Riforma delle professioni dopo la Manovra bis. Ecco cosa cambierà

Firmata la Manovra bis dal Presidente della Repubblica Napolitano, sono ora definitive le disposizioni che disciplinano la riforma delle professioni, contenute nel comma 5 dell’art. 3 del d.l. 138/2011. E c’è anche un limite temporale preciso entro il quale si dovrà fare tutto quanto. Gli ordinamenti professionali dovranno, infatti, essere riformati entro 12 mesi dall’entrata in vigore della manovra. Ma vediamo con più precisione quali saranno gli interventi che dovranno ridisegnare il panorama delle professioni italiano.

L’accesso all’esercizio della professione dovrà garantire i principi della libera concorrenza e non avere ostacoli in ingresso. Salvi gli esami di stato per talune categorie professionali (ingegneri compresi), dopo che una proposta di abolizione totale da parte del sen. Lauro aveva creato un mare di polemiche (leggi anche Riforma delle professioni: una querelle infinita. E la proposta Lauro fa imbufalire i professionisti).
L’accesso alla libera professione è libero, salvo dove una limitazione sia resa necessaria per ragioni di interesse pubblico (farmacisti e notai ringraziano).

Una ‘non’ novità riguarda l’obbligo della formazione continua (che già è realtà per gli ordini professionali), mentre si tratta di un vero elemento nuovo quello che riguarda la riforma del tirocinio. Su questo versante sono tre gli elementi di rottura con il passato: in primo luogo la formazione del tirocinante dovrà conformarsi a criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa. Al tirocinante dovrà essere riconosciuto un ‘equo compenso’, commisurato al reale apporto sul lavoro. Terzo, ma non ultimo per importanza, addio ai tirocinanti eterni: il periodo di pratica non potrà essere superiore ai tre anni e potrà essere iniziato anche durante l’università.

Novità anche sul piano assicurativo. Con la riforma viene stabilita la necessità per tutti i professionisti, a tutela del cliente, di stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Ma non solo.
Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale.

Altro tema caldo riguarda il tema delle tariffe professionali. Il testo della manovra, pur ribadendo i principi contenuti nella riforma Bersani, riporta in auge i vecchi tariffari, rendendoli una sorta di punto di riferimento. Infatti, si legge: “Il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale, prendendo come riferimento le tariffe professionali).

Ancora, gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l’istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l’istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina.

E per concludere viene fornito un chiarimento sulla pubblicità che, completamente libera, deve rispondere a criteri di trasparenza, verità, correttezza, inoltre le informazioni non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie.

di Mauro Ferrarini


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico