Progettisti esterni alla PA: la Regione Sardegna fa dietrofront

Gli ingegneri segnano un importante successo nella vicenda dei progettisti esterni alla pubblica amministrazione in Sardegna. Infatti, la versione ufficiale della legge finanziaria regionale dell’Isola, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna ha recepito le osservazioni dei professionisti tecnici sul loro ruolo in materia di opere pubbliche.

 

Facciamo un breve recap per chi non avesse seguito la vicenda nella sua interezza. Il Consiglio nazionale degli Ingegneri e la Rete delle Professioni tecniche si erano sollevati contro la norma contenuta nella prima stesura della finanziaria sarda (art. 5, comma 1), che prevedeva il trasferimento all’interno della Regione Sardegna delle funzioni di studio, progettazione ed attuazione delle opere pubbliche di competenza regionale.

 

In particolare si aggiungeva che la modifica avrebbe consentito di “conseguire evidenti vantaggi in termini di riduzione dei tempi di esecuzione delle opere mediante l’eliminazione dei cosiddetti «intermediari esterni» nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche”.

 

Tutto bellissimo; peccato che questi cosiddetti «intermediari esterni» altri non sono che gli ingegneri e i liberi professionisti che ogni giorno lavorano sul campo della progettazione, del controllo e della realizzazione delle opere pubbliche.

 

Insomma, era quanto meno singolare che il governo regionale si esprimesse nella direzione della loro eliminazione.

 

Altre due osservazioni fatte dagli Ingegneri hanno fatto tornare a più miti consigli i legislatori regionali.

 

In primo luogo il fatto che i professionisti dell’area tecnica in Sardegna sono oltre 10mila e rappresentano una percentuale rilevante del PIL della regione.

 

In secondo luogo, è stato fatto notare che se la Pubblica Amministrazione desidera occuparsi della progettazione, è corretto istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti.

 

Al termine della vicenda, la Regione Sardegna ha accolto le osservazioni degli ingegneri. Nella versione pubblicata dal Buras, infatti, il comma 1 dell’articolo 5 è stato modificato con la cancellazione dei citati riferimenti all’eliminazione degli intermediari esterni che tanto avevano preoccupato i professionisti tecnici sardi.

 

“Esprimiamo soddisfazione per la partecipazione attiva dei professionisti e per l’accoglimento delle proposte che mettono al centro il progetto nel percorso di programmazione, progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle opere e infrastrutture pubbliche”, ha detto Gianni Massa, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Che poi ha aggiunto: “l’esercizio e la partecipazione attiva diviene ancora più importante quando arrivano idee e proposte condivise sul tavolo delle regioni e della conferenza stato – regioni”.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico