Politecnico di Torino: gli isolatori sismici de L’Aquila sono difettosi

Bufera sul progetto C.A.S.E. de L’Aquila e sugli isolatori sismici applicati sotto le piastre di cemento armato che sorreggono le New Town, costruite con dopo il sisma dell’aprile 2009 in Abruzzo. Secondo una perizia del professore Alessandro De Stefano del Politecnico di Torino e Bernardino Chiaia, gli isolatori sismici presenterebbero “materiali diversi da quelli offerti in gara” e delle “criticità ai fini del funzionamento e della sicurezza”. I consulenti sono stati interpellati dal giudice che si sta occupando di presunte irregolarità negli appalti del progetto C.A.S.E. e la vicenda parte dalla denuncia di una ditta esclusa dalla gara d’appalto per la fornitura degli isolatori sismici.

 

De Stefano e Chiaia hanno depositato la loro perizia espressa sui test effettuati sugli isolatori sismici, da un’azienda specializzata di San Diego in California. A condurre alla conclusione dei due esperti ci sarebbe la rottura di uno degli isolatori sismici campione durante le prove di laboratorio. Secondo la perizia, dunque, sarebbero ben 200 gli isolatori sismici forniti dall’Alga spa di Milano a presentare “criticità sostanziali ai fini della sicurezza e del funzionamento”.

 

Nel mirino della perizia ci sarebbe l’intera fornitura dell’azienda milanese che, insieme alla Fip industriale di Padova, si è aggiudicata la gara per la costruzione di oltre 7.300 isolatori antisismici, per una spesa di oltre 7 milioni di euro. Secondo quanto scritto dai periti nominati dal tribunale, quasi 4.900 dispositivi realizzati dall’Alga Spa, risultano diversi dalla tipologia offerta in gara.

 

Altro discorso per quanto riguarda il funzionamento degli isolatori sismici. La perizia infatti ha evidenziato un’idoneità generale dei dispositivi installati, ma solo in base alle normative nazionali o europee vigenti che “non sempre possono essere sufficientemente rappresentative e cautelative perché non includono componenti a frequenza relativamente elevata come quelle presenti nei terremoti reali”. Durante le prove di laboratorio infatti, la riproduzione degli effetti di un terremoto vero, ha danneggiato gli isolatori campione dell’Alga a causa del fenomeno chiamato stick-slip che secondo i periti, potrebbe risultare “potenzialmente distruttivo degli stessi dispositivi”.

 

Imputati in questo procedimento, Mauro Dolce, quale responsabile del procedimento per il Progetto Case, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del Progetto Case, Michel Bruno Dupety, presidente del Consiglio d’amministrazione della Alga Spa, Agostino Marioni, amministratore della stessa ditta, Donatella Chiarotto presidente della Fip, e Mauro Scaramuzza, dirigente della medesima azienda veneta. Adesso si dovrà attendere il prossimo 29 ottobre per conoscere altri dettagli di un’inchiesta che di fatto, sta allarmando gli abitanti delle diciannove aree del progetto C.A.S.E.

 

Fonte Il Tempo


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