Rilevatori Lineari Antincendio: Alternativa o Prima Scelta? Ovvero la Pratica della Teoria

Non si dovrebbe iniziare mai uno scritto con una domanda, ma, partendo dall’approccio di numerosi progettisti, è sicuramente questa la domanda che può dare inizio a quella che vuole essere una discussione sulle scelte progettuali nel campo della rilevazione incendi.
Una coscienza critica delle scelte da effettuarsi necessita di partire dal “come” si debbano sviluppare in linea teorica i criteri con cui deve essere valutata la protezione di un sito, per poi calarsi nella pratica ed evidenziare le eventuali discrepanze, e nello specifico indirizzarsi alla scelta del modello più adatto di rilevatore lineare di fumo.

 

Senza andare troppo a ritroso nel tempo, partiamo dal presupposto del d.m. 37/2008, che rende definitivamente e senza possibili diverse interpretazioni, obbligatoria la progettazione degli impianti di rilevazione in edifici di ogni ordine e grado, senza distinzione, come sarà poi riportato anche dalla norma tecnica UNI 9795 nell’edizione del gennaio 2010. Ed in particolare si specificano due importanti aspetti: Essa si applica ai sistemi fissi automatici di rilevazione, di segnalazione manuale e di allarme d’incendio, collegati o meno ad impianti di estinzione o ad altro sistema di protezione (sia di tipo attivo che di tipo passivo), destinati a essere installati in edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso”.
La presente norma può essere inoltre tenuta in considerazione in tutte le altre condizioni di installazione di sistemi di rivelazione e allarme incendio.”

 

Con questa seconda frase si da una responsabilità precisa al progettista, affermando che quanto contenuto nella norma, pur se a carattere generale, deve essere tenuto in considerazione anche per installazioni che esulano dalle esemplificazioni della norma stessa o per sistemi di rilevazione che ancora oggi la norma non comprende.

 

Al punto 4.1 viene inoltre tra l’altro specificato che I sistemi fissi automatici di rivelazione d’incendio hanno la funzione di rivelare automaticamente un principio d’incendio e segnalarlo nel minore tempo possibile. Scopo dei sistemi è di:
– favorire un tempestivo esodo delle persone, degli animali nonché lo sgombero di beni;
– attivare i piani di intervento;
– attivare i sistemi di protezione contro l’incendio e eventuali altre misure di sicurezza.

 

La progettazione di un impianto di rilevazione incendio presuppone quindi, da parte del professionista, una conoscenza specifica di tutte le tecnologie utilizzabili per la protezione e dei componenti che possano far parte dell’impianto. Non è possibile effettuare una scelta corretta se non si hanno gli strumenti necessari per valutare correttamente quali possano essere le tecnologie da prendere in considerazione.

 

Si è visto come negli ultimi 7 anni, a partire dall’entrata in vigore della Direttiva Prodotti da Costruzione e dell’edizione della norma UNI9795 2005, il riconoscimento normativo di altri sistemi di rilevazione alternativi ai puntiformi abbia portato ad un crescente utilizzo dei principali sistemi di rilevazione di incendio come i lineari.

 

Da quel momento in poi è sembrato che il mercato abbia improvvisamente scoperto queste tecnologie alternative che in realtà avevano già trovato ottimo impiego da numerosi decenni, e si è iniziato ad utilizzarle spesso senza un’attenta valutazione ambientale o installativa.

 

Qui entrano in gioco la capacità progettuale ed il rispetto della norma tecnica di riferimento. Parlando dei rilevatori lineari, nello specifico, vi sono numerose informazioni che debbono essere attentamente prese in considerazione. Di base tali dati sono da considerarsi i criteri di scelta per tutti i sistemi di rilevazione, ma in particolare, essendo la rilevazione lineare una tecnologia che utilizza come camera di analisi l’ambiente in cui è installata, va da sé che un’attenta valutazione ambientale ed architettonica in primis riveste una grande importanza.

 

I rilevatori lineari danno effettivamente una copertura globale degli ambienti chiamati a proteggere come nessuna altra forma di rilevazione, ma per poter operare in maniera ineguagliabilmente precoce ed efficace devono essere scelti ed installati in maniera opportuna.

 

Un professionista quindi dovrebbe avere una buona conoscenza dei sistemi e delle tecnologie di rilevazione, poiché spesso si parla delle caratteristiche di un prodotto, inserendone una descrizione a capitolato e nelle specifiche, senza chiedersi come questo possa poi coesistere funzionalmente con tutti gli altri componenti dell’impianto.

 

La rilevazione di incendio andrebbe progettata partendo dall’analisi dei rischi connessi all’attività da proteggere; banale, elementare, ma sembra che spesso ci si dimentichi che la costruzione deve essere fatta dalle fondamenta. La norma UNI 9795 prevede ed indica espressamente delle variabili come aiuto alla progettazione.
In particolare al punto 5.3 “Criteri di scelta dei rivelatori”si afferma che i rivelatori devono essere conformi alla serie UNI EN 54 e che a dettarne la scelta devono essere presi in considerazione i seguenti elementi basilari:
– le condizioni ambientali (moti dell’aria, umidità, temperatura, vibrazioni, presenza di sostanze corrosive, presenza di sostanze infiammabili che possono determinare rischi di esplosione, ecc.) e la natura dell’incendio nella sua fase iniziale, mettendole in relazione con le caratteristiche di funzionamento dei rivelatori, dichiarate dal fabbricante e attestate dalle prove;
– la configurazione geometrica dell’ambiente in cui i rivelatori operano, tenendo presente i limiti specificati nella presente norma;
– le funzioni particolari richieste al sistema (per esempio: azionamento di  una installazione di estinzione d’incendio, esodo di persone, ecc.).

 

Proprio nel capitolo che riguarda la rilevazione lineare viene inoltre specificato come il progettista debba considerare i possibili scostamenti dalla norma, in base a precisi parametri, che devono essere attentamente valutati e dei quali si deve assumere la responsabilità con una relazione tecnico descrittiva da allegare alla documentazione di progetto, come indicato in allegato A – normativo.

 

Tali parametri sono descritti al capitolo 5.4.5.4: “Queste indicazioni possono essere variate valutando l’eventuale necessità di posizionamenti diversi, in relazione alle caratteristiche tecniche indicate dai singoli fabbricanti ed in relazione ai seguenti parametri:
a) caratteristiche e velocità di propagazione d’incendio dei materiali combustibili contenuti nell’ambiente;
b) variazioni delle temperature medie sotto copertura per effetto di persistenti riscaldamenti o raffreddamenti prodotti da condizioni climatiche stagionali, impianti, macchine di processo, ecc;
c) scarsa o inesistente coibentazione della copertura;
d) condizioni di ventilazione e/o variazioni di pressione ed umidità ambientali nei casi di possibili principi d’incendio ad evoluzione covante, fredda, lenta e laboriosa;
e) polverosità dell’ambiente.

 

La scelta definitiva deve in aggiunta tenere conto di eventuali variabili ambientali, quali ad esempio,interferenze date dall’arredamento o dagli impianti, scaffalature, presenza di materiali particolari, di controsoffitti e sottopavimenti.

 

Dato un ambiente e valutati correttamente i rischi connessi all’attività che vi si svolga, si deve considerare quale strumento di rilevazione può essere il più sicuro ed efficace al fine di garantire una rilevazione pronta e precisa ed una gestione delle emergenze efficace, come peraltro specificato dalla normativa vigente.


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