Ospedale coronavirus di Wuhan. Quando le emergenze dettano i tempi

Ospedale coronavirus di Wuhan. Quando le emergenze dettano i tempi

ospedale coronavirus Wuhan

L’entrata a regime dell’ospedale coronavirus denominato Huoshenshan nella città di Wuhan, metropoli da 11 milioni di abitanti e capoluogo della provincia di Hubei in Cina, era stata prevista per il 3 febbraio 2020 e come da crono-programma la struttura sanitaria presto inizierà ad accogliere i pazienti.

Non si tratta di un ospedale qualsiasi, difatti la sua realizzazione è stata definita dai quotidiani “un’impresa impossibile” perché contraddistinta dalla “velocità cinese” che ha permesso di mettere in piedi l’ospedale coronavirus Huoshenshan in soli 10 giorni.

L’avvio dei lavori è avvenuto il 24 gennaio 2020 e a battezzare l’inizio dell’impresa sono le immagini dall’alto degli oltre 40 mezzi da cantiere al lavoro, tra escavatori e bulldozer, che hanno fatto il giro del mondo.

Le immagini, oltre a mostrare le fasi di realizzazione della struttura, descrivono una forte resilienza sociale messa in atto dalla comunità cinese che sta facendo fronte all’evento emergenziale che ha colpito e messo a dura prova soprattutto le aree sud-orientali della Cina ferite dall’epidemia di coronavirus 2019-nCoV, classificato di tipo B (come Sars e Polio) per livello di pericolosità, ma gestito come tipo A (colera e peste).

Il virus è stato anche isolato in Italia dalle ricercatrici Francesca Colavita, Concetta CastillettiMaria Rosaria Capobianchi presso l’Istituto Spallanzani di Roma, dove sono stati ricoverati i due turisti di origine cinese che hanno contratto l’infezione.

L’urgente costruzione è stata necessaria per fronteggiare l’emergenza di contagi e decessi causati del coronavirus e per rispondere all’elevata richiesta di assistenza. La struttura andrà ad ospitare circa 1000 pazienti ed oltre 950 medici degli ospedali collegati alla People’s Liberation Army (PLA) Joint Logistic Support Force ed ulteriori 450 medici provenienti dalle università militari già presenti a Wuhan.

ospedale Coronavirus Wuhan

Escavatori al lavoro a Wuhan_Ph.©ANSA

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Ospedale coronavirus Huoshenshan. Come è stato realizzato?

L’area battuta dagli escavatori multicolore si estende per circa 25 mila metri quadrati, ora occupati da blocchi prefabbricati disposti su uno o due piani.

Sono 24 le ore al giorno dedicate alla costruzione dell’ospedale fast e per portare a termine la struttura, gli operai sono stati soggetti a ritmi incessanti: indossano DPI e mascherine e riposano in cantiere. Il governo centrale ha stanziato oltre cento milioni di dollari per rispondere all’emergenza e retribuire le centinaia di operai con un salario di 170 dollari al giorno (circa 150 euro) pari al triplo della paga media corrisposta per le lavorazioni presso un cantiere edile cinese.

Ospedale Coronavirus Wuhan

Operai a riposo presso il cantiere dell’ospedale Huoshenshan nella città di Wuhan_Ph.©Getty Images

L’ospedale coronavirus Huoshenshan è composto da monoblocchi prefabbricati a struttura leggera con impianti a vista e le dimensioni dei monoblocchi sono variabili a seconda delle funzioni e delle esigenze (sale e stanze di degenza). Le immagini dell’interno del nuovo ospedale sono state diffuse dai media cinesi.

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Complesso ospedaliero nella città di Wuhan_Ph.©Getty Images

Il complesso ospedaliero è stato realizzato su platea in cemento armato e ciascun modulo prefabbricato è sollevato da terra per consentire il passaggio degli impianti.

Il nuovo ospedale coronavirus Huoshenshan non è il primo esempio di costruzione ospedaliera record, perché la Cina aveva già raggiunto un primato nel 2003 con la costruzione dell’ospedale Xiaotangshan a Pechino nato durante l’epidemia di Sars, oggi in fase di ammodernamento per rispondere all’emergenza coronavirus e alle missioni anti-Ebola in Sierra Leone e Liberia. La struttura ospedaliera Xiaotangshan diede ricovero, per oltre due mesi, al 15% dei pazienti cinesi affetti dalla sindrome respiratoria. Allora per la realizzazione della struttura furono impiegati, lavorando giorno e notte, 7 giorni.

Con l’apertura dell’ospedale coronavirus Huoshenshan, tuttavia i lavori non si fermeranno in quanto l’accoglienza dei pazienti verrà garantita da un’ulteriore struttura, l’ospedale “gemello” Lieshenshan, che a detta delle autorità cinesi, aprirà le porte a partire dal 6 febbraio 2020.

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Degenza ospedale Huoshenshan nella città di Wuhan_Ph.©Getty Images

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Quali sono i primi passi verso l’autorizzazione e l’accreditamento di una struttura sanitaria in Italia?

L’ospedale coronavirus a Wuhan rappresenta un caso particolare dove i tempi sono ristretti e l’obiettivo primario è stato quello di rispondere alle principali funzioni di una struttura ospedaliera che garantisca accoglienza e che isoli i pazienti infetti dal neo virus. Ma va ricordato che per poter pianificare, progettare, realizzare, organizzare e gestire una struttura sanitaria, bisogna percorrere alcune tappe obbligate di estrema importanza in cui ognuna è propedeutica allo sviluppo della successiva.

In Italia, come correttamente suggerito dal d.c.r. n. 616 – 3149 della Regione Piemonte per progettare ed in seguito edificare un presidio sanitario “si fa riferimento alle norme urbanistiche, edilizie e di sicurezza vigenti, il rispetto delle quali è propedeutico all’ottenimento delle approvazioni da parte delle competenti autorità (Ente Regione, Comando dei VV.FF., Comuni, Azienda Sanitaria Locale, Ente Provincia, Sovrintendenza ai Beni Ambientali, Culturali, ecc.)”.

È quindi necessario, in prima analisi, analizzare l’edificio (se esistente) destinato a raccogliere le funzioni sanitarie, oppure consultare i regolamenti comunali per capire se l’area individuata per la costruzione del complesso sia idonea ad inserirvi una tale funzione.

Citando ancora il decreto di cui sopra: “La costruzione di una struttura sanitaria presuppone la sua localizzazione in un’area di adeguate caratteristiche, siano esse dimensionali che di salubrità. La dimensione dell’area deve essere tale da poter contenere al suo interno, oltre agli edifici sanitari propriamente detti, tutte le strutture edilizie di supporto ad essi (servizi generali, magazzini, depositi, spogliatoi, locali tecnici, ecc.). Le strutture che erogano prestazioni di ricovero devono assicurare una rete viaria di collegamento e zone di parcheggio differenziate per utenti esterni e per utenti interni.  È ammessa deroga, limitatamente ai parcheggi, per le strutture esistenti, ove sussistano impedimenti strutturali alla realizzazione”.

Risulta quindi fondamentale la conoscenza diretta delle norme urbanistiche comunali e dei fondamenti dei regolamenti di igiene locali nonché delle prescrizioni generali e specifiche dell’A.U.S.L. competente.

Nel caso contrario sarà necessario appoggiarsi all’esperienza di un tecnico sanitario e di un progettista esperto in materia. Nello sviluppo del progetto sarà necessario interfacciarsi in maniera continuativa con tutti gli enti ostativi preposti al controllo degli elaborati e dei documenti sino ad ottenerne i nulla osta o le approvazioni richieste.

Solo ottenuti i pareri, le prescrizioni e le approvazioni necessarie (approvazione A.U.S.L., della Regione, dei Vigili del Fuoco, il permesso di costruire e se necessario l’approvazione della Provincia e della Sovrintendenza in caso di edificio o zona vincolata) sarà possibile dare avvio ai lavori.

In seguito alla presa in carico (a livello progettuale) di tutti i requisiti strutturali, architetturali, tecnologici ed impiantistici, sarà necessario sviscerare tutte le richieste di tipo organizzativo ed infine presentare l’istanza alla Regione di competenza.

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