Riforma delle professioni. Assicurazione professionale obbligatoria e … convenzionata

Entro agosto 2012 tutti i professionisti tecnici dovranno dotarsi di una idonea assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. È quanto stabilisce la Manovra bis al comma 5 dell’art. 3 alla lettera e), che contiene la disciplina per la riforma delle professioni. Peraltro, tra i tanti emendamenti subiti dal testo del decreto, questa parte è passata indenne all’esame di Camera e Senato ed è rimasta identica rispetto al testo originale (leggi anche Riforma delle professioni dopo la Manovra bis. Ecco cosa cambierà).

La norma, in pratica, impone a ciascun professionista che eserciti la libera professione di stipulare un contratto di assicurazione a tutela del cliente, in modo da proteggere quest’ultimo dagli eventuali errori (per colpa lieve o grave) previsti dalla polizza e commessi dal professionista nello svolgimento della sua attività.
Dalla copertura assicurativa sono esclusi i danni causati da comportamenti dolosi.

In pratica, al momento dell’assunzione dell’incarico, i professionisti dell’area tecnica dovranno presentare al cliente gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. I dettagli di queste polizze sono, peraltro, ancora tutti da chiarire, sia in merito all’entità dei massimali, sia per quanto riguarda le franchigie e gli scoperti. Il testo della legge si limita infatti a indicare che l’assicurazione dovrà essere ‘idonea’, senza però specificare ulteriormente in cosa consista tale idoneità (presumibilmente ulteriori specificazioni si potranno avere direttamente dai rispettivi Ordini di appartenenza, nel momento in cui inseriranno nel proprio ordinamento questo obbligo).

Fatta salva la possibilità per il singolo professionista di stipular individualmente la propria polizza, è interessante sottolineare come il legislatore abbia espressamente previsto che “le condizioni generali delle polizze assicurative possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti”.


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