Progetto Idrovia Ferrarese: lo sviluppo infrastrutturale passa per le vie d’acqua

Proseguono a pieno ritmo i lavori sul Porto Canale di Porto Garibaldi, nell’ambito del Progetto Idrovia Ferrarese: 70 km di percorso fluviale navigabile per lo sviluppo turistico e commerciale, dalla città estense al Mare Adriatico, attraverso la pianura e le Valli di Comacchio, un piano che prevede diverse opere di riqualificazione e valorizzazione del percorso fluviale a partire dalla Conca di Pontelagoscuro fino a Porto Garibaldi, dove sfocia nel Mare Adriatico e si colloca in un ambito di grande pregio naturalistico e di ricche tradizioni culturali e gastronomiche.

 

Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara, esprime la sua soddisfazione per un’opera che porterà sviluppo turistico e opportunità all’economia del territorio, da Ferrara al mare: “Entro aprile 2014 saranno terminati i lavori al Lotto 3 (il primo avviato), dove l’asta navigabile che collega la città estense ai Lidi Ferraresi, sfocia nel mare Adriatico”.

 

“In quest’area inaugureremo importanti opere di modernizzazione e di ampliamento del Porto Canale per permettere il passaggio di navi di classe V ridotta europea: una nuova darsena, una nuova banchina, l’ammodernamento di quelle esistenti e diverse opere accessorie per la riqualificazione dell’area, per la quale sono stati impiegati fondi statali per 23 milioni di euro. Il cantiere opera nel rispetto delle attività economiche che si sviluppano durante l’estate, infatti, da giugno a settembre, i lavori sono limitati a quelle operazioni che non interferiscono con il turismo e la pesca”.

 

I lavori sono stati assegnati dalla Provincia di Ferrara, ente capofila del progetto, tramite gara, a Co.Ve.Co. Consorzio Veneto Cooperativo, costituito nel 1954 a Marghera, il quale ha affidato il cantiere a Cooperativa Braccianti Riminese (che ha alle spalle 65 anni di attività nel campo delle grandi opere infrastrutturali e ha oggi 134 soci cooperatori su un totale di circa 280 dipendenti) e Cooperativa San Martino, un’azienda costituita a Chioggia, che vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore delle infrastrutture marittime e fluviali, la presenza di circa 100 dipendenti e di mezzi navali di varie stazzature, idonei per la navigazione internazionale, nazionale e all’interno della Laguna Veneta.

 

Le due Coop si sono riunite nella Società Consortile Idrovia Ferrarese e, oggi, nel cantiere di Idrovia Ferrarese a Lido degli Estensi, lavorano circa 50 persone, tra tecnici, maestranze e noleggiatori.

 

L’ingegnere capo della Provincia di Ferrara, Mauro Monti illustra le tecnologie di particolare interesse, utilizzate in questa fase di cantiere: “Le attività di scavo e trasporto sono effettuate da due mezzi che hanno ognuno caratteristiche peculiari: uno ha portata di circa 200 tonnellate ed è dotato di escavatore a fune con una benna bivalve da 3 mc, l’altro consiste in una motobarca in grado di trasportare fino a 400 tonnellate. Si tratta degli stessi pontoni impiegati nei cantieri del Mose di Venezia”.

 

Nel cantiere si sta lavorando per la realizzazione di una nuova darsena. In quest’area, situata tra la darsena esistente e la darsena della Nuova Marina degli Estensi, si sono già svolte diverse attività: dalla demolizione della banchina, all’estrazione delle vecchie palancole che attualmente delimitano l’area del canale, all’infissione delle nuove, dove sorgerà la nuova darsena che si affaccerà sul Porto Canale, fino alla costruzione del nuovo marginamento, funzionale all’installazione del palancolato.

 

Attualmente sono in corso le operazioni di scavo del fondale e trasporto del materiale di scavo e, lungo tutto il marginamento spondale, di installazione dei tiranti, preceduta dalla necessaria fase di studio e di test sulla resistenza e la tenuta dei materiali.

 

Nella nuova darsena, che consiste nel raddoppio della darsena attuale, troveranno collocazione circa 200 nuovi posti barca e il nuovo distributore di carburanti. Tra i principali interventi eseguiti e in corso di realizzazione:
– darsena: posa delle nuove palancole in ferro laminato a caldo (terminata a fine novembre 2011);
– scavo e approfondimento del fondale (3,5 m sotto il livello medio del mare nella zona delle darsene e 5 m sotto il livello medio del mare nella zona dell’allargamento del Porto Canale);
– trasporto e riutilizzo dei materiali di scavo, impiegato nella realizzazione di altre opere previste nel Progetto idroviario. Una parte sarà trasportata, attraverso l’Idrovia, al Ponte di Valle Lepri, per essere utilizzata nella realizzazione dei rilevati del nuovo Ponte, mentre un altro quantitativo consistente sarà trasportato sugli argini dell’Idrovia all’altezza della Valle Fattibello e della Valle Capre, quale difesa delle valli dalle mareggiate. Qui le sponde saranno modellate a “sovralzo”;
– realizzazione e installazione di tiranti a sostegno della banchina (circa 550 tiranti di massimo 22 metri, di cui alcuni campioni vengono sottoposti a prove di carico che ne verifichino il reale comportamento in condizioni di carico estreme, fino a 3 volte superiori alle condizioni reali).

 

Per informazioni
www.progettoidroviaferrarese.it


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