Progetto COCORO negli Oceani sciami robot per missioni di ricerca: i video

A prima vista possono sembrare dei banchi di pesci che nuotano nelle oscure profondità degli Oceani; ma in realtà sono dei veri e propri sciami di robot che viaggiano nei mari alla ricerca di risorse, per monitorare e tutelare l’ambiente, per esplorare, comunicando tra loro grazie a una intelligenza artificiale collettiva.

Sembra l’incipit di un romanzo di fantascienza, ma si tratta invece di pura realtà. L’Unione europea ha infatti finanziato (2,9 milioni di euro) un gruppo di scienziati per la realizzazione di sciami robotici intelligenti da inviare in habitat subacquei normalmente preclusi all’esplorazione diretta da parte dell’Uomo.

Stiamo parlando del Progetto COCORO, che ha studiato e sviluppato la cognizione collettiva nei robot autonomi in una varietà di 10 dimostratori sperimentali, che vengono presentati in 52 video.

Lo sciame del progetto COCORO non solo assomiglia a un banco di pesci, ma si comporta anche come tale. Il progetto ha sviluppato robot autonomi che interagiscono gli uni con gli altri e si scambiano informazioni, risultando in un sistema cognitivo che ha consapevolezza del proprio ambiente.

Il team del progetto ha annunciato che il 2015 sarà l’anno degli eventi di COCORO. Ogni settimana presentano un nuovo video prodotto durante il progetto, con il più grande sciame subacqueo autonomo al mondo composto da 41 robot di 3 tipi diversi.

“Non abbiamo inventato nulla di nuovo,” dice Thomas Schmickl coordinatore del progetto e professore associato del dipartimento di zoologia dell’Università di Graz, in Austria, spiegando che gli scienziati di COCORO hanno modellato la cognizione collettiva presente in natura.

Osservare il modo in cui si raggruppano le api, ad esempio, li ha aiutati a sviluppare l’algoritmo BEECLUST che è stato usato per aggregare i robot in un punto specifico. Hanno anche applicato meccanismi derivati da studi esistenti su come si raggruppano le amebe della muffa melma, usando onde chimiche per comunicare tra loro.

Per ora vediamo alcuni dei video, rinviando i lettori interessati ad approfondire al sito ufficiale del progetto.

La cognizione degli sciami di robot in azione

In uno degli esperimenti, venti robot Jeff galleggiavano in un serbatoio d’acqua. Quando venivano a contatto tra loro, prendevano gradualmente coscienza delle dimensioni del loro sciame. Questa “consapevolezza delle dimensioni dello sciame” è resa possibile trasmettendo informazioni di stato per mezzo di LED.

Missione: ricerca e recupero

In un’altra situazione, la missione dei robot era trovare detriti provenienti da un aereo affondato. Robot Lily cercavano appena sotto la superficie, mentre i robot Jeff cercavano sul fondo della piscina.

Intorno all’aereo erano stati posizionati dei magneti per imitare un segnale elettromagnetico emesso localmente e i robot usavano le loro bussole incorporate per localizzare l’obiettivo. Uno dei robot Jeff ha scoperto subito l’obiettivo e si è sistemato sopra di esso sul fondo della piscina.

Trasmettendo LED, ha poi “reclutato” gli altri robot Jeff, che si sono riuniti intorno all’obiettivo, mentre i robot Lily si sono raccolti al di sopra di esso.

Durante gli esperimenti sul campo nel porto di Livorno, in Italia, i robot sono invece stati esposti a onde, correnti e acqua salata corrosiva. Nonostante le difficili condizioni, gli sciami di robot sono riusciti a rimanere raggruppati intorno alla stazione base e ad andare in perlustrazione e ritornare alla base.

Fonte Cordis


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico