Pneumatici e risparmio di carburante: le ultime novità nel campo del rotolamento

Pneumatici e risparmio di carburante: le ultime novità nel campo del rotolamento

La parola più in voga ultimamente, quando si parla di pneumatici, è la bassa resistenza al rotolamento (LRR – dall’inglese Low Rolling Resistance). Negli ultimi anni, infatti, sembra che tutti i produttori di pneumatici del mondo siano improvvisamente saltati sul treno della bassa resistenza al rotolamento e che nelle descrizioni tecniche di ogni casa produttrice esista almeno un tipo di gomma che viene dichiarato più efficiente, in termine di consumo, rispetto alle altre. Ma che cos’è realmente la bassa resistenza al rotolamento e come scegliere tra le miriadi di pneumatici LRR che vengono proposti sul mercato?

Come si può effettuare un paragone realmente consistente tra differenti pneumatici come, ad esempio, gli Ecopia della Bridgestone o gli Avid Ascend della Yokohama? Che cosa significano le sigle RRF e RRC e come riuscire a comprendere il significato di tutti i parametri proposti senza farsi venire un gran mal di testa?

Di seguito vengono riportate le ultime novità nel campo della resistenza al rotolamento.

Che cos’è la resistenza al rotolamento?

I motori delle auto generano energia, la maggior parte della quale viene dispersa lungo i circuiti. Una gran parte di questa energia viene utilizzata dal motore stesso e per la propulsione, ma una parte viene anche trasmessa ai pneumatici ed utilizzata per il movimento dell’auto. La resistenza al rotolamento, quindi, è una misura di quanta energia, realmente trasmessa alle ruote, viene dispersa sia nell’attrito con la superficie della strada sia in un processo noto come ‘isteresi’. Si tratta di un processo per cui il pneumatico, nel momento in cui viene posto un peso su di esso, si flette, per poi ritornare rapidamente in posizione iniziale appena inizia il rotolamento. L’energia che viene rilasciata nel momento in cui il pneumatico ritorna nella sua corretta posizione è, per una serie di leggi fisiche, sempre minore dell’energia che ha portato alla deformazione iniziale, per cui questo continuo processo di flessione e riposizionamento porta necessariamente ad una perdita di energia. A seconda del tipo di pneumatico, l’attrito e l’isteresi possono consumare fino al 30% dell’energia che viene rilasciata dal motore per il movimento.

Poiché tutta l’energia che viene prodotta per il movimento dell’auto deriva dalla benzina (o da altri combustibili, a seconda delle auto), diventa importantissimo cercare di risparmiare quanta più energia perché un risparmio in questo settore si traduce in una diminuzione del consumo dell’auto. Con i prezzi del carburante che aumentano in maniera sempre più rapida e con tutte le considerazioni che possono essere effettuate sull’impatto ambientale, l’efficienza del motore in termini di diminuzione dei consumi è il nuovo fondamentale scopo da raggiungere. Ma poiché è molto difficile poter ridurre l’attrito sia nel lavoro del motore che nella propulsione, ne deriva che uno dei migliori settori su cui poter lavorare per ridurre la perdita energetica sono i pneumatici.

Negli anni passati, una bassa resistenza al rotolamento significava avere pneumatici con gomme molto dure e settori laterali rigidi che riducevano gli attriti e la possibilità di flessione della gomma. Questo tipo di progettazione offriva buoni risultati nella riduzione degli attriti, ma non permetteva ai pneumatici di avere un buon grip sulla strada.

Oggi, le nuove tecniche e i materiali per la composizione dei pneumatici, come i composti a base di silicio o l’utilizzo di oli alternativi, hanno portato ad una serie di variazioni nella struttura dei pneumatici. I nuovi composti hanno delle elevate proprietà di resistenza al rotolamento e, allo stesso tempo, un ottimo grip.

RRF e RRC

La valutazione della resistenza al rotolamento viene effettuata tramite due parametri, ossia il valore RRF (Rolling Resistance Force) e RRC (Rolling Resistance Coefficient).

L’RRF è essenzialmente la forza, espressa in libbre o in chili, richiesta per far ruotare un pneumatico a 50 mph su un rullo d’acciaio, mentre il valore RRC viene ottenuto dividendo RRF per il reale carico posto su un determinato tipo di pneumatico.

Questi due parametri vengono calcolati in maniera leggermente complessa e bisogna evidenziare che l’utilizzo di questi valori crea un paio di problemi, soprattutto quando si paragonano i diversi marchi di pneumatici. Mentre il valore di RRF è molto semplice da paragonare, tuttavia va evidenziato che questo parametro non prende in considerazione le dimensioni del pneumatico e il carico cui è sottoposto. Al contrario, il fattore RRC considera questi due elementi ma non prevede la misurazione delle dimensioni della gomma.

Per questo motivo, molti produttori non utilizzano solo l’RRF e l’RRC per definire la resistenza al rotolamento, ma usano slogan del tipo ‘20% più efficiente di ogni altro tipo di pneumatico’ oppure ‘resistenza al rotolamento migliore del modello precedente del 10%’.

Consumo di carburante

Le moderne tecnologie LRR offrono un miglioramento nel consumo del carburante che varia tra 1 e 4 mpg. Se inizialmente questo valore può sembrare irrisorio, va considerato però il suo valore cumulativo durante tutta la vita di un pneumatico. Tuttavia bisogna evidenziare alcuni punti. Per prima cosa, è possibile, se si passano le giornate a scorrere le discussioni sui forum online relative alle caratteristiche delle gomme LRR, leggere di qualcuno che ha trovato un peggioramento nel consumo del carburante. Esiste una rapida spiegazione a questo punto ed è che i pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, quando sono usurati, consumano di più rispetto alle gomme classiche. Per effettuare paragoni tra brand, quindi, è importante paragonare sempre ruote nuove con ruote nuove.

Un altro fattore da considerare quando si utilizzano pneumatici a bassa resistenza al rotolamento è che esistono due parametri che sono strettamente connessi al risparmio energetico, proprio come le gomme stesse: l’olio del motore e la pressione delle gomme.

Utilizzare l’olio giusto abbassa di molto l’attrito interno del motore, permettendo un risparmio di carburante paragonabile a quello ottenuto dai pneumatici a bassa resistenza al rotolamento.

Naturalmente, per ottenere la massima efficienza da questo tipo di pneumatici, è fondamentale che essi siano sempre tenuti alla giusta pressione, visto che una bassa pressione può vanificare tutto il risparmio. Per un corretto utilizzo, quindi, è bene effettuare un controllo della pressione ogni volta che si faccia rifornimento di carburante.

Se si fa attenzione a questi diversi parametri, si può considerare che i pneumatici a bassa resistenza al rotolamento rappresentano una tecnologia realmente efficiente per una guida al risparmio energetico.


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