Protocollo sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus: aggiornamento per la fase due

Protocollo sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus: aggiornamento per la fase due

Aggiornamento del 27 aprile 2020_Il protocollo sicurezza luoghi di lavoro sottoscritto il 14 marzo scorso è stato aggiornato per rispondere alle esigenze della fase 2.

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato:

“è stato un confronto lungo che si è concluso in modo proficuo e positivo. Un confronto dal quale, in vista dell’avvio della Fase 2, la tutela della salute di tutti i lavoratori – la bussola che ci ha sempre guidati – esce ulteriormente rafforzata. Ancora una volta, Governo e parti sociali si sono dimostrati attenti alla sicurezza dei lavoratori e, più in generale, dei cittadini. Un ulteriore passo avanti per garantire alle nostre imprese di ripartire”.

Va ricordato che la prima firma del “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” è arrivata dopo una lunga notte di confronto tra il Governo, le imprese e i sindacati.

Si tratta di un protocollo con indicazioni operative per le aziende, da mettere in atto in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale e che interessale le prescrizioni del legislatore e dell’Autorità sanitaria.

La nascita di un protocollo sulla sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus di intesa tra Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cgil,Cisl e Uil si è rivelata necessaria data la situazione di emergenza e gli scioperi proclamati dai sindacati che denunciavano carenze sul fronte della salute e sicurezza e le chiusure decise autonomamente da diverse aziende.

Il premier Conte con un Tweet (ndr 14 marzo 2020) aveva dichiarato: “Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”.

Il commento, ad accordo raggiunto, di CGIL, CISL, UIL è stato: “L’accordo che questa mattina (ndr 14 marzo 2020) abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta. Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese”.

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Protocollo sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus: cosa prevede?

Il Protocollo Sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus si è reso necessario per via delle articolazioni dei settori produttivi che per differente natura richiedono la messa in atto di misure diverse. La necessità di regolamentare dette misure nasce dalla possibilità di applicare o meno le stesse.

I temi oggetto di accordo tra imprese e sindacati, poi sottoscritti dal governo, sono:

  1. informazioni;
  2. modalità di ingresso in azienda;
  3. modalità di accesso dei fornitori esterni;
  4. pulizia in azienda;
  5. precauzioni igieniche personali;
  6. dispositivi di protezione individuale;
  7. gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e snack);
  8. organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart working);
  9. gestione degli orari di lavoro;
  10. spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione;
  11. gestione di una persona sintomatica in azienda;
  12. sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS;
  13. aggiornamento del protocollo di regolamentazione;
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Alle aziende sono indicate linee guida su aspetti come l’informazione (l’obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre oltre 37,5), l’ accesso di dipendenti e fornitori ovvero il controllo della temperatura, gli autisti devono rimanere a bordo dei propri mezzi, l’adeguata pulizia dei locali nonché delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, le precauzioni igieniche (detergenti per le mani), i dispositivi di protezione (mascherine idonee), la gestione degli spazi comuni.

Con l’aggiornamento sono state introdotte ulteriori indicazioni che dettagliano alcuni punti previsti dal protocollo.

Vediamone alcune nello specifico:

Informazioni

Favorire una corretta informazione in merito al rispetto delle misure adottate in azienda al fine della previdenza e diffusione della malattia.

In aggiunta a quanto già precisato nella prima versione del protocollo sicurezza luoghi di lavoro Coronavirus, si legge: “L’azienda fornisce una informazione adeguata sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi in particolare sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio”.

Ingressi e Smart working

È da prediligere la forma di lavoro agile per tutte quelle attività ed i reparti aziendali non indispensabili alla produzione. Riunioni solo a distanza. Inoltre bisogna scaglionare gli orari di ingresso e uscita, se non si può ricorrere ai collegamenti a distanza, la partecipazione alle riunioni va ridotta al minimo.

Con il protocollo 24 aprile vengono chiarite le necessità, quali: “Il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).

E’ necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali. Nel caso di lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati ad esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni.

Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni innovative come, ad esempio, il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro ovvero, analoghe soluzioni. L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.

È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette”.

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Con l’aggiornamento del 24 aprile 2020, vengono introdotte le seguenti misure: “L’ ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da Covid-19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

Qualora, per prevenire l’attivazione di focolai epidemici, nelle aree maggiormente colpite dal virus, l’autorità sanitaria competente disponga misure aggiuntive specifiche, come ad esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, il datore di lavoro fornirà la massima collaborazione.”

Per quanto riguarda gli accessi dei fornitori esterni, viene precisato nella versione 24 aprile:“in caso di lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito
produttivo (es. manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o vigilanza) che risultassero positivi al tampone COVID-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili all’individuazione di eventuali contatti stretti.

L’azienda committente è tenuta a dare, all’impresa appaltatrice, completa informativa dei contenuti del Protocollo aziendale e deve vigilare affinché i lavoratori della stessa o delle aziende terze che operano a qualunque titolo nel perimetro aziendale, ne rispettino integralmente le disposizioni.”

Dispositivi di protezione individuale e ambienti

Per coloro che svolgono attività nei reparti di produzione dovranno essere dotati di guanti e mascherine. Le aziende, mediante ammortizzatori sociali, riduzione e/o sospensione dell’attività lavorativa, potranno intervenire per la messa in sicurezza del luogo di lavoro. Si evidenzia la possibilità di interrompere la produzione per mettere in campo le varie misure e attrezzare le fabbriche, in questa fase i dipendenti sarebbero in cassa integrazione.

In aggiunta a quanto già definito il 4 marzo, è previsto: “Nella declinazione delle misure del Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno i DPI idonei. E’ previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1).”

Aggiornamento del protocollo di regolamentazione

Alla voce viene indicata la costituzione in azienda di un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

Tra le novità introdotte il 24 aprile 2020 vi è il seguente punto: “Laddove, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non si desse luogo alla costituzione di comitati aziendali, verrà istituito, un Comitato Territoriale composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza, laddove costituiti, con il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali. 

Potranno essere costituiti, a livello territoriale o settoriale, ad iniziativa dei soggetti firmatari del presente Protocollo, comitati per le finalità del Protocollo, anche con il coinvolgimento delle autorità sanitaria locali e degli altri soggetti istituzionali coinvolti nelle iniziative per il contrasto della diffusione del Covid-19.”

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Scarica il documento protocollo versione 14 marzo pdf

Scarica il documento protocollo versione 24 aprile pdf

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Appassionata di ingegneria, architettura, scienza e tecnologie. Abilitata alla libera professione di ingegnere sez.B e di geometra, ha studiato scienze dell’ingegneria edile a Firenze. Cura i contenuti di approfondimento e formazione professionale del sito della Maggioli Editore.

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