Il ponte di Hong Kong è il più lungo al mondo. 8 anni di lavoro

Il ponte di Hong Kong è il più lungo al mondo. 8 anni di lavoro per realizzarlo

Il ponte di Hong Kong – Zhuhai – Macao in Cina (HZMB), è stato inaugurato il 23 ottobre ed è il più lungo al mondo sul mare. I 55 chilometri sono stati battezzati dal presidente Xi Jinping dalla città di Zhuhai, nel Guangdong, insieme a Carrie Lam, chief executive dell’ex colonia britannica. L’opera assume un’importanza non solo ingegneristica ma anche politica ed economica.

I numeri del ponte di Hong Kong

La struttura è composta da tre parti: una struttura principale lunga 29,6 chilometri che include tre campate strallate tra 280 metri e 460 metri, una sezione di 22 chilometri e un tunnel sottomarino di 6,7 chilometri.

Il ponte che unisce Hong Kong e Macao alla Repubblica popolare cinese, permetterà di raggiungere Zhuahi da Hong Kong in soli 45 minuti, contro le precedenti quattro ore. L’acciaio impiegato per la sua costruzione è superiore alle 400 mila

tonnellate e la sua realizzazione è costata oltre 20 miliardi di dollari. I metri cubi di calcestruzzo utilizzato superano il milione ed il loro trasporto è stato eseguito mediante 10 betoniere.

Il ponte è dotato di sei corsie sulle quali si stima, transiteranno circa 29 mila auto e camion al giorno che potranno raggiungere le 11 città interessate, infatti l’infrastruttura unisce le regioni amministrative speciali (Hong Kong e Macao) alla Repubblica popolare cinese nel quadro della “Greater Bay Area” per un progetto di una vasta zona integrata tra Hong Kong, Macao e la serie di nove città della provincia del Guangdong.

Ci sono voluti 8 anni di lavoro, l’infrastruttura è stata progettata per un ciclo di vita di 120 anni.

La struttura e la realizzazione delle isole artificiali

Ponte di Hong Kong

Tracciato del ponte

Il collegamento Fixed Link Hong Kong-Zhuhai-Macao (HZMB) è uno dei più lunghi e grandi mai realizzati e si compone di ponti, canali, gallerie e isole artificiali.

Il ponte di Hong Kong, a tre campate strallate, è stato progettato per resistere ad onde sismiche di ottavo grado scala Richter.

Per consentire la circolazione giornaliera di oltre 4 mila tra navi, traghetti e porta-container è stato necessario lasciare un passaggio, pertanto a poco più della metà della lunghezza è stato realizzato un tunnel sotterraneo con sbocchi su due isole artificiali.

La realizzazione delle due isole artificiali, di circa 100 mila metri quadrati ciascuna, ha richiesto uno studio ed interventi molto delicati al fine di garantirne la stabilizzazione. La sezione, denominata Hong Kong Boundary Crossing Facilties (HKBCF), funziona come canale di trasporto logistico e di persone attraverso il ponte. L’HKBCF è situato su un’isola artificiale creata a Nord-Est dell’Aeroporto Internazionale di Hong Kong. La galleria sottomarina si trova a circa 40 metri sotto il fondale marino, per garantire il passaggio di navi da 300 mila tonnellate.

La barriera marina dell’isola artificiale è stata costruita mediante l’utilizzo di cassoni di acciaio larghi 30 metri e gettati nel mare a qualche metro l’uno dall’altro e poi uniti da un muro di acciaio flessibile. Per stabilizzare il fango marino morbido dell’isola sono state adottate misure addizionali di rafforzamento del terreno.

Trevi Hong Kong ha partecipato a questi sforzi di stabilizzazione, realizzando circa 450 colonne di jet-grouting, con diametri che variano da 1,2 metri a 3 metri, a una profondità fino a 35 metri. I materiali presenti nell’area trattata erano principalmente: sabbia, fango marino e materiale alluvionale.

Sono state impiegate da tre a quattro chiatte, ciascuna con una portata di 1.200 tonnellate, per trasportare il cemento dal cementificio in Cina fino al cantiere, al fine di evitare interruzioni o ritardi nella fornitura.

Con una superficie di costruzione di oltre 90 mila metri quadrati, l’edificio per le ispezioni doganali è l’edificio più rappresentativo del porto di Hong Kong, il cui tetto è un cielo a forma d’onda (guarda il video delle fasi di realizzazione). Il lucernario è sostenuto da un pilastro strutturale a forma di albero, che riduce il numero di pilastri strutturali interni e aumenta notevolmente il senso di spazio nella hall di ingresso e uscita.

L’opera dai numeri record ha sollevato qualche perplessità viste le dimensioni e l’influenza che la stessa può avere sull’ecosistema marino. Tuttavia, dalle autorità giungono rassicurazioni in quanto il ponte di Hong Kong è stato realizzato con l’obiettivo di un impatto ambientale ridotto a quasi zero.

Anche sulla sua effettiva utilità si dibatte, in quanto i già sufficienti collegamenti, arei, marittimi e ferroviari per molti avrebbero potuto già garantire la comunicazione tra le città coinvolte. Va da sé che il ponte di Hong Kong più lungo al mondo, resta una delle opere grandiose realizzate fino ad ora.

Ponte di Hong Kong

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