Riforma delle professioni e compensi professionali, i chiarimenti del CNI

A seguito della pubblicazione del Decreto Liberalizzazioni (d.l. 1/2012), sono molteplici le novità apportate al regime delle professioni stabilito con le norme precedenti. In particolare i principali cambiamenti riguardano l’abolizione delle tariffe professionali, la determinazione del compenso per via giudiziaria, il preventivo, l’obbligo di copertura assicurativa del professionista (contenuti nell’art. 9 del decreto Disposizioni sulle professioni regolamentate).

 

Per fornire alcune indicazioni utili e chiarificatorie agli ingegneri iscritti agli albi professionali, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha diramato una circolare che riassume le principali considerazioni in merito.

 

Nello specifico, il CNI ribadisce che il decreto sulle liberalizzazioni non cancella l’art. 2233 del codice civile. Viene cioè mantenuto inalterato il principio della misura del compenso anche in relazione al decoro della professione. Non sono inoltre state cancellate le funzioni degli Ordini provinciali nel rilascio dei pareri sulle parcelle.

 

Su questo punto, anzi, il CNI ritiene che proprio l’estrema genericità del principio, secondo cui la misura del compenso sia collegata all’importanza dell’opera, consente all’Ordine, eventualmente chiamato a pronunciarsi sulle controversie professionali per la liquidazione degli onorari, di valutare attraverso il preventivo di parcella, se l’onorario richiesto dal professionista sia congruo ed adeguato alle prestazioni professionali che l’ingegnere incaricato è chiamato a rendere.

 

La tariffa giudiziaria resta in vigore, come lo stesso Ministero della giustizia ha confermato al CNI.
Sono nulle le clausole di determinazione del compenso basate sull’utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese, qualora le calusole presentino caratteri di vessatorietà.

 

La pattuizione del compenso professionale va fatta al momento della conclusione del contratto. In tale sede, il professionista deve portare a conoscenza del cliente il grado di complessità dell’incarico, attraverso tutte le informazioni utili riguardo agli oneri che potrebbero incidere sulla prestazione e svolgimento dell’incarico.

 

Il professionista”, continua la nota del CNI, “deve indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale”. Se sia sufficiente la polizza per rischio professionale, ovvero occorra stipulare altra polizza assicurativa per i danni causati a terzi nell’esercizio della professione è materia di indagine che il CNI non ha ancora chiarito.

 

L’obbligo di pattuizione del compenso per iscritto è valido solo su espressa richiesta del cliente, mentre la misura del compenso “deve essere adeguato all’importanza dell’opera”.

 

Nella formulazione della clausola sul compenso, il professionista deve indicare per ogni singola prestazione le voci di costo, comprensive di oneri, spese e contributi.
Ogni mancanza di quanto indicato sopra si configura come illecito disciplinare a carico del professionista.

 

Fonte CNI


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