Requisiti Acustici Passivi degli Edifici, a che punto siamo?

Sulla determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici siamo ancora in alto mare. Allo stato attuale, infatti, resta in pieno vigore il d.p.c.m. 5 dicembre 1997, che non è stato sostituito, come invece stabiliva l’art. 11 della legge 88/2009 (legge comunitaria) con la quale il Parlamento aveva delegato il Governo a emanare “uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico, di requisiti acustici degli edifici e di determinazione e gestione del rumore ambientale”.

 

Trascorse inutilmente due scadenze, entro le quali il Governo avrebbe dovuto legiferare in materia, ( 28 gennaio 2010 e la proroga al 28 luglio 2010), rimane dunque pienamente vigente il ‘vecchio’ d.p.c.m. 5 dicembre 1997, che, come scrive sul Sole 24 Ore Ezio Rendina “resta quindi il punto di riferimento per i progettisti acustici degli immobili e i collaudatori acustici e la pubblica amministrazione”.

 

Tutto chiaro quindi? Non proprio. Nel suo intervento il dirigente di Assoedilizia fa notare l’incertezza che regna tra i giudici, sulle norme di riferimento per i costruttori.

 

Infatti la legge 97/2010, che aveva prorogato i termini per l’emanazione dei decreti legislativi da parte del Governo, modificava parte dell’art. 11 della legge 88/2009, prevedendo la non applicabilità della disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti ai rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di immobili edificati dopo l’entrata in vigore della legge comunitaria. In sostanza, in questi casi non si applica il d.p.c.m. 5 dicembre 1997.

 

Eppure, a gennaio di quest’anno il Tribunale di Novara ha ritenuto di applicare le norme del d.p.c.m. anche in un caso di controversia tra privati. “Il magistrato dà atto che il diritto alla salute è costituzionalmente garantito”, scrive Rendina, “e ritiene che il rispetto dei parametri minimi di isolamento previsto dal d.p.c.m. del 1997 lo possa garantire”.

 

Nell’attesa che questa situazione venga sanata con uno o più decreti, che illustrino i requisiti di isolamento acustico degli edifici e spieghino a progettisti e costruttori come ottenerli, si auspica una pronuncia in merito per, conclude il rappresentante di Assoedilizia, “limitare l’ordine sparso tra diversi tribunali italiani che si sta già verificando”.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico