POS: non solo un adempimento ma un vero e proprio processo. Quali sono le fasi?

POS: non solo un adempimento ma un vero e proprio processo. Quali sono le fasi?

POS

Nell’elaborazione del POS – Piano Operativo di Sicurezza sono presenti diverse analogie con l’elabo­razione del PSC – Piano di Sicurezza e Coordinamento.

È di fondamentale importanza che il POS non sia visto esclusivamente come un semplice elaborato da produrre per adempiere agli obblighi normativi, ma occorre tenere ben presente che la sua funzione è quella di organiz­zare e definire le corrette procedure per la realizzazione del cantiere ed è quella di rappresentare uno strumento gestionale e formativo per il Direttore tecnico, per il capocantiere e per i lavoratori.

In quest’ottica la redazione del POS è un processo che si sviluppa attraverso varie fasi: una prima fase conosci­tiva (grazie alla quale il DdL definisce per gradi tutte le caratteristiche del cantiere), una fase valutativa (analisi e valutazione del rischio delle varie lavorazioni, macchine, attrezzature, prodotti chimici, ecc.), una fase program­matica (in cui DdL definisce il programma e le misure di prevenzione e protezione) e, infine, una fase gestionale (per la gestione ordinaria e straordinaria, emergenze dell’evoluzione del cantiere).

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Quando aggiornare il POS?

Si segnala che il POS necessita di aggiornamento in seguito:

  • all’introduzione di nuove tecnologie, macchine ed attrezzature inizialmente non previste,
  • a problematiche emerse,
  • a nuove assunzioni con nuove mansioni,
  • a nuovi subappalti di imprese o lavoratori autonomi,
  • ad aggiornamenti del PSC che riguardano le lavorazioni dell’impresa,
  • richieste di chiarimento od obiezioni formulate dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione,
  • a modifiche organizzative a carico dell’impresa o dei subappaltatori,
  • a modifiche progettuali,
  • a varianti in corso d’opera,
  • a fasi lavorative urgenti ed impreviste,
  • a modifiche procedurali,
  • in generale, ad altri cambiamenti significativi.

Di seguito si riporta uno schema esemplificativo del processo di redazione del POS:

Fase conoscitiva

Questa fase è essenziale nel processo di elaborazione del POS in quanto costituisce la base per i passi successivi, in particolare nella definizione dei rischi del cantiere. La fase conoscitiva si sviluppa sostanzialmente attraverso:

  • analisi del contesto;
  • analisi del progetto.

L’accuratezza della fase conoscitiva è fondamentale per la correttezza e la completezza della fase di valutazione, la quale a sua volta faciliterà la fase gestionale.

Fase valutativa

La fase valutativa costituisce la parte fondamentale del POS, in quanto è su di essa che si baseranno tutte le scelte operate dal DdL.

Il concetto di Valutazione dei rischi (VDR) è l’elemento cardine del sistema di prevenzione aziendale ed è un obbligo indelegabile del DdL, cui compete non solo la responsabilità del processo di valutazione, ma anche l’elaborazione del documento stesso.

Pertanto il POS è il documento con il quale il DdL dell’impresa formalizza l’esito della valutazione dei rischi e indica le misure di prevenzione e protezione che intende adottare per eliminare (se possibile) o ridurre al minimo i rischi riscontrati nel cantiere che dovrà essere realizzato.

  • Valutazione dei rischi del contesto. Tale fase prevede l’analisi di due tipologie differenti di rischi, ovvero: i rischi che il contesto può generare nei confronti del cantiere (ad esempio rischio elettrocuzione per presenza di linee aeree, ecc) ed i rischi che il cantiere può generare nei confronti del contesto (ad esempio rischio investimento, rischio
    polveri e rumore, ecc).
  • Valutazione dei rischi delle lavorazioni. Una volta analizzato il progetto, il PSC e il POS dell’impresa affidataria, è necessario rielaborare il contenuto del computo metrico estimativo o del preventivo, per individuare tutte le lavorazioni, analizzarne i rischi e valutarne l’entità (sempre tenendo in considerazione le prescrizioni del PSC e del POS dell’impresa affidataria).

Fase programmatica

  • Misure di prevenzione e protezione. Una volta individuati i rischi e i lavoratori esposti, occorre riportare sul documento le misure di sicurezza (tecniche, organizzative e procedurali) che verranno adottate; i DPI che verranno forniti; le azioni informative e formative eventualmente necessarie, ecc.
  • Procedure. Ricordare sempre che il POS deve essere un documento operativo facilmente e rapidamente consultabile in cantiere da parte dei lavoratori e pertanto è raccomandabile che sia privo di generici richiami a leggi o norme tecniche, corredato da schemi e disegni esemplificativi dei rischi e delle misure da attuare.
  • Piano di emergenza. Il PSC, qualora presente, e/o il POS dell’impresa affidataria devono contenere le modalità con cui le imprese dovranno coordinarsi nella gestione delle emergenze. Ogni impresa metterà a disposizione i propri addetti antincendio e primo soccorso, i quali dovranno necessariamente cooperare secondo linee comuni definite nel piano. Nel POS dunque andranno riportati i nominativi e i riferimenti degli addetti alle emergenze, alla prevenzione degli incendi e al primo soccorso.
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Fase gestionale

  • Aggiornamento del POS. Come già accennato, il POS necessita di aggiornamento ad esem­pio in seguito: alla variazione delle lavorazioni o delle attrezzature da utilizzare, a problematiche emerse, a nuove assunzioni con nuove mansioni, a nuovi subappalti di imprese o lavoratori autonomi, o ad altri cambia­menti significativi, ecc. Per tale motivo, durante l’avanzamento del cantiere a volte si rende necessario ripartire dall’inizio (fase conoscitiva). Il cantiere infatti è un sistema dinamico che muta in relazione al contesto nel quale si inserisce, in relazione al progetto (che può mutare ed evolversi durante l’avanzamento dei lavori) e in relazione alle problematiche riscontrate o alle modalità di gestione messe in atto dalle imprese. Venendosi a modificare le condizioni di cantiere, variano anche i rischi, i quali dovranno essere rivalutati. L’aggiornamento del POS sarà un’integrazione al precedente che conterrà l’analisi e la valutazione delle nuove fasi di lavoro.
  • Gestione del cantiere. Unitamente ai moduli di aggiornamento, il POS dovrà fornire degli ulteriori moduli che costituiscano validi strumenti al Direttore tecnico o al capocantiere. Tali strumenti sono ad esempio i verbali per la verifica:

− dell’ingresso in cantiere dei subappalti o dei lavoratori autonomi o dei fornitori,

− dell’ordine e della pulizia in cantiere,

− della presenza dei DPC (estintori, contenuto cassetta primo soccorso, ecc.),

− del corretto stoccaggio dei rifiuti, delle materie prime, ecc.,

− del controllo degli impianti, delle macchine, delle attrezzature, ecc.

  • Gestione emergenze: verbali che attestino la verifica della conoscenza da parte dei lavoratori delle procedure da seguire in caso di emergenza.

Gli autori del testo sono Luca Lenzi, Carmine Moretti e Francesco Loro.

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