Relazione tecnica di adeguamento antincendio, per gli esercizi commerciali

Come impostare una relazione tecnica di adeguamento antincendio, per gli esercizi commerciali?

Relazione tecnica di adeguamento antincendio

La relazione tecnica di adeguamento antincendio, dovrà corredare il progetto per l’ ottenimento del parere di conformità da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

Per gli esercizi commerciali, la natura degli incendi, ha una origine dolosa (30%) ed elettrica (25%). È possibile porre l’attenzione sugli incendi di origine elettrica, in chiave di prevenzione e quindi di riduzione del rischio. Infatti, una misura essenziale di prevenzione, è intervenire sulla probabilità/frequenza di innesco che si rivela un’ottima misura di riduzione degli incendi e dei danni ad essi collegati.

Va sottolineato che più della metà degli incendi avviene in zone critiche (locali tecnici, magazzini e vendita). Non trascurabile, poi, il dato sugli incendi nelle aree esterne (che rappresentano il 12% del totale).

Il deposito di merce all’esterno delle attività commerciali, come sempre più spesso oggigiorno accade per via anche della tipologia merceologica (per esempio prodotti stagionali quali gazebo, ombrelloni, salotti da giardino, ecc.), rappresenta un pericolo doppio, sia per il fatto che l’eventuale incendio possa immediatamente propagarsi anche all’interno dei locali, sia perché può creare intralcio non solo alla rapida evacuazione degli ambienti ma anche all’intervento da parte dei Vigili del fuoco.

Caso studio di adeguamento antincendio: locale adibito alla vendita di prodotti per la casa

È utile riportare un esempio di progetto antincendio per una struttura commerciale per dimostrare l’applicazione del d.m. 27 luglio 2010 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq”.

Si tratta di un caso reale, che è stato sottoposto alla valutazione del Polo di prevenzione incendi dei Vigili del fuoco.

La struttura descritta nell’esempio è un locale adibito a vendita di prodotti per la casa, inserito al piano terra di un immobile a due piani fuori terra, di tipo isolato, destinato ad attività produttive (attività commerciale al piano terra, ristorazione al piano primo). Le due attività hanno percorsi di fuga ed impianti antincendio indipendenti e sono gestite da due titolari differenti.

Per questo locale, informiamo che non solo è stata fatta richiesta al Polo di prevenzione di valutazione del progetto, ma è stata richiesta anche la verifica in corso d’opera (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011), per ottenere il parere di conformità da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. All’ottenimento del parere preventivo, completate le opere di cui al progetto approvato, verrà inoltrata SCIA antincendio in conformità a quanto previsto nel D.P.R. 151/2011.

Come compilare la relazione tecnica di adeguamento antincendio?

Oltre alla presentazione delle tavole grafiche, bisognerà corredare il progetto della relazione tecnica di adeguamento antincendio e della varia modulistica consegnata al Polo di prevenzione. Vediamo nel dettaglio come compilare la relazione tecnica di adeguamento antincendio e quali dati sono necessari.

Premessa

Al primo punto viene inserita una descrizione generale del tipo di intervento da eseguire con indicazione del tecnico incaricato al progetto, del committente e dell’oggetto dell’intervento. Vengono inoltre indicate le caratteristiche e le dimensioni del locale soggetto ad adeguamento. Fondamentale è la descrizione generale, dell’ubicazione dell’immobile e dei percorsi di esodo per garantire un facile accesso da parte dei mezzi di soccorso dei VVF e degli utenti della struttura.

Riferimenti normativi

Nella stesura di tale progetto di adeguamento si è fatto riferimento alle seguenti disposizioni normative:

  • D.M. 27 luglio 2010 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq”;
  • Circolare M.I. n. 75 del 3 luglio 1967 “Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc.”;
  • Legge 1 marzo 1968, n. 186 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici”;
  • D.M. 16 febbraio 1982 “Modificazioni del d.m. 27 settembre 1965 concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi”;
  • D.M. 30 novembre 1983 “Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi”;
  • Nota min. prot. num. P08/4147 sott. 4 del 25 gennaio 1999 “Circolare 75 del 3 luglio 1067 – Quesito”;
  • Circolare 1 marzo 2002, n. 4 “Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili”;
  • D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11- quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”;
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • D.M. 16 febbraio 2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione”;
  • D.M. 9 marzo 2007 “Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

Termini, definizioni e tolleranze dimensionali

Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si faccia riferimento a quanto riportato nel decreto ministeriale 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).

Ubicazione

L’identificazione dell’ attività commerciale e le sue dimensioni, devono essere effettuate nel dettaglio, con indicazione dei metri quadri di estensione dell’area di vendita, di deposito, dei servizi e del tipo di struttura. Deve, inoltre, essere indicata l’ubicazione di eventuali piani interrati e/o seminterrati, comunicazioni e separazioni con altre attività ed i requisiti minimi degli accessi all’area da parte dei mezzi di soccorso.

Caratteristiche costruttive

Nelle caratteristiche costruttive sono indicate: resistenza al fuoco, compartimentazione antincendio dell’area, in cui è suddivisa la superficie di vendita e l’eventuale presenza di scale, ascensori, rampe mobili a servizio dell’attività di vendita.

Misure per il dimensionamento delle vie di esodo

In questa sezione viene indicata: la densità di affollamento, la capacità di deflusso, la lunghezza e le caratteristiche dei percorsi di esodo con indicazione del numero di uscite di sicurezza previste. Da non dimenticare la descrizione del sistema di controllo fumi.

Aree ed impianti a rischio specifico

La descrizione di depositi di merci varie, spazi di ricevimento delle merci, aree destinate alla ricarica accumulatori di carrelli e simili, deve essere eseguita con il fine di individuare le zone di rischio. In questa sezione, sono elencati gli impianti di climatizzazione, l’impianto centralizzato, le condotte di distribuzione aria, i dispositivi di controllo e gli schemi funzionali, in cui risultino: gli attraversamenti di elementi e/o strutture resistenti al fuoco, l’ubicazione delle serrande tagliafuoco, delle macchine, dei rivelatori di fumo.

Impianti elettrici

La descrizione degli impianti elettrici, avviene in maniera accurata, essendo questi la principale causa di incendio. L’identificazione dei quadri elettrici generali, che saranno ubicati in posizione segnalata, deve essere eseguita così come gli impianti elettrici di sicurezza previsti, con dettaglio dei tempi di funzionamento e di interruzione (≤ di 5s).

Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi

Il numero, il tipo, l’ubicazione, la carica degli estintori previsti vengono indicata a questa voce, assieme alle caratteristiche ed i criteri di dimensionamento, della rete a naspi progettata, istallata, collaudata e gestita secondo le norme vigenti.

Impianti di rivelazione, segnalazione e allarme

Nell’attività tutte le aree saranno protette da impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi, progettato, installato, collaudato e gestito secondo le norme di buona tecnica vigenti, in grado di rilevare e segnalare a distanza un principio di incendio. L’impianto sarà anche corredato di segnalatori, opportunamente distribuiti ed ubicati in prossimità delle uscite.

Segnaletica di sicurezza

In questa sezione, viene regolamentata la segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, conforme al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che indicherà: le uscite di sicurezza e i relativi percorsi d’esodo, l’ubicazione dei mezzi fissi e portatili di estinzione incendi, i divieti di fumare ed uso di fiamme libere, i pulsanti di sgancio dell’alimentazione elettrica, i pulsanti di allarme. Le uscite di sicurezza ed i percorsi di esodo saranno evidenziati da segnaletica di tipo luminoso mantenuta sempre accesa durante l’esercizio dell’attività, alimentata sia da rete normale che da alimentazione di sicurezza.

Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio

Ai fini del necessario coordinamento delle operazioni di emergenza, sarà predisposto un punto di gestione delle emergenze, opportunamente indicato nella presente relazione. Nell’attività commerciale saranno collocate in vista le planimetrie semplificate dei locali, recanti la disposizione delle indicazioni delle vie di esodo e dei mezzi antincendio.

Note ed osservazioni

Eventuali note ed osservazioni per descrivere in maniera più dettagliata aspetti circa il progetto.

Allegati

Calcolo carico antincendio

Il testo è tratto dal volume:

Progettazione e adeguamento antincendio delle strutture commerciali

Progettazione e adeguamento antincendio delle strutture commerciali


Stefano Gaudioso , 2017, Maggioli Editore

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