua meteorica diretta o di rimbalzo. Generalmente riguardano solo le murature interessate da bagnatura diretta, ma non gli altri elementi dell’edificio.

D – La risalita secondaria non capillare è la situazione più frequente e riguarda tutte le cause di apporto di umidità laterale sulle murature non protette, antiche e recenti, provenienti da massetti, pavimenti e da altri elementi costruttivi, comprese le sopraelevazioni del terreno rispetto alla quota d’origine.

La risalita capillare, sia primaria che secondaria, ha generalmente dei tempi di evoluzione delle manifestazioni rapide o rapidissime, che evolvono nell’arco di tempo che va da poche ore fino a qualche settimana al massimo dal primo contatto con l’acqua liquida. I fronti di risalita sono spesso irregolari e con altezze variabili lungo le pareti, in funzione della provenienza degli apporti.

La risalita non capillare e invece molto più lenta e richiede dei tempi lunghi o lunghissimi per manifestare i suoi effetti. Nel caso di risalita non capillare di tipo primario, i fenomeni evolvono nell’arco di anni o decenni, per stabilizzarsi poi in diversi secoli. I fronti di risalita sono generalmente regolari e di altezza uniforme su tutta la lunghezza delle murature.

Il testo è tratto dal volume “L’umidità da risalita muraria” di Marco Argiolas, edito da Maggioli Editore.

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