Ponti termici nodo parete fondazione? No grazie (ecco perché)

Ponti termici nodo parete fondazione? Non grazie (ecco perché)

La formazione di ponti termici nel nodo tra parete e fondazione sarà presto un brutto ricordo per i progettisti. A prometterlo sono gli ingegneri del Gruppo Xella che porteranno al prossimo Klimahouse 2016 una soluzione innovativa all’interno della gamma Ytong (tecnologia del calcestruzzo cellulare).

Come ben sanno i progettisti il trattamento e la risoluzione dei ponti termici è un problema cruciale, poiché influenzano pesantemente le prestazioni energetiche degli edifici. Le nuove norme, e in particolare le UNI/TS 11300:2014 diventate cogenti dopo l’entrata in vigore dei decreti 26 giugno 2016 prescrivono che i ponti termici siano analizzati in maniera “puntuale, analitica e dettagliata”, escludendo a priori ogni stima o calcolo forfettario e semplificato.

A livello operativo, per guidare le scelte dei progettisti, esistono molti manuali validi tra cui segnaliamo il nuovissimo lavoro dell’arch. Luca Raimondo sulla Valutazione dei ponti termici per la certificazione energetica e per il progetto.

I ponti termici si formano ove c’è discontinuità dell’isolamento termico; e mentre per alcuni nodi costruttivi (ad esempio in corrispondenza delle travi e dei pilastri sulle pareti esterne) si è sviluppata una sensibilità progettuale più marcata, altri punti restano ancora ostici e meno trattati.

Uno di essi è il punto di contatto fra la piastra di fondazione – o solai a contatto col terreno o con locali non riscaldati – e le pareti verticali, siano esse esterne o pareti divisorie. In questo nodo – a meno che non si intervenga prevedendo l’isolamento esterno al di sotto della platea di fondazione che in pochi progetti trova spazio – si crea un ponte termico che può dar luogo a due fenomeni distinti e parimenti dannosi: da un lato la discontinuità va ad inficiare le prestazioni di isolamento termico alla base della parete, dato che la superficie orizzontale sotto la prima fila di mattoni non risulta protetta dalle basse temperature esterne; l’altro aspetto è l’esposizione a problemi di condensa e di umidità di risalita che si può diffondere per capillarità dalla fondazione attraverso le pareti.

La nuova soluzione Ytong di cui ci hanno parlato gli ingegneri che la hanno realizzata è stata concepita proprio per risolvere con un unico prodotto il nodo del ponte termico sulla fondazione, col duplice obiettivo di isolare efficacemente il nodo attraverso un’applicazione a taglio termico e ridurre l’assorbimento d’acqua per capillarità, al fine di evitare patologie legate all’umidità all’interno dell’edificio. Come detto, sarà possibile toccare con mano questa innovazione dal 28 al 31 gennaio 2016 presso lo stand Ytong (settore AB, stand – B06/30).

Umidità, muffe e condense in casa

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Ytong - Xella Italia srl

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