Retribuzione Laurea vs Dottorato. Più è alto il titolo di studio e più si guadagna?

Retribuzione Laurea vs Dottorato. Più è alto il titolo di studio e più si guadagna?

laurea vs dottorato

Sembra scontata la risposta ma non lo è affatto perché nella diatriba sulla retribuzione laurea vs dottorato entrano in gioco numerosi fattori che vanno oltre la formazione e la professionalità, da ricercarsi nelle politiche di investimento non solo universitarie, di impresa ma anche dell’intero sistema produttivo italiano.

Dunque, in Italia, un dottore di ricerca viene retribuito di più di un laureato? La risposta è affermativa. Tuttavia se approfondiamo la questione laurea vs dottorato e guardiamo nei portafogli, la differenza di retribuzione è di soli 4 mila euro.

Il gap è basso se si considerano gli anni passati sui libri da un laureato rispetto a chi ha almeno due anni in più di studio.

Non solo i laureati, ma anche i neodiplomati vengono “trattati meglio” dei dottori di ricerca dalle aziende in Italia. Tra un neodiplomato e neodottore di ricerca, con in tasca sette anni in più di studio, la differenza iniziale di retribuzione è di soltanto 7 mila euro con uno stipendio di 25 mila euro all’anno per un diplomato contro i 32 mila del dottore in ricerca, pari a un +28%.

Nel resto d’Europa la differenza retributiva tra neodiplomato e dottore in ricerca è nettamente delineata. In Danimarca la differenza tra è di 22 mila euro, pari al 44% in più (49 mila contro 71 mila). In Francia la distanza è ancora più marcata: 29 mila euro per il diplomato contro 52 mila per il laureato con dottorato (+80%). E anche in Germania la netta differenza è di 27 mila euro (37 mila contro 63 mila), pari a un +70%. Nel Regno Unito si arriva al 73% con 23 mila contro i 40 mila circa.

I dati sopra elencati sono emersi da una ricerca, curata da Willis Towers Watson sulle retribuzioni dei giovani al primo impiego in Europa. Un focus sulla questione è stato dedicato su La Repubblica che ha messo in luce i risultati della ricerca.

I numeri mostrano l’andamento della retribuzione laurea vs dottorato e come il più alto titolo accademico venga sottovalutato dalle aziende italiane e mostra la differenza di peso che lo stesso ha a livello europeo. Difatti l’importanza che viene riconosciuta al titolo di dottore di ricerca non è la stessa per ciascun paese europeo.

In Germania lo stipendio si aggira attorno ai 63 mila euro: il doppio, considerando i 32 mila euro percepiti da un laureato con dottorato italiano. Mentre il doctorat d’état in Francia, parte con una retribuzione di 52 mila euro ed il dottore di ricerca spagnolo percepisce 2 mila euro in più rispetto a quello italiano.

Leggi anche: titoli e occupazione. Quanto incide la laurea nella ricerca del lavoro?

Laurea vs dottorato. Perché le imprese italiane non premiano l’alta formazione universitaria?

Ricerche come queste vengono portate avanti, come precisa Rodolfo Monni, responsabile delle indagini retributive della filiale italiana della Willis Towers Watson, su richiesta delle aziende per indirizzare ed allineare le politiche salariali.

Il profilo del dottore in ricerca è dotato di specifiche professionalità che dalle aziende italiane non sono molto richieste, pertanto non pagate di più rispetto ad un profilo laureato.  Il motivo della scarsa richiesta è da ricercarsi nei carenti investimenti destinati all’area Ricerca e Sviluppo a differenza delle multinazionali (poche in Italia) che coltivano e conoscono il potenziale di quest’area.

L’andamento degli investimenti in Italia in Ricerca e sviluppo, riassunto nel report ISTAT riferito agli anni 2017-2019, mostra un aumento del 2,7% rispetto al 2016 e riguarda imprese, Stato, università e non profit per un valore complessivo di 23,8 miliardi di euro (2017). Nonostante la spesa destinata all’innovazione cresca, l’Italia resta indietro rispetto agli altri Paesi sviluppati.

Le imprese, sono quelle che investono maggiormente nella ricerca in Italia e nel 2017 hanno aumentato la spesa del 5,3% portandola a 14,8 miliardi a differenza delle università, che incrementano i finanziamenti in Ricerca e Sviluppo solo dello 0,2% (5,6 miliardi). La spesa si concentra nelle regioni del Centro-nord. Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto attivano quasi il 70% della spesa in Ricerca e Sviluppo.

laurea vs dottorato

Infografica statistiche Report_©Istat

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R&S: la motrice che traina la crescita economia

Il report ISTAT, registra per il 2018, un aumento della spesa complessiva in Ricerca e Sviluppo a valori correnti delle imprese (+2,8%) e delle istituzioni pubbliche (+ 6,0%) e private non profit (+6,2%). Osservando i dati del 2019, si registra un ulteriore aumento della spesa in Ricerca e Sviluppo sul 2018, che subisce tuttavia un rallentamento: istituzioni private non profit +5,7%, istituzioni pubbliche +2,7% e imprese +0,8%.

La crescita in innovazione è sotto la lente dell’Europa che con l’Agenda di Lisbona 2000, aveva fissato l’obiettivo di portare la spesa al 3% del Pil europeo incrementando innovazione e imprenditorialità. Un traguardo rimandato al 2020 considerando che nel 2017 le stime di Eurostat registravano a malapena un 2%.

L’influenza dell’Italia sull’Ue non è da trascurarsi. A Roma con l’Agenda 2020, l’Italia si era impegnata a portare le spese in R&S all’1,53% del Pil, ma i numeri dicono c’è ancora da fare…

Scarica il report ISTAT

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