Professionisti ordinistici Dl Rilancio: confermata esclusione fondo perduto

Professionisti ordinistici DL Rilancio: confermata l’esclusione al fondo perduto

Professionisti ordinistici

È stata chiesta a gran voce, ma la parità di trattamento non è arrivata. I professionisti ordinistici si sono riuniti per chiedere maggiore supporto e rivendicare l’uguaglianza con i liberi professionisti (partite Iva, artigiani e commercianti) verso i quali sono state attuate misure di sostegno Covid-19 che sono invece state negate agli iscritti a casse private di previdenza.

La protesta organizzata a giugno 2020 che ha visto coinvolti commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri, psicologi, infermieri, notai, aveva l’obiettivo di rendere noto il malessere provato dai lavoratori e invitare il Governo a rivedere il decreto Rilancio nel passaggio in Parlamento per ottenere il riconoscimento delle stesse misure di supporto previste per i liberi professionisti.

In primis oggetto della discordia è il contributo a fondo perduto il cui accesso resta negato agli iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria e ai professionisti iscritti alla gestione separata Inps che hanno invece diritto al bonus previsto dall’articolo 27 del Decreto Rilancio (leggi la circolare Agenzia delle Entrate del 21 luglio 2020 con i chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto).

Vediamo invece quali benefici sono riconosciuti ai professionisti ordinistici con il Dl Rilancio che diventa legge dopo l’approvazione in Senato avvenuta il 17 luglio 2020. Il provvedimento prevede interventi da 55 miliardi di euro per tamponare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus.

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Professionisti ordinistici DL Rilancio: bonus 600 e 1000 euro maggio

Confermato nel Decreto Rilancio il bonus di maggio anche per i professionisti iscritti alle casse private. L’indennità dovrebbe passare da 600 a 1000 euro, tuttavia per avere una conferma bisognerà attendere il decreto attuativo che dettaglia i requisiti di accesso.

Resta dubbia l’anomalia relativa all’articolo 86 del Dl Rilancio che crea problemi interpretativi e presenta incompatibilità tra le indennità di marzo, aprile e maggio verso i professionisti iscritti alle casse private, difatti gli emendamenti presentati per correggere tale punto non sono stati accolti.

Per gli ingegneri e gli architetti, le indennità da 600 euro di aprile sono state erogate da Inarcassa il 3 luglio 2020, a 361 nuovi beneficiari, soddisfando le richieste regolarmente presentate dal 22 al 28 giugno.

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Professionisti ordinistici DL Rilancio: crediti d’imposta

Si può parlare di parità di trattamento tra tutti i componenti del libero impiego, circa il credito d’imposta. Esercenti attività d’impresa, arte o professioni, associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del terzo settore, nonché gli enti religiosi civilmente riconosciuti potranno accedere al credito d’imposta del 60% per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda.

A beneficiare del credito d’imposta affitto sono anche i professionisti, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro, compresi i forfetari.

Va sempre precisato che il credito d’imposta spetta a condizione che il contribuente abbia subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese, pertanto potrà accadere che spetti il credito d’imposta solo per uno dei tre mesi.

La circolare N.14 /E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile.

Con il DL Rilancio viene riconosciuta la possibilità, da parte del conduttore di cedere il credito d’imposta al locatore, previa sua accettazione, come sconto sul canone d’affitto.

Credito d’imposta del 60% riconosciuto anche per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e dei processi produttivi per le spese sostenute nel 2020 e per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti anti Covid-19.

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