Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara. Quando viene adottata?

Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara. Quando viene adottata?

procedura negoziata senza pubblicazione del bando

La procedura negoziata senza pubblicazione del bando è disciplinata dall’art. 63 del Codice. Tale disposizione indica i casi in cui può essere esperita la procedura in esame.

In tali casi, le amministrazioni devono dare adeguata motivazione, nel primo atto della procedura, in merito alla sussistenza dei relativi presupposti per procedere all’aggiudicazione di una commessa pubblica attraverso la procedura di cui trattasi.

Prima di analizzare i singoli casi, si ritiene utile sottolineare una delle novità apportate dalla nuova disciplina.

Trattasi della scelta del legislatore di sottrarre la fattispecie di affidamento dei lavori o servizi complementari all’applicazione della procedura in esame, per ricomprenderla invece tra le fattispecie di varianti in corso d’opera, come tali regolate dall’art. 106, comma 1. Restano invece soggette alla procedura ex art. 63 le consegne complementari.

Infatti il comma 3, lett. b) prevede che la suddetta procedura nel caso di appalti pubblici di forniture è consentita nel caso di consegne complementari effettuate dal fornitore originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o di impianti o all’ampliamento di forniture o impianti esistenti, qualora il cambiamento di forniture obblighi l’amministrazione aggiudicatrice ad acquistare forniture con caratteristiche tecniche diverse, il cui impiego o manutenzione comporterebbero incompatibilità o difficoltà tecniche sproporzionate.

Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara: i casi

Tornando ai casi nei quali può essere esperita la procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara, il Codice stabilisce che la stessa può essere utilizzata, in caso di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, nelle seguenti ipotesi:

  • qualora non sia stata presentata alcuna offerta o alcuna offerta appropriata, né alcuna domanda di partecipazione o alcuna domanda di partecipazione appropriata, in esito all’esperimento di una procedura aperta o ristretta, purché le condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate e purché sia trasmessa una relazione alla Commissione europea, su sua richiesta. La norma precisa che un’offerta non è ritenuta appropriata se non presenta alcuna pertinenza con l’appalto, mentre una domanda di partecipazione non è ritenuta appropriata se l’operatore economico interessato deve o può essere escluso o non soddisfa i criteri di selezione stabiliti dall’amministrazione aggiudicatrice;
  • quando i lavori, le forniture o i servizi possono essere forniti unicamente da un determinato operatore economico per una delle seguenti ragioni:

-lo scopo dell’appalto consiste nella creazione o nell’acquisizione di un’opera d’arte o rappresentazione artistica unica;

-la concorrenza è assente per motivi tecnici;

-la tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di proprietà intellettuale. Le ultime due eccezioni si applicano solo quando non esistono altri operatori economici o soluzioni alternative ragionevoli e l’assenza di concorrenza non è il risultato di una limitazione artificiale dei parametri dell’appalto;

  • nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati.

Al comma 3 dell’art. 63 del Codice è inoltre stabilito che tale procedura può essere esperita, nell’ambito degli appalti pubblici di forniture, nei seguenti casi:

  • qualora i prodotti oggetto dell’appalto siano fabbricati esclusivamente a scopo di ricerca, di sperimentazione, di studio o di sviluppo, salvo che si tratti di produzione in quantità volta ad accertare la redditività commerciale del prodotto o ad ammortizzare i costi di ricerca e di sviluppo;
  • nel caso di consegne complementari effettuate dal fornitore originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o di impianti o all’ampliamento di forniture o impianti esistenti, qualora il cambiamento di fornitore obblighi l’amministrazione aggiudicatrice ad acquistare forniture con caratteristiche tecniche differenti, il cui impiego o la cui manutenzione comporterebbero incompatibilità o difficoltà tecniche sproporzionate.

È altresì precisato che la durata di tali contratti e dei contratti rinnovabili non può comunque di regola superare i tre anni;

  • per forniture quotate e acquistate sul mercato delle materie prime;
  • per l’acquisto di forniture o servizi a condizioni particolarmente vantaggiose, da un fornitore che cessa definitivamente l’attività commerciale oppure dagli organi delle procedure concorsuali.
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Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara: la verifica dei requisiti

La procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara è altresì consentita negli appalti pubblici di servizi qualora l’appalto faccia seguito ad un concorso di progettazione e debba, in base alle norme applicabili, essere aggiudicato al vincitore o ad uno dei vincitori del concorso. Infine, l’art. 63, comma 5, prevede l’utilizzabilità della procedura di che trattasi anche per l’affidamento di nuovi lavori o servizi consistenti nella ripetizione di lavori o servizi analoghi, già affidati all’operatore economico aggiudicatario dell’appalto iniziale dalle medesime amministrazioni aggiudicatrici, a condizione che tali lavori o servizi siano conformi al progetto a base di gara e che tale progetto sia stato oggetto di un primo appalto aggiudicato secondo una procedura di cui all’art. 59, comma 1.

Le amministrazioni aggiudicatrici individuano gli operatori economici da consultare facendo riferimento alle informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economica e finanziaria e tecniche e professionali desunte dal mercato, rispettando i principi di trasparenza, concorrenza e rotazione. Una volta individuati gli operatori economici, ne selezionano cinque se sussistono in tale numero soggetti idonei.

In seguito, l’amministrazione aggiudicatrice verifica il possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva di negoziazione e sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose ex art. 95. Ai sensi dell’art. 213, comma 2, del Codice, l’ANAC ha redatto, con provvedimento del 13 settembre 2018, le Linee guida n. 8 recanti «Ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di forniture e servizi ritenuti infungibili». I punti trattati dalle Linee guida sono due e riguardano le possibili cause dell’infungibilità delle forniture e dei servizi, nonché la procedura di affidamento degli stessi.

Per quanto concerne il primo punto l’ANAC si sofferma sull’analisi delle cause per cui un bene può essere infungibile ed in particolare sul lock-in nel settore della Information and Communications Technology (ICT). Riguardo al secondo punto, le linee guida analizzano l’accertamento dell’infungibilità da parte della stazione appaltante, nonché l’importanza della programmazione dei propri fabbisogni, da parte della stessa, al fine di ottimizzare le risorse ed evitare criticità. Accanto alla programmazione l’ANAC considera, altresì, fondamentale, la fase della progettazione di beni e servizi, evidenziando che il progetto non deve limitarsi a considerare solo l’immediata utilizzabilità di un prodotto o di un servizio, ma deve guardare anche agli impegni che l’amministrazione dovrà sopportare in futuro.

Infine, le linee guida approfondiscono i possibili modi di acquisizione, da parte della stazione appaltante, di tutte le informazioni disponibili sulle diverse soluzioni che potrebbero soddisfare l’interesse pubblico per il quale si procede.

Il testo è di Marco Ventura.

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