Professionisti e legge di bilancio 2020. Quali sono le novità?

Professionisti e legge di bilancio 2020. Quali sono le novità?

Aggiornato il 2 gennaio 2020_Dal primo gennaio del nuovo anno entrerà in vigore il maxi emendamento il cui testo é stato approvato il 16 dicembre 2019 a Palazzo Madama, ma quali sono le novità che riguardano i professionisti e legge di bilancio 2020? Vediamo nel dettaglio.

Il testo della legge di bilancio 2020 ha ottenuto il via libera del Senato con 166 voti a favore e 128 voti contrari. La seconda fase ha visto il passaggio alla camera che con l’approvazione definitiva (334 si, 232 no, 4 astenuti) avvenuta il 24 dicembre 2019, consentendo la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore.

Ad essere in programma nel maxi emendamento, oltre agli incentivi fiscali che prevedono la proroga delle detrazioni in edilizia con introduzione del nuovo bonus facciate, vi sono le misure che interessano i professionisti, autonomi e imprenditori circa regime forfettario e Flat Tax.

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Professionisti e legge di bilancio 2020: le novità per il regime forfettario

Le novità, per i professionisti e legge bilancio 2020 circa il regime forfettario, riguardano i ricavi o compensi fino ai 65 mila euro.

Difatti per poter accedere al regime forfettario è necessario che sussistano le due condizioni, ovvero:

  • che le spese, relative al lavoro accessorio, lavoro dipendente, compensi collaboratori, somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati, non risultino superiori ai 20 mila euro lordi;
  • siano stati percepiti nell’anno precedente redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, non superiori ai 30 mila euro. Tuttavia viene specificato che la verifica di tale soglia è irrilevante qualora il rapporto di lavoro risulti cessato.

Il termine per l’accertamento è ridotto di un anno nel caso di utilizzo esclusivo delle fatture elettroniche. I criteri sopraelencati risultano necessari per accedere o restare all’interno del regime forfettario.

Restano invariati: il limite dei ricavi fissato a 65 mila euro e le cause ostative. Queste ultime furono introdotte lo scorso anno e prevedono l’esclusione dal regime forfettario per specifici soggetti, ovvero per coloro che sono:

  • titolari di partita IVA e che contemporaneamente partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella da loro svolta in regime forfettario;
  • persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.
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Professionisti e legge di bilancio 2020: addio Flat Tax per chi supera i 65 mila euro

Con la legge di bilancio 2020 è stata annunciata l’abolizione della Flat Tax al 20% per i redditi compresi tra il 65 mila e uno e 100 mila euro. Questa è una delle misure che interessa i professionisti ai quali viene tolta la possibilità di avvalersi di un’imposta sostitutiva con aliquota fissa al 20% dell’imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Viene invece confermata la tassa piatta al 15% per le partite IVA in regime forfettario per professionisti, autonomi e imprenditori. A rimanere invariate sono le due aliquote Flat Tax:

  • al 15% regime forfettario fino a 65 mila euro;
  • al 5% per nuove imprese e start-up.

Restano esclusi dalla Flat Tax: soci di srl, lavoratori dipendenti ed ex dipendenti.

Professionisti e legge di bilancio 2020. Flat Tax e ingegneri: quali dubbi?

Sull’applicazione della tassa piatta, si erano espressi gli ingegneri e il pensiero della categoria sulla misura fiscale era stato riassunto da un report pubblicato dal CNI.

Tra i dubbi ed i rischi legati all’applicazione della Flat Tax, vi era quello circa l’esclusiva applicazione della misura fiscale a chi nel 2019 presenterà un fatturato non superiore a 65 mila euro (nel 2020 l’aliquota sarebbe dovuta essere del 20% per un fatturato compreso tra 65 mila e i 100 mila euro).

Inoltre, scegliendo il regime Flat Tax, l’ingegnere, non deve applicare l’IVA sulla propria prestazione (per la gioia del committente), a differenza di chi resta nel regime ordinario (per il dispiacere del committente).

Questa disparità di trattamento dell’IVA viene percepita dagli ingegneri intervistati come il primo vero rischio di distorsione della concorrenza nel mercato dei servizi professionali, in forte crisi negli ultimi anni. Difatti il 44% degli ingegneri ritiene che la Flat Tax distorca fortemente la concorrenza, mentre il 43% ritiene che questa distorsione sia limitata. Solo il 13% ritiene che non ci siano pericoli di questo tipo.

Leggi il testo del disegno di legge approvato al Senato

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I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

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