Proroga Detrazione 55%. Per Aniem non si risolve così la crisi dell’edilizia

A poche ore dalla dichiarazione del neo ministro dell’ambiente Corrado Clini sulla quasi certa proroga degli incentivi del 55% per interventi di riqualificazione e risparmio energetico sugli edifici, si registra una voce fuori dal coro di quanti hanno gioito della notizia. A non essere troppo convinto che il ripristino degli incentivi rappresenti la panacea per tutti i mali del settore edilizio è Lapo Borghi, vicepresidente dell’Associazione nazionale delle imprese edili e manifatturiere.

 

Secondo Borghi, infatti, gli interventi di riqualificazione energetica ‘indiscriminati’ generano soltanto l’illusione di un sostegno all’edilizia, non risolvendo nei fatti il problema.

 

Secondo il rappresentante di Aniem, analizzando le tipologie degli interventi eseguiti fino a oggi che hanno beneficiato dalle detrazione del 55%, gli sconti fiscali sono stati ottenuti soprattutto per la sostituzione di caldaie e di infissi, ma non rappresentano un vero e proprio moto di sostegno all’edilizia

 

Per l’associazione che riunisce circa 8.000 imprese edili, “forse è giunta l’ora di rendere selettivi gli incentivi, cioè renderli mirati agli edifici di pregio, nei centri storici, o a quelli semi recenti (20-30 anni). Tagliando fuori l’edilizia post bellica senza pregio con l’obiettivo ben più innovativo di favorire interventi di riqualificazione urbana come vero volano dell’edilizia del futuro”.

 

In Italia, secondo i dati del Censis, la quota di edifici con più di 40 anni, soglia temporale oltre la quale si rendono indispensabili interventi di manutenzione e di sostituzione di gran parte dei componenti edilizi dei fabbricati, sta crescendo progressivamente: oggi quasi il 55% delle famiglie occupa un alloggio realizzato prima del 1971.

 

In un contesto simile pensare di intervenire in modo generalizzato sulla riqualificazione energetica e sulle prestazioni termiche di immobili spesso irrimediabilmente energivori pare insensato”, conclude Borghi. “Occorre coniugare sostenibilità e redditività degli investimenti con obiettivi sociali ed ambientali realmente perseguibili


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