ReWalk, esoscheletro robotico per tornare a camminare

Ricordate la scena finale del film Alien 2? Sigourney Weaver affrontava la terribile Regina dei mostruosi alieni all’interno di un pesante e micidiale esoscheletro. Ebbene, dovendo ancora aspettare per vedere il primo esoscheletro da combattimento, abbiamo la possibilità di ammirare all’opera ReWalk, un esoscheletro meno minaccioso di quello futuristico, ma certamente in grado di rivoluzionare (in meglio) la vita delle persone paraplegiche.

L’esoscheletro ReWalk, infatti, è stato utilizzato sabato 15 settembre 2012 dalla napoletana Manuela Migliaccio per percorrere i 5 km della Corsa della Speranza a Lugano. La giovane donna (29 anni) paraplegica dal 2009, ha potuto così camminare con l’aiuto di questo straordinario ritrovato dell’ingegneria robotica. ReWalk  è un esoscheletro robotizzato con quattro motori elettrici, che permette a persone con lesione midollare completa di camminare.

L’uso personale di ReWalk – per ora utilizzabile solo da pazienti con certe specifiche caratteristiche – sarà sperimentato proprio da Manuela Migliaccio con l’obiettivo, nel giro di un paio d’anni, di allargare la platea dei possibili beneficiari di questa nuova tecnologia.

 

 

L’esoscheletro ReWalk è stato sperimentato negli ultimi due anni presso il centro riabilitativo Villa Beretta di Costa Masnaga (Lecco), grazie anche al contributo di Fondazione Cariplo, nell’ambito della partnership tra Regione Lombardia e Israele. ReWalk è attualmente disponibile e in uso in Italia in altre strutture: al Centro Riabilitativo Domus Salutis di Brescia, all’Ospedale Bambin Gesù di Roma (dove, per la prima volta al mondo, viene sperimentato su 17 ragazzi con meno di 18 anni), al Centro Protesi Inail di Budrio (Bologna) e al Centro Riabilitativo Villa Melitta di Bolzano.


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