Pozzo canadese: funzionamento, pro e contro

Pozzo canadese: funzionamento, pro e contro

Avete mai sentito parlare di pozzo canadese? Eppure questa è una soluzione di climatizzazione naturale adottata già dai nostri avi, ed ad oggi perfezionata, ed utilizzata a supporto degli impianti odierni.

Studiato per la prima volta in Canada, zona geografica dal clima, in generale, abbastanza secco, si tratta di una forma di riscaldamento/raffrescamento ambientale passivo di tipo ipogeico, o geotermico. Il pozzo canadese, chiamato anche entrata d’aria geotermica, è un sistema di ventilazione che approfitta della costanza termica della terra per condizionare in modo naturale ed ecologico l’edificio.

Vediamo di cosa si tratta.

Qual è il principio di funzionamento del pozzo canadese?

Il principio è semplicissimo: facendo circolare dell’aria a qualche metro di profondità questa si riscalda di inverno e si raffresca d’estate: chiaramente il salto termico dipenderà dalla lunghezza dei canali, dalla portata dell’aria e dalla profondità, ma mediamente possiamo supporre di recuperare 5 gradi.

Si sfruttano la proprietà del terreno e degli spazi ipogei di mantenere costanti condizioni di temperatura, al variare delle condizioni esterne (condizioni naturalmente inferiori ai picchi di caldo estivo e superiori alla temperatura dell’aria in inverno).

Diffuso anche nella nostra edilizia storica, il pozzo canadese o provenzale veniva utilizzato anticamente per immettere aria (direttamente) in ambiente attraverso l’utilizzo di tubazioni in terracotta, che consentivano anche regolazione dell’umidità attraverso la porosità del materiale (particolarmente importante nei climi aridi).

Oggi un sistema così fatto non sarebbe ritenuto sufficientemente salubre a causa di rischi adduzioni radon, contaminanti vari anche batterici, soprattutto in caso di umidità elevate e persistenti!

Tale sistema è stato migliorato utilizzando canalizzazioni impermeabili e continue, eventualmente protette e possibilmente abbinate ad unità di trattamento aria per il filtraggio e controllo umidità prima dell’immissione in ambiente.

L’aria così preriscaldata/preraffrescata viene utilizzata sia per alimentare una pompa di calore aria/acqua, cioè con fluido aria in ingresso (meno costose rispetto a quelle acqua/acqua od alle terra/acqua), oppure direttamente utilizzata in un recuperatore di calore: quest’ultimo è un tassello essenziale nelle nuove abitazioni perché permette un ricambio controllato dell’aria ambientale recuperando fino al 90% del calore dell’aria viziata che va espulsa; anche quest’ultima però ha ancora un contenuto termico importante e prima di essere spedita all’esterno può essere utilizzata per alimentare la pompa di calore.

Il risultato è un impianto versatile, utilizzabile per produrre riscaldamento o raffrescamento, utilizzando una pompa di calore tra le meno costose ma aumentandone il rendimento grazie allo sfruttamento di energia gratuita e facilmente recuperabile.

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Come è fatto un pozzo canadese?

Un pozzo canadese è essenzialmente costituito da 4 elementi.

  • Presa d’aria: questo elemento deve permettere il solo ingresso d’aria, ostacolando quindi l’acqua della pioggia o degli animali.
  • Tubo di raffreddamento: posizionato a circa 2 metri di profondità nel sottosuolo. Possono essere impiegati tubi in PVC, impermeabili, anticorrosivi e con una buona conducibilità termica. È importante che il tubo abbia una leggera inclinazione per garantire lo scolo dei liquidi nel pozzo di scarico.
  • Pozzo di scarico: si tratta di un elemento fondamentale della costruzione. Il suo compito è quello di raccogliere l’umidità, o qualsiasi altro residuo liquido, che potrebbe formarsi nel tubo di raffreddamento.
  • Ventola: permette all’aria di diffondersi negli ambienti della propria abitazione. Si tratta di un elemento elettrico, ma il consumo energetico è minimo.

Fig.1_Elementi che compongono un pozzo canadese (immagine modifica a cura di Luisa Daraio)

Questo sistema può mantenere costante la temperatura interna in modo da risparmiare i costi per il riscaldamento o il raffreddamento. Se abbinato ad altri impianti, può garantire condizioni interne migliori e variabili a seconda delle esigenze degli utenti!

Dimensionamento, pro e contro

Il calcolo di un pozzo canadese deve essere fatto tenendo presente diversi parametri. Di seguito i principali.


• Il volume dell’abitazione
• La portata necessaria per estate e inverno
• La scelta della ventilazione dell’abitazione (VMC, areazione naturale, etc)
• L’architettura (bioclimatica, materiali, isolante, serra,etc)
• La natura del suolo (sabbioso, argilloso, falde fratiche,…)
• Lo spazio disponibile all’interramento del tubo
• La posizione geografica
• Il budget

Questo metodo è già di per sé efficace: le sue prestazioni possono essere migliorate utilizzandolo in modo indiretto, ovvero sfruttando l’aria preraffreddata (o preriscaldata) dal terreno per alimentare un recuperatore di calore.

È comunque una soluzione interessante che, anche se non in grado di garantire sempre prestazioni elevate, permette senza dubbio di ottenere, in qualunque situazione, un deciso risparmio energetico.
Gli aspetti positivi di questa costruzione sono numerosi e la rendono vantaggiosa rispetto ad altre soluzioni: la manutenzione richiesta successivamente all’installazione è minima, i costi di produzione non sono elevati.

D’altro canto però, non è un sistema perfetto e presenta non poche pecche, che lo rendono poco utilizzato nelle nostre zone.
È importante porre attenzione alle problematiche di schiacciamento ed infiltrazione, ed alla presenza elevata di umidità, che crea esalazioni particolarmente sgradevoli ed insopportabili.
Nell’applicazione a pompe di calore non si hanno dati certi su cui basare il rendimento delle macchine.

Prima di progettare questo sistema è fondamentale un’analisi preliminare lunga ed accurata del sito, del sistema “edificio-impianto”. In particolare è necessario effettuare uno studio sul terreno su cui poggia l’edificio, in modo da stabilirne la conducibilità termica. La resa del sistema dipende molto da essa: se il sottosuolo non garantisce una buona conducibilità, questa soluzione non darà buoni risultati! Dipende da dove lo metto (terreno o vespaio areato), quanto è lungo, sezione etc.

In altre parole non è facilmente dimensionabile, in quanto il suo apporto è complesso da stimare e può variare, anche se non eccessivamente, a seconda dell’esposizione del terreno e del luogo di installazione. Per questo motivo risulta una scelta valida soprattutto se abbinata ad un altro sistema di condizionamento, che possa garantire una stabilità nelle prestazioni.

Luisa Daraio è un Ingegnere Edile abilitato alla professione, Tecnico Competente in Acustica Ambientale e Coordinatore per la sicurezza CSP e CSE. Da sempre interessata al mondo delle costruzioni, ha iniziato il suo percorso lavorativo già durante l’università, collaborando, in maniera continuativa, con uno studio tecnico. Laureata alla Facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli, dal 2017 ha sviluppato conoscenze e competenze nel settore BIM, infrastrutture per le telecomunicazioni e progettazioni impiantistica e sostenibile. Dal 2019 è iscritta nell’ENTECA (Elenco Nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica Ambientali).

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