Responsabilità solidale fra committente ed appaltatore in tema di appalti

Come si ricorderà, la legge 7 agosto 2012, n. 134 ha ulteriormente irrigidito le regole già affermate dal decreto fiscale n 16/12 e dal decreto legislativo n. 276/2003 in tema di responsabilità solidale fra Committente ed Appaltatore.

 

In particolare, l’art. 13-ter della legge suddetta, modificando il comma 28 dell’art. 35 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 ha stabilito che:

28. In caso di appalto di opere o di servizi, l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.


La responsabilità solidale viene meno se l’appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti di cui al periodo precedente, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.


L’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di cui al primo periodo può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione dei soggetti di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e all’articolo 3, comma 3, lettera a), del regolamento di cui al d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322.


L’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore. (…) Il committente provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore previa esibizione da parte di quest’ultimo della documentazione attestante che gli adempimenti di cui al comma 28, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dagli eventuali subappaltatori.


Il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte dell’appaltatore.

 

Conseguenza logica di quanto sopra, è stato il fatto che, ad ogni fattura, a prescindere dal valore della stessa e dal valore dell’appalto, fosse onere/obbligo dell’Appaltatore allegare, per sé e per ogni subappaltatore incaricato, pena mancato pagamento della fattura, tutta la documentazione comprovante il corretto pagamento IVA e il corretto pagamento degli oneri contributivi e retributivi dei dipendenti: tale documentazione, stante l’impossibilità di provare altrimenti il corretto pagamento IVA e la difficoltà di allegare il libro unico del lavoro dell’organico completo degli F24 attestanti il pagamento degli oneri contributivi del personale, si è presto ridotta ad un’autodichiarazione da parte delle imprese.


Il Decreto del Fare e il parere dell’Agenzia delle Entrate: cosa cambia

Dopo un anno di incertezze e di difficoltà di gestione di quanto chiesto dalla nuova normativa, sia il Decreto del Fare che l’Agenzia delle Entrate hanno semplificato gli adempimenti sul tema.

 

Infatti, ora, il Decreto del Fare 76/2013 ha modificato il d.l. 223/2006 (articolo 35, comma 28) , semplificando il regime della responsabilità solidale in campo fiscale, con la cancellazione parziale della solidarietà per quanto riguarda l’IVA a carico del subappaltatore e dell’appaltatore.

 

Dall’altro, invece, il d.l. 76/2013 ha incluso nel vincolo solidaristico i lavoratori autonomi e ha limitato il potere regolatorio affidato dalla legge 92/2012 ai contratti collettivi nazionali di lavoro. Restando in campo fiscale, dal 22 giugno 2013 è previsto che, in caso di appalto di opere o di servizi, l’appaltatore risponda in solido con il subappaltatore – nei limiti dell’ammontare del corrispettivo – del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute, ma non più del versamento dell’IVA.

 

Pertanto, oggi è necessario richiedere ai fornitori l’allegazione, a ciascuna fattura, solamente della dichiarazione del corretto versamento IRPEF con F24, e non più la dichiarazione del corretto versamento IVA.

L’Agenzia delle Entrate si è invece finalmente espressa circa l’estensione della solidarietà fra Committente e Appaltatore qualora il Committente sia un condominio o una persona fisica.

 

Così, a seguito di numerose richieste da parte di amministratori di condominio sul punto, data l’enorme difficoltà nella gestione della documentazione inizialmente richiesta dalla legge, l’Agenzia delle Entrate si è espressa.


Nell’obbligo, spiega, sono coinvolti solo «i contratti d’appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini dell’IVA e, in ogni caso, dai soggetti IRES, dallo Stato e dagli enti pubblici, mentre sono escluse le stazioni appaltanti». Pertanto, conclude la risposta, “il condominio, non rientrando in alcuno dei soggetti sopra indicati, non è, a parere di questa Direzione, destinatario della norma in commento”.

 

Nella tanto attesa circolare l’Agenzia precisa che:

– la norma non trova applicazione per le tipologie contrattuali diverse dal contratto d’appalto di opere e servizi (art.1655 del Codice Civile), quali, tra l’altro, il contratto d’opera e le forniture di beni;

– si applica in relazione ai contratti d’appalto e subappalto, a prescindere dal settore economico in cui operano le parti contraenti, e non solo per il settore edile.

 

Per tali motivi restano esclusi, per espressa previsione normativa:

– le persone fisiche non soggetti IVA, ai sensi degli articoli 4 e 5 del d.P.R. 633/1972;

– le stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma 33, del d.lgs. 163/2006;

– il “condominio”, in quanto tale figura non è compresa fra i soggetti individuati agli articoli 73 e 74 del TUIR.

 

Articolo dell’avv. Eleonora Viganò, curatrice della rubrica Ingegneria e Diritto della rivista Ingegneri


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