Prova pratica esame di stato ingegneri: strumenti e modalità progetto

Prova pratica esame di stato ingegneri: strumenti e modalità progetto grafico

Prova pratica esame di stato ingegneri

La prova pratica esame di stato ingegneri è una delle quattro prove (compreso l’orale) con la quale gli aspiranti ingegneri abilitati sono chiamati a cimentarsi. La prova pratica di progettazione, della durata di ben 8 ore, è relativa alle materie progettuali che caratterizzano i settori dell’ingegneria:

  • industriale,
  • informazione,
  • civile e ambientale.

Difatti i temi sono differenti per ciascuna classe di laurea appartenente ai settori sopracitati.

Per quanto riguarda indicazioni di carattere organizzativo, è bene ricordare di portare con sè durante le prove sempre un documento di riconoscimento che verrà richiesto dalla commissione al momento della registrazione e consegna del materiale (fogli e penne).

Solitamente in sede d’esame è consentito l’uso di manuali, prontuari e normative stampate ma è vietato l’utilizzo di appunti scritti a mano. Tuttavia le disposizioni sul materiale consentito possono variare da ateneo ad ateneo.

Vediamo nel dettaglio le modalità e cosa bisogna sapere per arrivare preparati alla fatidica prova grafica per i candidati del settore civile e ambientale, il cui progetto dovrà essere realizzato a mano senza l’aiuto del CAD.

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Prova pratica esame di stato ingegneri: gli strumenti necessari

Oggetto della prova pratica esame di stato ingegneri potrà essere uno di più temi a scelta , oppure al candidato potrà essere proposta una unica traccia senza alternative.

Prima però di capire come organizzare l’elaborato grafico del progetto, bisogna fare un focus sugli strumenti necessari da portare in sede d’esame al fine di poter procedere al meglio con il disegno: a partire dalle matite o penne, fino alle squadre, passando per gomme e normografi.

La prima fase del disegno, durante la quale vengono predisposte le linee di costruzione sottilissime, sarà svolta con mine molto dure da 2H a 9H. A disegno definito si passerà all’uso di matite più morbide F, 2B o HB per evidenziare gli elementi primari della composizione.

Per definire il disegno c’è chi preferisce, anziché mine e matite, utilizzare le penne al serbatoio, penne a china e pennini. In commercio si possono trovare di vari spessori a partire dalla punta di 0,05 mm fino a 1 mm.

È possibile utilizzare il colore? L’uso del colore non è fondamentale, salvo non vi siano obblighi regolamentati, come nei disegni tecnici comparativi dove l’impiego del colore giallo e rosso indicano rispettivamente le demolizioni e ricostruzioni che il progetto apporta rispetto allo stato di fatto. Pertanto in questo caso un elaborato realizzato in bianco e nero è più che sufficiente ai fini dell’esame di Stato.

Per quanto riguarda il supporto cartaceo, per la prova pratica esame di stato ingegneri, è obbligatorio utilizzare esclusivamente i fogli (di varie dimensioni) riportanti apposito timbro e firma rilasciati dalla commissione, messi a disposizione dalla facoltà sede d’esame.

Tra gli strumenti di base utilizzabili all’esame di Stato per tracciare linee rette ci sono: la riga a T o il tecnigrafo portatile unitamente alle squadre. L’uso di squadre di forma triangolare può essere esclusivo ma ciò rende l’esecuzione e la resa grafica meno precise e veloci rispetto al loro impiego combinato con la riga a T o la tavoletta munita di riga parallela.

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Prova pratica esame di stato ingegneri: modalità

Requisito fondamentale per l’elaborato grafico è l’ordine! Immagini, didascalie e composizione devono risultare chiare. Esercitarsi sulle regole di rappresentazione è determinante per realizzare un elaborato grafico che sappia valorizzare i pregi le caratteristiche insite o eventualmente nascondere gli eventuali difetti del progetto.

Come impostare la tavola per la prova pratica esame di stato ingegneri? L’impaginazione è una fase preliminare fondamentale, rispetto all’esecuzione dei singoli disegni progettuali. Riuscire ad organizzare lo spazio del foglio, consente di mettere in luce l’evoluzione del progetto dalla fase di analisi dei dati, passando poi all’ideazione degli studi preliminari, fino alla fase definitiva unitamente all’ esplicitazione dei dettagli e dei particolari costruttivi.

Vediamo nello specifico cosa riportare nelle tavole, partendo dalla squadratura del foglio.

Planimetrie, planivolumetrico, piante e sezioni

La planimetria ha lo scopo di documentare rapporti intercorrenti tra gli elementi architettonici di progetto, il loro orientamento e contesto ambientale di riferimento. Della planimetria può far parte la pianta del piano terra dell’edificio o più spesso, la pianta della copertura.

Costruendo con quest’ultima l’ombra, ottenuta proiettando raggi solari inclinati a 45° rispetto al piano orizzontale, si otterrà un tipo di planimetria che prende il nome di planivolumetrico, la cui scala di rappresentazione può variare in relazione alla dimensione dell’area di progetto e dell’oggetto del tema. Se di piccole dimensioni il planivolumetrico può essere disegnato anche in scala 1:500 o 1:200 mentre per le aree di dimensioni maggiori la rappresentazione può avvenire scala 1:1.000 infine per grandi complessi o progetti urbanistici a vasto raggio, si usano anche scale di rappresentazione 1: 2.000 e 1: 5.000.

La pianta, cioè la sezione orizzontale, è generalmente eseguita da una quota che può variare tra 120 e 150 cm sopra il piano che si vuole rappresentare. Le piante architettoniche sono comunemente disegnate in scala 1:200 (progetto preliminare) in scala 1:100 (progetto definitivo) in scala 1:50 (progetto esecutivo).

La rappresentazione grafica delle piante, ma anche per le sezioni verticali, a titolo riepilogativo e non esaustivo, per la prova pratica esame di Stato ingegneri richiede le seguenti convenzioni grafiche:

  • in scala 1:200 si deve prevedere, per la parte selezionata, una campitura nera nello spessore dei muri intercettati dal piano di sezione, i quali saranno rappresentati con spessori differenti in funzione della dimensione reale che li caratterizza. I serramenti saranno segnati con una doppia linea di spessore sottile, mentre elementi posti al di sopra della linea di sezione, se importanti, andranno tratteggiati;
  • in scala 1:100 il disegno diviene più dettagliato; le campiture nere dei muri si sostituiscono con delle doppie linee parallele riprodotte con matita o pennino a punta grossa, mentre la campitura a questa scala interesserà gli elementi strutturali che il piano di sezione incontra, come pilastri e setti portanti. I serramenti, esterni ed interni saranno rappresentati in maniera opportuna rispetto alla tipologia scelta, comprensivi dei telai fissi e mobili della linea sottile del vetro. Gli elementi posti al di sopra della linea di sezione, se importanti, andranno tratteggiati;
  • in scala 1:50 l’elaborato grafico, in relazione ai tempi ristretti dell’esame, verrà disegnato con le stesse caratteristiche elencate per la scala 1:100 con opportuni rimandi a particolari in scala 1:10 o 1:20 dove vengono esplicitate le sezioni tecnologiche degli elementi del progetto come le tamponature i muri, i tramezzi, infissi e la sezione del solaio.

Le sezioni verticali di progetto sono due: la sezione longitudinale e la sezione trasversale. All’esame solitamente è richiesta solo una delle due che metta in luce l’andamento trasversale e il vano scale. Nella sezione vengono riportate le quote dei vari piani, delle aperture e degli architravi.

Infine il prospetto che andrà disegnato con tratti più o meno sottili in relazione all’esigenza di far risaltare le linea emergenti relative alle principali bucature e agli elementi in aggetto rispetto alle finiture. La definizione e il livello di dettaglio variano in base alla scala di rappresentazione: da una visione schematica con vuoti e pieni in scala 1:200 fino alla più dettagliata in scala 1:100  e 1:50.

In attesa della prova, l’esercitazione è fondamentale per prendere confidenza con gli strumenti e con il tempo a disposizione.

Il giorno della prova pratica non dimenticate di portare con voi acqua e cibo, necessari per affrontare la maratona di progetto di 8 ore… Buon lavoro!

L’articolo è tratto dal volume “Guida Pratica alla Progettazione per l’esame di abilitazione” di Alberto Fabio Ceccarelli e Polo Villatico Campbell.

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