Prevenzione, pianificazione e ricostruzioni post sisma. C'è il sistema EOS

Prevenzione, pianificazione e ricostruzioni post sisma. In aiuto il sistema spaziale EOS

Ricostruzioni post sisma

La gestione della prevenzione, pianificazione e ricostruzioni post sisma, può contare sull’aiuto di tecnologie innovative.

La stima dei volumi e l’analisi delle macerie attraverso un sistema di osservazione dallo spazio, sopralluoghi per la verifica di agibilità dei beni culturali e delle criticità idro-geologiche, indagini “macrosismiche” per lo studio degli effetti del sisma sul costruito e pianificazione territoriale con la microzonazione sismica, sono alcuni degli interventi messi in atto da ENEA, in seguito al terremoto del 2016-2017 che ha causato gravi crolli nell’area del centro Italia.

L’Agenzia Nazionale, quale membro del Comitato Operativo del Dipartimento della Protezione Civile, ha messo a punto tali sistemi con il fine di raccogliere informazioni ed avere maggiori dati a disposizione circa il tipo di crollo, materiali e aree. Il tutto, affinché le ricostruzioni post sisma possano procedere con maggiori consapevolezze tecniche, migliorando notevolmente le tempistiche.

Dal dato fornito da ENEA, in seguito al centinaio di sopralluoghi svolti dai ricercatori e dai funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è emerso che in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria il:

  • 45% delle chiese verificate è risultato inagibile;
  • 13% agibile con provvedimenti;
  • 5% parzialmente agibile;
  • 4% temporaneamente inagibile.

L’inagibilità totale sul territorio comunale di Amatrice riguarda invece 20 chiese su 21.

Leggi anche: Lezioni dal terremoto: vulnerabilità muratura ed errata concezione degli interventi

Earth Observation System. Come può essere d’aiuto nelle ricostruzioni post sisma?

EOS (Earth Observation System) programma spaziale, nasce con lo scopo di effettuare osservazioni a lungo termine della superficie terrestre, della biosfera, della terra ferma, dell’atmosfera e degli oceani, con l’obiettivo di fornire informazioni sulla programmazione e risorse alla comunità di ricerca scientifica della Terra e al pubblico in generale.

Relativamente a tale sistema, ENEA utilizza la mappa digitale che incrocia l’analisi di un’immagine satellitare ad un processo di interpretazione e integrazione di informazioni spaziali e spettrali, che fornisce su grandi aree e a intervalli brevi una panoramica della situazione generale ma anche informazioni puntuali sui diversi tipi di macerie e crolli che in caso di terremoto immobilizzano il territorio e rendono lente le fasi di ricostruzioni post sisma.

Quasi tre anni fa il sisma di magnitudo 6.0 con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, colpisce il Centro-Italia. Accumoli ed Amatrice subiscono il duro colpo in maniera devastante e gli immobili lesionati sono 200 mila mentre i morti si contano nel numero di 303. Eventi come questo rappresentano un momento di grande sconfitta ma anche di rinascita e di ripartenza.

Lo studio di tali eventi aiuterà in futuro a migliorare ed adottare soluzioni e metodologie di analisi più accurate come quella evidenziata da Francesco Immordino del laboratorio Enea di Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico: “le immagini di tutto il centro storico di Amatrice sono state elaborate in diverse combinazioni di bande spettrali; i dati satellitari sono stati ulteriormente elaborati, lavorando sull’istogramma dell’immagine che ha permesso di evidenziare le informazioni morfologiche”.

Elena Candigliota, ricercatrice, ha inoltre precisato “osservando le porzioni occupate dalle macerie si notano un’elevata riflettività e toni medi non omogenei mentre l’elevato dettaglio permette di osservare i crolli totali e parziali, distinguendo così le macerie e le tipologie di crollo. Grazie a tecniche satellitari e ottiche, di telerilevamento radar, o SAR, e a sistemi di early warning, queste tecnologie possono fornire uno strumento prezioso per la prevenzione, pianificazione territoriale pre e post evento e il superamento di eventuali emergenze”.

Centro Urbano di Amatrice, post-sisma 08-2016: immagine Multispettrale WordView-3 (DigitalGlobe) -pixel resolution 50 cm- e processing di classificazione automatica delle coperture superficiali. I risultati di classificazione su immagini trattate con algoritmi di ricampionamento geometrico, consentono di distinguere gli edifici danneggiati e la distribuzione areale delle macerie_©ENEA

Tecnologie al servizio del patrimonio storico: tutela e miglioramento strutturale

Ad essere gravemente compromesso durante l’evento sismico di Amatrice è stato il patrimonio storico, artistico e culturale negli edifici di culto. Affreschi, stucchi, sculture ed arredi interni hanno subito danni.

La grande fragilità di questa tipologia costruttiva e il tipo di intervento da progettare per migliorare il comportamento sismico della struttura, viene sottolineata dalla ricercatrice ENEA Concetta Tripepi: “La riduzione della vulnerabilità del patrimonio culturale deve necessariamente tenere in conto il rispetto e la conservazione dei caratteri artistici e storici insiti nell’opera”.

Tripepi ha poi aggiunto: “è indispensabile, tuttavia, riconoscere la fragilità di tali edifici e prevedere l’inserimento di presidi atti ad assicurare un adeguato livello di miglioramento sismico, con interventi in grado di garantire la conservazione dell’architettura in tutte le sue declinazioni, consolidare gli elementi strutturali, assicurare un idoneo irrigidimento dei solai lignei, contrastare le spinte delle coperture e migliorare i collegamenti tra le pareti ortogonali e tra queste e gli orizzontamenti. Solo in tali condizioni è possibile garantire la salvaguardia degli occupanti e la conservazione del bene stesso”.

Non solo azioni volte alle ricostruzioni post sisma, anche un’efficace prevenzione è indispensabile. I risultati degli studi hanno fornito idee ed interventi da attuare per prevenire e migliorare a livello strutturale il patrimonio storico e la gestione del territorio colpito dal sisma.

Struttura di Isolamento Sismico per Edifici Esistenti (Brevetto ENEA-Politecnico di Torino)_©ENEA

Oltre al sistema di isolamento sismico da posizionare in sottofondazione, brevettato ENEA e Politecnico di Torino, il ricercatore ENEA Giacomo Buffarini, sottolinea: “servirebbe anche disporre di una schedatura preventiva degli edifici tutelati, contenente le informazioni utili da utilizzare in fase emergenziale, che consentirebbe di procedere in maniera più veloce e consapevole nelle fasi di verifica dell’immediato post-sisma”.

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