Piano Casa in Lombardia, disco verde a Recupero Sottotetti e Manufatti interrati

La Giunta regionale della Lombardia ha dato il suo placet al progetto di legge per la definizione del nuovo Piano Casa che prevede, oltre a misure per favorire le ristrutturazioni del patrimonio edilizio, norme per la valorizzazione e il recupero del costruito, nel rispetto delle linee di indirizzo lombarde rivolte al contenimento del consumo di suolo e al recupero di aree degradate e/o dismesse. Il nuovo provvedimento è stato approvato su proposta del Governatore Roberto Formigoni e coinvolge gli assessorati ‘chiave’ per l’edilizia: Territorio e Urbanistica, Casa ed Ambiente Energia e Reti.

 

In attesa della approvazione da parte del Consiglio regionale, le novità del nuovo Piano Casa sono molteplici e riguardano tutti i campi dell’edilizia: edilizia pubblica, recupero e valorizzazione dell’esistente, ristrutturazioni private, efficienza energetica e coinvolgono in un ruolo più attivo i Comuni della Regione.

 

In linea con la legge 12 del 2005 (Legge per il Governo del Territorio), il nuovo Piano Casa punta alla riqualificazione delle aree degradate e dismesse ed è coerente con gli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni e della sempre maggior diffusione delle fonti di energia rinnovabili. Nel nuovo provvedimento, inoltre, viene riaffermato il ruolo delle amministrazioni comunali nell’ambito del governo del territorio e delle scelte effettuate negli strumenti di pianificazione urbanistica.

 

Recupero dei sottotetti e dei manufatti interrati
Per rilanciare l’attività edilizia, il progetto di legge regionale prevede interventi di semplificazione e di incentivazione per il recupero di manufatti particolari, quali i sottotetti e le autorimesse interrate. In particolare, sono previste modifiche alla disciplina in materia di sottotetti per favorire il loro recupero a fini abitativi (art. 8); norme per l’incentivazione alla realizzazione di autorimesse pertinenziali a edifici residenziali (art. 9); norme per favorire la conversione di coperture in cemento amianto in coperture di tipo tradizionale (art.10) e norme che favoriscano la realizzazione degli ascensori esterni, per l’abbattimento di barriere architettoniche (art. 11).

 

Il provvedimento introduce poi alcune disposizioni di rinnovo, parziale e a tempo, della disciplina per il recupero e la sostituzione del patrimonio edilizio esistente, a suo tempo dettata dalla legge regionale n. 13 del 2009.

 

Ancora, in tema di recupero del costruito, il documento approvato dalla giunta prevede, in deroga allo strumento urbanistico, il recupero di volumi del patrimonio edilizio esistente, con un nuovo termine fissato al 31 dicembre 2013 (art. 3) per destinazioni residenziali o destinazioni ammesse dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui i volumi siano seminterrati.

 

Sempre in deroga allo strumento urbanistico e sempre entro il 31 dicembre 2013 (art. 4), il progetto di legge prevede la sostituzione edilizia: in sintesi la ricostruzione di un edificio demolito può avvalersi di un incremento di volumetria fino al 35% (come previsto dalla legge 13 del 2009). Sono escluse dalla sostituzione le aree nei centri storici e dei nuclei di antica formazione.

 

Efficienza energetica
Da registrare una prima attuazione del decreto legislativo n. 28/2011 per incrementare l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili nell’edilizia sia privata che pubblica, mediante riconoscimento di premialità volumetriche aggiuntive a quelle già previste dal piano casa.

 

Edilizia residenziale pubblica
Sono tre i capisaldi per lo sviluppo e il sostegno dell’edilizia sociale contenute nel nuovo provvedimento lombardo:
1. Trasformazione di edifici pubblici esistenti e/o dismessi, anche non pubblici, in residenza sociale;
2. Incremento volumetrico fino al 40% degli attuali alloggi sociali;
3. Possibilità di realizzare edilizia sociale sulle aree standard (destinate a servizi, parcheggi, verde).

 

Silenzio-Assenso
Tra le novità da segnalare: il recepimento della modalità silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire, come già previsto dalla normativa statale (art. 14). La legge, come noto, detta una procedura con tempistica precisa per il rilascio del permesso di costruire. Con la legge 12 del 2005, allo scadere del termine, l’effetto era di “silenzio-rifiuto”. Ora il meccanismo si capovolge e, se il Comune non si pronuncia entro il termine prestabilito, scatta il “silenzio-assenso”.

 

Fonte Regione Lombardia


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