Quali sono le opere realizzabili con la SCIA? L’elenco aggiornato al Dl Semplificazioni

Quali sono le opere realizzabili con la SCIA? L’elenco aggiornato al Dl Semplificazioni

Con la segnalazione certificata di inizio attività, di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come modificato, da ultimo, dall’articolo 10, comma 1, lettera l), del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla relativa legge di conversione, si possono realizzare le seguenti opere:

  • interventi di manutenzione straordinaria, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio o i prospetti;
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c);
  • varianti a permessi di costruire che:
    • non incidono sui parametri urbanistici;
    • non incidono sulle volumetrie;
    • non modificano la destinazione d’uso;
    • non modificano la categoria edilizia;
    • non alterano la sagoma dell’edificio, qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni;
    • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire;
  • varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che:
    • siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie;
    • siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

Opere realizzabili con la SCIA: manutenzione straordinaria

Gli interventi di manutenzione straordinaria possono essere realizzati mediante la segnalazione certificata di inizio attività.

Rientrano tra gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per:

  • rinnovare parti anche strutturali degli edifici o dei prospetti;
  • sostituire parti anche strutturali degli edifici o dei prospetti;
  • realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e i servizi tecnologici, sempre che con la realizzazione di tali interventi non vengano:
    • alterati i volumi delle singole unità immobiliari;
    • alterate le superfici delle singole unità immobiliari;
    • modificate le destinazioni di uso.

La realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria, così come definiti dal primo comma, lettera b), dell’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nel testo vigente, dovranno rispettare:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le prescrizioni dei piani territoriali sovraordinati;
  • le normative e i vincoli di settore, aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare:
    • norme antisismiche;
    • norme di sicurezza;
    • norme antincendio;
    • norme igieniche e sanitarie;
    • norme sugli impianti;
    • norme relative all’efficienza energetica degli edifici;
    • disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
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Opere realizzabili con la SCIA: restauro e risanamento conservativo

Tra le opere realizzabili con la SCIA, troviamo il restauro e risanamento conservativo, così come definito dal primo comma, lettera c), dell’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nel testo vigente.

Gli interventi edilizi di restauro e di risanamento conservativo sono quelli necessari a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.

Tali interventi comprendono:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le prescrizioni dei piani territoriali sovraordinati;
  • il consolidamento degli elementi costitutivi dell’edificio;
  • il ripristino degli elementi costitutivi dell’edificio;
  • il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio;
  • l’inserimento degli elementi accessori;
  • la realizzazione degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso;
  • l’eliminazione degli elementi estranei (superfetazioni) all’organismo edilizio.

Opere realizzabili con la SCIA: ristrutturazione edilizia

Tra gli interventi realizzabili con la segnalazione certificata inizio attività, troviamo la ristrutturazione edilizia, così come definito dal primo comma, lettera d), dell’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nel testo vigente, diversi da quelli indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c) che sono subordinati al permesso di costruire.

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Opere realizzabili con la SCIA: varianti a permessi di costruire

Con la segnalazione certificata inizio attività si possono realizzare le opere edilizie in variante al permesso di costruire, rilasciato in precedenza per l’esecuzione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, di cui all’articolo 10, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nel testo vigente.

Le varianti al permesso di costruire realizzabili con la segnalazione certificata di inizio attività, non devono:

  • incidere sui parametri urbanistici;
  • influire sulle volumetrie;
  • modificare la destinazione d’uso;
  • variare la categoria edilizia;
  • alterare la sagoma dell’edificio, qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni;
  • violare le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire

Opere realizzabili con la SCIA: varianti a PDC che non configurano variazione essenziale

Con la segnalazione certificata inizio attività si possono realizzare le varianti al permesso di costruire che non configurano una variazione essenziale, ai sensi del comma 2-bis, dell’articolo 22, del d.P.R. n. 380 del 2001, mediante comunicazione a fine lavori con attestazione del professionista, che tali varianti non configurano una variazione essenziale al permesso di costruire, a condizione che siano:

  • conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie;
  • attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli:
    • paesaggistici;
    • idrogeologici;
    • ambientali;
    • tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico;
    • altre normative di settore.

La segnalazione certificata di inizio attività presentata in variante al permesso di costruire, costituisce parte integrante del procedimento relativo al titolo abilitativo edilizio per la costruzione dell’intervento principale.

La segnalazione certificata di inizio dei lavori, in variante al permesso di costruire, può essere presentata in corso d’opera e, comunque, prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori assentiti con il titolo abilitativo principale.

La segnalazione certificata inizio attività costituisce, inoltre, parte integrante del titolo abilitativo per la realizzazione dell’intervento edilizio principale, ai fini:

  • dell’attività di vigilanza urbanistica ed edilizia;
  • dell’agibilità.

L’articolo è tratto dal volume Tutte le novità delle Procedure edilizie nel “Decreto semplificazioni”, di Mario Di Nicola, edito da Maggioli Editore.

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Tutte le novità delle procedure edilizie nel “Decreto semplificazioni”

Tutte le novità delle procedure edilizie nel “Decreto semplificazioni”

Mario Di Nicola, 2020, Maggioli Editore
Proseguono le novità nella disciplina edilizia attraverso il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, “Decreto semplificazioni”, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120. Il provvedimento introduce una serie di modifiche al Testo unico per l’edilizia, di cui al...

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I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

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