Oneri fiscali ingegneri e coronavirus: sono previsti aiuti dal Governo?

Oneri fiscali ingegneri e coronavirus: sono previsti aiuti da parte del Governo?

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Una riflessione sugli oneri fiscali ingegneri e Coronavirus diventa doverosa con la notizia dell’estensione della zona rossa lungo tutto il territorio italiano, data durante la conferenza stampa tenuta dal primo ministro, Giuseppe Conte il 9 marzo 2020.

Durante la stessa è stata annunciata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo DPCM 9 marzo 2020 che estende le misure di contenimento per la diffusione del COVID-19, limitando la circolazione alla comunità e predisponendo la chiusura di attività tra le quali centri sportivi, scuole, musei, biblioteche, centri benessere, evitando assembramenti pubblici e privati, fino al 3 aprile 2020.

Tuttavia la stretta è arrivata con il DPCM 11 marzo 2020 con il quale sono state sospese anche tutte le attività commerciali (bar, ristoranti, parrucchieri, pub, gelaterie, pasticcerie al dettaglio con eccezione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, servizi bancari, finanziari, finanziari, assicurativi).

La nuova situazione di emergenza sta influendo sull’economia del paese e a proposito di questo si attendono misure economiche di sostegno quali ammortizzatori sociali, moratoria dei mutui e meccanismi di indennizzo per i settori maggiormente colpiti.

L’obiettivo prossimo è quello di tutelare anche gli autonomi, ai quali potrebbe anche essere estesa la sospensione di tasse e contributi e garantire indennizzi a chi ha perso volumi significativi di fatturato (almeno il 25%).

Tra le misure messe in atto per le zone rosse è prevista un’ indennità di 500 euro al mese per un massimo di tre mesi per i lavoratori autonomi e le partite Iva che non possono esercitare in questo periodo la propria attività. Si attendono novità in merito per capire se tale misura verrà estesa all’intero territorio italiano per il quale sono, invece, già in vigore le misure economiche che riguardano una serie di proroghe per le scadenze fiscali, ovvero:

  • scadenza per la presentazione del 730 slitta da luglio al 30 settembre 2020;
  • i sostituti di imposta, tra i quali i datori di lavoro, avranno più tempo per inviare al Fisco la Certificazione Unica che attesta tutti i redditi del contribuente (da lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi come le locazioni brevi, reddito da pensione), il termine passa dal prossimo 9 marzo al 31 marzo.

Tra le categorie professionali colpite vi è quella dei liberi professionisti ingegneri e architetti, ai quali stanno dando voce le associazioni di categoria come InArSid, Asso Ingegneri e Architetti. Vediamo nel dettaglio quali sono le criticità rese note dalle stesse.

Oneri fiscali ingegneri e coronavirus: le proposte di InArSid

InArSid ha messo in luce le gravi ripercussioni che l’emergenza sanitaria sta portando con sé, quali le problematiche legate alla liquidità di cassa.

In vista di ciò, l’associazione propone come soluzione l’aumento della liquidità riducendo per il 2020 al 10% l’aliquota delle ritenute d’acconto o trovando delle soluzioni che consentano temporaneamente di lasciare in campo una quota delle entrate fiscali gestite come sostituti di imposta.

Per quanto concerne la questione previdenziale, InArSind pur riconoscendo la sospensione dei termini di pagamento dei contributi previdenziali prevista nel decreto Legge n.9 del 2 febbraio 2020, rivolgendosi al presidente Inarcassa, Giuseppe Santoro, propone:

  • agevolazioni per l’accesso alle linee di credito garantite da rete confidi Fidiprof di Confprofessioni o altri consorzi riconosciuti;
  • l’erogazione di indennità per inabilità temporanea nell’esercizio di attività professionale nelle zone del territorio soggette a restrizione di libera circolazione;
  • moratoria per l’anno 2020 agli iscritti non in regola con le posizioni previdenziali degli anni precedenti per poter accedere ai piani di rateizzazione dei contributi previdenziali dell’anno 2020.

La lettera di InArSid, al primo ministro, recita:

“Il lavoro dei liberi professionisti, dei loro dipendenti e collaboratori non possono restare senza reali azioni di sostegno in un momento così critico. L’emergenza Covid 19 purtroppo è destinata ad incidere pesantemente sull’economia e gli effetti colpiranno anche le libere professioni come ha sostenuto Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni al tavolo del Governo con l’intervento del 4 marzo.

Le ripercussioni che nelle prime settimane saranno più dettate dalla sorpresa e dall’incognita di questa emergenza sanitaria lasceranno poi posto alla cruda realtà dei numeri e il già asfittico mercato del lavoro libero professionale dovrà fare i conti da subito con le problematiche della liquidità di cassa.

Data la perdurante contrazione del mercato e la riduzione del differenziale volume d’affari-reddito InArSind propone di agire direttamente alla fonte aumentando la liquidità a disposizione dei liberi professionisti riducendo per il 2020 al 10% l’aliquota delle ritenute d’acconto e trovando delle soluzioni che consentano temporaneamente di lasciare in campo una quota delle entrate fiscali anche per i colleghi, soprattutto giovani, che beneficiano del regime forfettario.

Solo alleggerendo la pressione delle anticipazioni che il mondo professionale accredita allo Stato si potranno avere dei benefici sulle già sofferenti posizioni finanziarie degli ingegneri e architetti. InArSind chiede al Governo da Lei rappresentato di comprendere lo stato di crisi e promuovere iniziative di finanza pubblica.

InArSind – Associazione di intesa sindacale degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti Italiani – è l’unica organizzazione che rappresenta unitariamente e statutariamente gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti. Fa parte, in ambito internazionale, di FIDIC (International Federation of Consulting Engineers) e in ambito nazionale fa parte di CONFPROFESSIONI Confederazione italiana Libere Professioni.

INARSIND nell’attuale veste esiste dal 2001 dopo la radicale modifica statutaria di SNILPI, Sindacato Nazionale Ingegneri Liberi Professionisti, fondato nei primi anni ’50, ed è il primo sindacato italiano che rappresenta ingegneri e architetti. È presente sul territorio e partecipa attivamente a rappresentare presso la Cassa di previdenza e gli Ordini professionali le istanza degli iscritti. Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono doverosi ossequi”.

Leggi anche: Coronavirus e verifica crediti. Il CNI valuta un possibile rinvio delle scadenze CFP

Oneri fiscali ingegneri e coronavirus: la proposta di Confprofessioni

Nel comunicato stampa diffuso da Confprofessioni, si parla di oltre quattro milioni di euro messi a disposizione dei professionisti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus che si sta abbattendo sul lavoro negli studi professionali.

Confprofessioni, d’intesa con le parti sociali del settore, mobilita tutti gli enti bilaterali del Ccnl degli studi professionali: Ebipro, Cadiprof e Fondoprofessioni.

Nello specifico, per tutti gli studi professionali interessati dall’emergenza sanitaria l‘Ebipro – Ente bilaterale per gli studi professionali ha varato una serie di misure straordinarie che mirano a erogare un contributo a sostegno del reddito e un rimborso spese per agevolare lo smart working e attraverso un protocollo d’intesa con Fidiprof, il confidi degli studi professionali soggetto garante autorizzato dal Mediocredito Centrale, riconosce un contributo per rilasciare garanzie su finanziamenti per investimenti o liquidità per 7,5 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito dei liberi professionisti.

Le risorse messe a disposizione da Ebipro ammontano a oltre quattro milioni di euro, che verranno distribuiti su:

  • Sostegno al reddito – Gli studi professionali possono accedere alle misure sul sostegno al reddito già previste dal Ccnl degli studi professionali. In questi casi, il beneficio consiste in un contributo a sostegno della retribuzione oraria lorda persa in seguito a riduzione/sospensione dell’orario di lavoro. Allo studio interventi per integrare gli ammortizzatori sociali in deroga.
  • Smart working – Il decreto emanato dal Governo prevede la possibilità di attivare lo smart working per tutta la durata dell’emergenza. In questo ambito Ebipro per agevolare il lavoro a distanza interviene con un rimborso a favore del datore di lavoro per le spese sostenute nell’acquisto degli strumenti necessari (personal computer, monitor, stampanti…). L’importo viene riconosciuto per ciascun lavoratore interessato.
  • Accesso al credito – Ebipro, attraverso Gestione Professionisti, ha stanziato un contributo a Fidiprof che potrà consentire l’accesso a finanziamenti per investimenti e liquidità per 7,5 milioni di euro a favore dei liberi professionisti che avranno così l’opportunità di accedere alle garanzie dello Stato, rilasciate dal Mediocredito Centrale, per far fronte alle esigenza di credito per tutta la durata dell’emergenza, ma anche per stimolare la ripresa delle attività degli studi post emergenza.

Sulla questione il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha dichiarato: La situazione degli studi professionali è allarmante. In molte aree del Paese l’attività si è ridotta drasticamente, causando gravi rischi sulla tenuta economica e occupazionale. Al di là delle misure messe in campo dal Governo, il nostro sistema della bilateralità ha il dovere di intervenire tempestivamente per tutelare i professionisti e assicurare continuità al lavoro negli studi professionali. Le risorse finanziarie messe in campo dalla nostra bilateralità sono certamente importanti in questa fase di emergenza, ma dobbiamo pensare anche a una fase post emergenza per rilanciare l’attività degli studi professionali. E in questa direzione stiamo lavorando al fianco del Governo Conte per individuare tutti gli strumenti e le misure necessarie”. 

Leonardo Pascazio, presidente di Ebipro, ha aggiunto: “Moltissimi lavoratori sono costretti a rimanere a casa e organizzare il proprio lavoro in maniera differente. In questa fase emergenziale, abbiamo deciso di incrementare le prestazioni di sostegno al reddito, cui si aggiunge un contributo che andrà a integrare gli ammortizzatori sociali in deroga stanziati dal Governo e dalle Regioni. A queste misure si affianca anche un rimborso spese a favore dei datori di lavoro che mira ad agevolare lo smart working dei loro dipendenti. Inoltre la chiusura forzata delle scuole sta creando enormi disagi negli studi professionali, dove il 90% della forza lavoro è composta da donne che devono conciliare gli impegni di lavoro con quelli della famiglia. In questa direzione stiamo lavorando per individuare ulteriori forme di sostegno che consentano una più efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il nostro impegno non vuol essere solo un segnale di attenzione alle difficoltà degli studi, ma un aiuto concreto per i lavoratori e anche per i liberi professionisti che inevitabilmente subiranno gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria, in termini di fatturato ed incassi”.

Consulta lo speciale: Coronavirus e luoghi di lavoro. Come gestire l’emergenza?

Oneri fiscali ingegneri e coronavirus: il comunicato di INARCASSA

Al momento Inarcassa ha emesso un comunicato sul sito istituzionale, attraverso il quale rende nota l’attivazione di misure di tutela per i professionisti siti nel solo territorio di Lombardia e Veneto. Tuttavia si attendono novità per via dell’estensione della zona rossa all’intero territorio nazionale.

Di seguito il comunicato pubblicato sul sito istituzionale:

“In ottemperanza a quanto stabilito dai recenti decreti emanati dal Governo, il presidente di Inarcassa Santoro ha reso noto che il prossimo Consiglio di Amministrazione assumerà le deliberazioni necessarie a fronteggiare l’impatto economico del COVID-19 sui liberi professionisti che svolgono la loro attività nelle «zone rosse» di Lombardia e Veneto.

Oltre alla sospensione dei termini di pagamento dei contributi previdenziali, in linea con l’art.5 del DL n. 9/2020, in scadenza nel periodo dal 23 febbraio al 30 aprile, saranno valutate le azioni più opportune a sostenere gli associati nella situazione di disagio economico conseguente all’evento”.

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente di Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo, che ha dichiarato:  “Apprezziamo lo sforzo messo in campo dal Governo, come l’indennità mensile per i lavoratori autonomi prevista dall’art.16 del DL 2 marzo 2020 n. 9, ma adesso che l’emergenza si estende a tutto il territorio nazionale, occorre uno sforzo decisivo per far fronte a una crisi che purtroppo coinvolge tutta la categoria dei liberi  professionisti. A causa della diffusione epidemica del virus e delle opportune misure di contenimento, tutti i professionisti, senza esclusione alcuna, risentono di questa situazione: si apre adesso un periodo incertezza lavorativa senza precedenti. Servono misure robuste che permettano una rapida transizione e il ripristino dei tempi delle regolari attività lavorative. Occorre, dunque, anche in questa fase, che auspichiamo finisca presto, garantire ai liberi professionisti la possibilità di  svolgere, al meglio e in sicurezza, il proprio lavoro”.

Comodo ha poi aggiunto: “Fondazione Inarcassa con l’obiettivo di tutelare gli interessi degli architetti e ingegneri liberi professionisti, sta avviando già in queste ore ampi confronti con i gruppi parlamentari per mettere in campo ulteriori misure di sostegno nell’interesse della professione. Chiediamo, quindi, a tutte le forze politiche di condividere e sostenere il nostro sforzo”. 

Scarica l'autodichiarazione alla circolazione pdf per gli spostamenti lungo il territorio italiano

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