Cosa è emerso dal 64° Congresso Nazionale Ingegneri 2019?

Cosa è emerso dal 64° Congresso Nazionale Ingegneri 2019?

Congresso Nazionale Ingegneri 2019

È stato “straordinariamente partecipato” il 64° Congresso Nazionale Ingegneri 2019. Questa è l’espressione che ha utilizzato il presidente del CNI, Armando Zambrano, che ha aperto i lavori a Santa Teresa di Gallura in Sardegna, con un discorso che ha abbracciato tutte le tematiche di interesse per la categoria dei professionisti ingegneri.

Le osservazioni del presidente hanno messo in evidenza il lavoro e l’impegno quotidianamente profuso dai professionisti ma anche le difficoltà che il settore ha registrato negli ultimi anni con focus sulla frenante burocrazia che incastra le revisioni normative rendendo i processi lunghi e difficili da portare a termine. Un aspetto che si somma alle criticità che bisogna affrontare al rinnovo dei Governi, momento che richiede una ricostruzione dei rapporti istituzionali e politici e una ripresa delle attività che rischiano di interrompersi e non vedere una fine.

Il presidente del CNI e della RPT ha sottolineato, inoltre, l’importanza strategica delle infrastrutture sulle quali un Paese non può non investire per poter essere competitivo, una competitività che non deve essere vista solo in forma di produzione di beni e servizi, di aumento del PIL, ma che rappresenta anche un’occasione per sviluppare il paese in modo sostenibile, con l’obiettivo di renderlo sì più attrattivo ma anche più bello e più fruibile dai propri cittadini.

Anche il consumo di suolo è stato un tema sul quale si è soffermato A. Zambrano, all’apertura del Congresso Nazionale Ingegneri 2019, che ci ha tenuto a precisare va di pari passo con la rigenerazione urbana, in quanto per contrastare il consumo di suolo, non è sufficiente applicare delle percentuali di utilizzo del territorio, piuttosto è necessario il riuso del territorio, mettendo al centro l’ambiente, portando così ad un rinnovamento delle nostre città e dei nostri ambienti.

Non è mancata la riflessione sul tema incentivi che in questo paese mancano. Ancora oggi costa meno realizzare nuove opere, nuove costruzioni che andare a migliorare ed adeguare quello che è esistente. Eppure questo deve essere incentivato assolutamente perché è su questi principi che si basa un utilizzo coerente del territorio e soprattutto si ottiene indirettamente quella limitazione del consumo del suolo che tutti quanti auspichiamo.

Una considerazione è stata fatta dal presidente Zambrano, anche in merito al numero degli iscritti che resta basso rispetto ai laureati in ingegneria che mostrano invece un aumento. Dai dati elaborati dal centro studi CNI è emerso che a perdersi sono circa 20 mila figure. Per contrastare tale dispersione e rendere più attrattiva l’iscrizione, gli ordini stanno adottando dei piani che vadano a supportare il professionista iscritto attraverso l’offerta di servizi come ad esempio l’erogazione di formazione, di forme assicurative, di offerte di lavoro, di assistenza sui sistemi informatici e certificazione delle competenze.

Sulle lauree e sui percorsi universitari, ha annunciato una revisione, nell’ottica di eliminare le lauree triennali e ripensare ad una formula 2+2 (2 anni fi formazione generale, 2 anni di formazione specialistica) da associare ad un tirocinio formativo nell’ambito dell’abilitazione alla libera professione.

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Congresso Nazionale Ingegneri 2019. Come vanno i guadagni per gli ingegneri?

Sale il numero di ingegneri ma calano i compensi. Il dato non è una sorpresa perché è legato alla grave crisi che negli anni ha colpito il settore costruzioni che ha abbattuto di oltre il 30% il volume degli investimenti destinato allo sviluppo del Paese dal 2007 in poi.

“Basta ricordare che dai 177 miliardi di euro del 2008 si è passati agli attuali 119 miliardi”, ha affermato Zambrano, durante il Congresso Nazionale Ingegneri 2019, e che “la flessione di quasi il 30%, tra il 2007 ed il 2017, della spesa pubblica per interventi di viabilità, impianti idrici, impianti energetici, telecomunicazioni e altre infrastrutture dice molto della necessità di affrontare urgentemente e con un approccio nuovo la questione infrastrutturale.”

L’andamento dei redditi degli ingegneri è strettamente influenzato dal trend negativo delle costruzioni, le stime citate dal Consiglio nazionale parlano chiaro. Negli ultimi dieci anni il reddito professionale medio annuo degli ingegneri liberi professionisti è passato da poco più di 40 mila agli attuali 32 mila euro.

Tuttavia la categoria degli ingegneri rispetto alle altre professioni tecniche, mostra un risultato positivo, difatti: “prese singolarmente le categorie degli architetti operanti nella libera professione, dei geometri, dei geologi e dei periti industriali (compresi nella voce altri professionisti dell’area tecnica) non generano un volume d’affari pari a quello degli ingegneri.”

Tuttavia la stima del fatturato complessivo sollevato dagli ingegneri e dagli altri professionisti, nel 2018, è pari a 7,9 miliardi di euro, un dato che si avvicina ma che resta al di sotto di quanto si registrava nel 2013.

Leggi la relazione del Presidente Zambrano

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