Prevenzione incendi nelle gallerie: idee e tecnologie per la sicurezza

Si chiama I-Tunnel, ed è un sistema evoluto altamente affidabile, progettato dal GSA con i metodi della Fire Safety Engeineering, co-finanziato dall’Unione europea (FERS) e da capitali privati, che permette lo spegnimento di incendi in ambienti confinati come gallerie stradali, autostradali, ferroviarie e metropolitane.

 

I-Tunnel è in sostanza una specie di robot pompiere, gestibile anche da remoto, che reagisce in tempo reale a principi di incendio che si verificano in galleria. Un carrello con un doppio binario consente al robot di scorrere avanti e indietro lungo la volta delle gallerie in cui è installato, raggiungendo la velocità massima di 50 km/h e arrivando tempestivamente dove sta scoppiando l’incendio.

 

L’I-Tunnel è collegato a serbatoi di acqua e schiumogeni, che vengono utilizzati per domare le fiamme. Il dispositivo è equipaggiato con termocamere per l’individuazione delle zone a rischio e di eventuali persone nell’area in modo da calibrare l’intervento per non comprometterne la sicurezza.

 

 

È questa una delle innovative tecnologie, presto sperimentata sul Gran Sasso, al centro del dibattito durante il seminario La sicurezza antincendio nelle gallerie della rete stradale e autostradale italiana e le nuove tecnologie, organizzato la scorsa settimana a Roma e che ha visto la presenza dei maggiori rappresentanti dell’antincendio e della sicurezza nei trasporti in Italia: dall’ing. Alfio Pini, capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, all’ing. Fabio Dattilo, direttore centrale per la Prevenzione e Sicurezza Tecnica Dipartimento dei VV.F.S.P. e D.C.

 

Il seminario, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Roma, è stato realizzato per analizzare la situazione della sicurezza antincendio nei tunnel e nelle gallerie della rete infrastrutturale viaria del nostro Paese, dopo i recenti avvenimenti drammatici che si sono verificati in Val di Ledro (tunnel Agnese) e nella Provincia di Savona (galleria di Capo Torre).

 

L’Italia, per morfologia del suo territorio, è il paese europeo con il maggior numero di gallerie. Secondo al mondo dopo il Giappone. Ne esistono, infatti, 2.560 per una lunghezza di circa 1.200 km, quasi che si parlasse di un unico tunnel che va da Milano a Reggio Calabria. Il problema principale di queste strutture è la loro messa in sicurezza. Si registrano circa 500 incidenti l’anno (dati Istat), con più del doppio dei feriti anche in gravi condizioni.

 

Il problema oggi non è quello della costruzione di nuove gallerie, ma l’adeguamento di quelle esistenti alla normativa vigente – 54/2004/CE, DL 264/2006, DPR 151/2011 – il cui costo è sempre esorbitante e non proporzionale ai benefici. Per la sicurezza nelle gallerie è necessario l’uso di strumenti altamente specializzati per la prevenzione e la riduzione dei rischi. Bisogna valorizzare la progettazione, soprattutto per le opere di riqualificazione, superando un approccio occasionale al problema, riducendo al minimo eventi critici, che possono trasformarsi in catastrofi.

 

Benché si sia consapevoli degli alti rischi in termini di vite umane e di costi per la società e benché nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi avanti, ci si muove molte a volte con grande incertezza. I soggetti responsabili di strutture e impianti, di gestione e di sicurezza di gallerie, agiscono sulla base di riferimenti normativi differenti, non molte volte coordinati tra di loro.

 

Non ci dovrebbero più essere aspetti ambigui e complessi tra la normativa nazionale ed europea per la sicurezza delle gallerie della rete TERN, la normativa di progettazione stradale e l’antincendio. Così come bisognerebbe eliminare i punti incerti relativi a elementi infrastrutturali, spaziature, obbligatorietà delle piazzole di sosta, corsie di emergenza, disomogeneità delle carreggiate. Ci vuole un metodo tecnico che esamini gli elementi rilevanti e sviluppi analisi, che realizzino  prodotti  tecnici completi ed esaurienti.

 

Progettazione, realizzazione e manutenzione delle gallerie sono strettamente connesse con la prevenzione e il soccorso eseguiti dai Vigili del Fuoco, costantemente attivi per garantire l’incolumità delle persone e la tutela di beni e ambiente.

 

Misure di prevenzione adeguate, adottate dai progettisti, anche valutando le più moderne tecnologie come la norvegese, la svizzera e la spagnola, permettono di ridurre l’attività di soccorso e in caso di emergenza di svolgere il proprio lavoro in modo più efficace e in condizioni di relativa sicurezza per gli operatori.

 

“Giornate come questa sono importanti”- afferma Carla Cappiello, Presidente degli Ingegneri di Roma, che ha voluto l’istituzione all’interno dell’Ordine del Tavolo Permanente dei Lavori Pubblici coordinato dall’ing. Tullio Russo – “poiché rappresentano il desiderio di cooperazione tra le parti: istituzioni, ingegneri progettisti, vigili del fuoco e aziende. Solo la cooperazione può portare alla risoluzione di queste problematiche sempre attuali e dai risvolti, purtroppo, tragici”.

 

Gli atti del convegno saranno consultabili su www.ording.roma.it


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