Orientamento università: le italiane nella Qs World University Rankings 2021

Orientamento università: le italiane nella Qs World University Rankings 2021

Qs World University Rankings

Scegliere il percorso universitario da intraprendere, equivale a prendere una decisione su un investimento economico.

Selezionare i corsi di studi legati ai bisogni emergenti dell’economia assume sempre più importanza, diventando il mercato del lavoro sempre più selettivo ed esigente. L’orientamento universitario verso studi scientifici, soprattutto in Italia dove la percentuale di laureati in materie umanistiche è la più alta tra i Paesi Ocse, fa la differenza.

Per i laureati nelle materie STEM (Science, Techonology, Engineering and Mathematics) l’ ingresso nel mondo del lavoro è più veloce, soprattutto se si sono formati in campo economico-statistico (94,8%) o in ingegneria (94,6%).

A fare la differenza, per chi sceglie gli studi scientifici, sono anche le retribuzioni mensili nette che, a cinque anni dal titolo, in media arriva a percepire 1.571 euro, contro i 1.350 euro dei laureati non STEM.

Orientamento università: Almalaurea conferma l’efficacia materie STEM

Almalaurea mette in evidenza, attraverso la XXII indagine – Condizione occupazionale dei Laureati, come l’appartenenza a determinati gruppi disciplinari esercita un effetto sulle possibilità occupazionali dei neolaureati.

A parità di altre condizioni, i laureati dei gruppi ingegneria, scientifico, chimico-farmaceutico e medico (comprese le professioni sanitarie) risultano tra più favoriti rispetto ai laureati dei gruppi disciplinari psicologico, giuridico e letterario.

Un campo, quello scientifico, dove si registrano progressi di genere: cresce il numero delle donne iscritte a biologia, matematica e statistica (tra i laureati STEM nel 2018 le donne sono state il 41 per cento).

Altro dato messo in luce dal consorzio interuniversitario interessa le lauree di secondo livello che presentano maggiori opportunità di occupazione a un anno dal titolo, difatti rispetto ai laureati di primo livello, quelli di secondo livello (sono inclusi sia i laureati magistrali biennali sia i magistrali a ciclo unico) presentano il 19,4% in più di probabilità di essere occupati.

Un dato quest’ultimo, che Almalaurea sottolinea deve essere interpretato con estrema cautela, dal momento che vengono confrontate popolazioni profondamente diverse, sia in termini di percorso formativo intrapreso che di prospettive professionali e di studio.

Nello specifico tra i laureati di secondo livello risulta rilevante la quota di chi prosegue la formazione iscrivendosi ad attività quali praticantati o scuole di specializzazione che, se retribuite, li collocano tra gli occupati. Tali tipi di attività, propedeutiche all’avvio delle attività libero professionali, sono decisamente meno diffuse tra i laureati di primo livello.

Coloro che, al momento del conseguimento del titolo, hanno dichiarato di non voler proseguire gli studi hanno il 42,3% di probabilità in più di essere occupati a un anno rispetto a chi intende proseguire gli studi.

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Orientamento università: le italiane nella Qs World University Rankings 

La classifica Qs World University Rankings, raccoglie le best 1000 università al mondo. Una selezione che avviene sulla base di specifici parametri, quali:

  1. reputazione accademica
  2. reputazione mercato del lavoro
  3. rapporto facoltà / studente
  4. citazioni documenti per facoltà
  5. rapporto di facoltà/studenti a livello internazionale

Il MIT Massachusetts Institute of Technology di Boston occupa il primo posto a livello mondiale, per il nono anno consecutivo.

Analizzando la classifica globale, è possibile delineare il quadro italiano che vede in ordine, tra le top 20:

  1. Politecnico di Milano (al 137° posto nella classifica globale)
  2. Università di Bologna (160°)
  3. Sapienza di Roma (171°)
  4. Università di Padova (216°)
  5. Università degli Studi di Milano (301°)
  6. Politecnico di Torino (308°)
  7. Università di Pisa (383°)
  8. Università degli Studi di Napoli Federico II (392°)
  9. Università Vita-Salute San Raffaele (392°)
  10. Università degli Studi di Trento (403°)
  11. Università degli studi di Firenze (432°)
  12. Università Cattolica del Sacro Cuore (511°- 520°)
  13. Università di Roma “Tor Vergata” (511°- 520°)
  14. Università degli Studi di Torino (521°- 530°)
  15. Università di Milano – Bicocca (521°- 530°)
  16. Libera Università di Bolzano (601°- 650°)
  17. Università degli studi di Genova (651°- 700°)
  18. Università degli studi di Siena (651°- 700°)
  19. Università degli studi di Trieste (701°- 750°)
  20. Politecnico di Bari (751°- 800°)

Consulta la classifica completa

Leggi la sintesi dell’indagine Almalaurea 2020

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