Qualità aria. Come effettuare la misurazione di muffe, radon e fibre inorganiche?

Qualità aria. Come effettuare la misurazione di muffe, radon e fibre inorganiche?

Vi sono due diverse possibili tipologie d’analisi qualità aria da eseguire all’interno di un locale con strumentazioni sia attive che passive: la misurazione di un nuovo edificio (scenario A) e l’audit di un ambiente vissuto (scenario B).

I data-base di questi due scenari sono differenti e non sovrapponibili in quanto il primo analizza le caratteristiche del solo manufatto ed il secondo invece (comprendendo anche gli arredi, gli occupanti e le rispettive abitudini di vita) rappresenta una diagnosi completa di tutte le possibili fonti inquinanti di un ambiente confinato.

Per una maggiore accuratezza nella determinazione delle fonti o delle superfici inquinanti che incidono sulla qualità aria, si suggerisce di effettuare la misurazione di un nuovo edificio (scenario A) entro le prime 3 settimane dalla chiusura del cantiere in ambienti vuoti e non abitati mentre l’audit di un ambiente vissuto (scenario B) può essere eseguito in qualsiasi momento sulla base di specifiche richieste e valutando di volta in volta i possibili fattori di disturbo.

Entrambi gli scenari d’analisi si basano sul seguente protocollo di preparazione e pulizia degli ambienti:

(A) + (B) almeno 24 h prima della misurazione gli ambienti da analizzare devono essere puliti con l’impiego d’acqua o vapor acqueo senza l’utilizzo di detergenti come ammoniaca o candeggina (i vapori di tali prodotti potrebbero essere rilevati dalla strumentazione come composti inquinanti);

(A) successivamente alla fase di pulizia gli ambienti devono essere arieggiati per 15 minuti, portati a temperatura costante (preferibilmente 20 °C) e non utilizzati fino al a momento dell’analisi; in questo lasso di tempo è obbligatorio mettere in funzione l’eventuale UTA e/o sistema di ventilazione meccanica;

(A) prima dell’analisi è necessario sigillare ogni possibile via di fuga attraverso la quale un composto volatile potrebbe migrare e/o in_ltrarsi (cavedi, condotte, tubazioni, corrugati elettrici, carotaggi, prese d’aria, scarichi non sifonati, ecc.);

(A) + (B) durante la posa e/o il ritiro delle fiale adsorbenti (o durante i campionamenti attivi) non è consentito fumare o usare prodotti chimici ed è necessario che i presenti (auspicabile la presenza del solo operatore tecnico) non utilizzino profumi e non indossino vestiti lavati a secco, ricchi di ammorbidente o particolarmente sporchi;

(A) + (B) durante i test è obbligatorio mantenere in funzione l’eventuale sistema di ventilazione/ trattamento aria o, in assenza di esso e in concomitanza con un metodo passivo, arieggiare i locali d’analisi per un massimo di 5 minuti al giorno: eventuali anomalie o deviazioni dal protocollo di gestione ambientale sono comunque registrate da un apposito sensore preposto alla misurazione costante di temperatura, umidità e CO2.

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Qualità aria: misurazione di muffe, radon e fibre inorganiche

La Classificazione di Salubrità Ambientale, oltre a comprendere metodi di misurazione qualità aria indiretti focalizzati sul carico inquinante di origine chimica, sviluppa una serie di possibilità diagnostiche, sempre derivanti dall’utilizzo di metodi differiti, che ampliano il campo d’indagine a fattori di derivazione allergenica, ionizzante e fibrosa. Vediamo di seguito.

Misura della carica micetica

Il monitoraggio viene eseguito effettuando controlli dell’aria e/o delle superfici indoor; in entrambi i casi tutte le spore fungine, siano esse aerodisperse oppure organizzate in colonie superficiali, vengono raccolte in ambiente e spedite al laboratorio d’analisi in contenitori a temperatura controllata (4 °C). Il prelievo dalle superfici avviene mediante asportazione diretta di materiale organico mentre lo screening dell’aria avviene con un campionatore tipo SAS (Surface Air System) nel quale una piastra di coltura Petri, contenente terreno gelatinoso fertilizzato (Agar), viene posta in una corrente d’aspirazione con portata d’aria nota.

Questo strumento misura la concentrazione dei microrganismi presenti in un preciso momento per un determinato volume d’aria. Una volta in laboratorio, il materiale organico rimosso dalle superfici viene direttamente osservato mentre la piastra Petri, prima di essere analizzata, viene incubata a 37 °C per 48 ore e a 25 °C per altre 24. Le colonie fungine generate dalle spore coltivate vengono quantificate e, possibilmente, identificate da un micologo. Il livello di contaminazione micetica si esprime come Unità Formanti Colonie (UFC) per m3 d’aria.

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Misura del radon

Il monitoraggio del gas radon può essere eseguito con una vasta gamma di sistemi analitici utilizzabili a seconda delle situazioni e/o della sensibilità strumentale richiesta. Il metodo più affidabile, preciso e raffinato è rappresentato da un sistema di campionamento differito eseguito con rilevatori passivi a tracce nucleari: dosimetri ambientali costituiti da una camera di diffusione in plastica conduttiva all’interno della quale è posizionato un polimero in resina di derivazione ottica (policarbonato CR-39) sensibile alle radiazioni α.

L’interazione dei radionuclidi con il pacchetto analitico del dosimetro causa una serie di danni strutturali (una pioggia di fori) ai legami chimici del CR-39, formando la cosiddetta “traccia latente”. Per rendere visibile tale “impronta” occorre ingrandire il diametro delle lesioni subite dal dosimetro mediante immersione del rilevatore in soluzione di idrossido di sodio (NaOH); a questo punto è sufficiente passare alla conta delle transazioni nucleari registrate riferendole all’ambiente campionato (Bq/m3). La misurazione del gas radon, effettuata con questa metodologia, dev’essere annuale ed avvenire con dosimetri diversi attraverso due distinti periodi d’analisi di 3-6 mesi ciascuno: uno invernale ed uno estivo. La media delle due misurazioni rappresenta la concentrazione di radon caratteristica dall’ambiente misurato.

Misura delle fibre inorganiche

Il protocollo utilizza come metodologia diagnostica la tecnologia dello Scanning Electron Microscope (SEM) o microscopio a scansione elettronica per la determinazione quali/quantitativa del materiale campionato. Quest’indagine avviene attraverso un prelievo ambientale effettuato con un campionatore portatile a flusso costante dotato di pompa a membrana (o rotativa a palette) che aspira un campione d’aria attraverso un filtro poroso (Ø 20-22 mm); il filtro viene successivamente portato in laboratorio ed osservato con il SEM al fine di rilevare e riconoscere al suo interno diverse tipologie di fibre inorganiche, tra cui ad esempio l’amianto.

L’articolo è tratto dal volume “Progettare l’aria” di Leopoldo Busa, edito da Maggioli Editore.

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Progettare l’aria

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Leopoldo Busa, 2020, Maggioli Editore
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