Retribuzioni e opportunità di lavoro per gli Ingegneri: il 2013 Annus Horribilis

Per la categoria degli ingegneri il 2013 è stato decisamente un Annus Horribilis. In maniera particolare per i giovani e per le donne, ma la situazione fotografata dalla consueta analisi annuale del Centro Studi del Consiglio nazionale degli Ingegneri Occupazione e remunerazione degli ingegneri nel 2013 è davvero desolante.

La disoccupazione, termine fino a pochi anni fa quasi sconosciuto nel vocabolario degli ingegneri, sta diventando una sgradita compagna di viaggio. Il dato aggregato per l’intera categoria parla del 6% di ingegneri senza lavoro. Tra i giovani laureati nei Politecnici d’Italia si passa alla doppia cifra con l’11,5% di senza lavoro.

“Lontano dai picchi del 40% registrati mediamente tra i giovani italiani”, si legge nella premessa allo studio, “ma pur sempre al livello più alto da quando si svolgono tali rilevazioni”.

E, aggiungiamo noi, senza neppure la possibilità di avere un futuro nella libera professione, se perfino il presidente della Federazione degli Ingegneri del Veneto, Gian Pietro Napol, ammette sconsolato che “in tutta onestà non mi sentirei di consigliare a un giovane ingegnere di intraprendere la carriera della libera professione” (leggi l’intervista esclusiva al presidente della FOIV, Napol)

E per quegli ingegneri che riescono a ottenere un contratto, si fa sempre più comune il ricorso a forme flessibili di collaborazione (leggi “precarie”). Il tempo indeterminato è ora il contratto proposto al 58% dei laureati in ingegneria, in vertiginoso calo rispetto all’anno precedente e a valori mai così bassi dagli inizi degli anni 2000.

Oltre la metà degli Ingegneri può contare su un contratto di formazione (25,3%) o su un coacervo di contratti non standard (25,3%), tra cui, è la denuncia dello studio, si annidano sicuramente anche forme di lavoro in nero e/o sottopagato.

Il calo delle retribuzioni medie è un altro dato allarmante. Il Centro Studi del CNI calcola che a un anno dalla laurea un ingegnere che lavora come dipendente percepisce uno stipendio netto di 1.289 euro.

A parità di potere d’acquisto (con dati deflazionati), tale retribuzione si è ridotta di oltre 150 euro negli ultimi 5 anni, pari ad una contrazione di quasi l’11%. Gli ingegneri italiani si confermano, dunque, tra i meno pagati d’Europa, con una differenza delle retribuzioni medie (rispetto a paesi come Germania e Francia) anche del 40%.

Cresce, nel frattempo, la percentuale di giovani ingegneri che scelgono di abbandonare l’Italia in cerca di nuove opportunità lavorative e professionali all’estero. Quest’anno siamo arrivati a circa il 10% di professionisti che fanno le valigie in cerca di fortuna in Europa o verso i Paesi emergenti come il Brasile e l’Arabia degli sceicchi.

“Il dato preoccupante”, si legge nello studio, “è che tale quota cresce più velocemente tra i neo laureati, segno inequivocabile della persistente incapacità del sistema produttivo italiano di assorbire per intero la “produzione” di laureati in ingegneria delle Università italiane”.

Per leggere l’intero studio è possibile cliccare su questo link.

Articolo di Mauro Ferrarini


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