Ok Tav Torino-Lione. Il premier dice sì all'infrastruttura ma il Parlamento…

Ok Tav Torino-Lione. Il premier dice sì all’infrastruttura ma il Parlamento…

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L’ok Tav Torino-Lione è arrivato dal Governo. Siamo all’epilogo dell’accordo sul progetto tanto discusso?

Sta di fatto che sull’opera i pareri favorevoli e quelli contrari sono da sempre una costante  che siano essi legati agli aspetti tecnici, economici ed ideologici.

Il premier Giuseppe Conte, attraverso un video-comunicato stampa emanato da Palazzo Chigi il 23 luglio 2019, conferma la propria posizione già messa a nudo durante la conferenza tenutasi lo scorso 7 marzo 2019 in occasione della quale erano stati esposti pro e contro del progetto TAV Torino-Lione sulla base dell’analisi costi-benefici duramente criticata.

Tale comunicazione giunge a ridosso della scadenza del termine fissato al 26 luglio 2019, entro il quale gli stati Francia e Italia devono esprimersi sul progetto della linea alta velocità TAV Torino-Lione e formalizzare la propria posizione all’Inea – Innovation and Networks Executive Agency della Commissione europea.

Lo scorso giovedì 7 marzo 2019, al termine della discussione di mozioni sul TAV Torino-Lione, l’Assemblea del Senato ha approvato la mozione di maggioranza n. 88, che impegnava il Governo a ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia.

Il premier non si è mai detto nè favorevole né sfavorevole al progetto, mostrando un atteggiamento super partes. Adesso, come allora, precisa che le decisioni che saranno messe in atto sono legate alla volontà di prescindere da pregiudizi essendo “Consapevole del fatto di rappresentare al Governo due forze politiche che sul punto di questa infrastruttura hanno assunto ed esprimono una valutazione totalmente e diametralmente opposta”.

L’alta velocità Torino-Lione è un collegamento ferroviario internazionale che è parte integrante del corridoio mediterraneo TEN-T, che dovrà garantire un collegamento stabile, a sud delle Alpi, tra l’Europa occidentale e quella centro-orientale, dalla Spagna fino al confine con l’Ucraina.

Il corridoio mediterraneo dalla lunghezza di circa 3 mila chilometri attraversa regioni che rappresentano il 18 per cento della popolazione europea ed il 17 per cento del PIL europeo, pertanto rappresenta un’opera strategica per l’intero Continente, con particolare interesse per Italia e Francia. Quest’ultima ha confermato il proprio impegno verso la realizzazione dell’opera durante l’Assemblea nazionale francese, lo scorso 18 giugno 2019, attraverso l’approvazione della legge sulla mobilità.

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Ok Tav Torino-Lione. L’Europa aumenta la soglia da finanziare

In questi ultimi mesi, qualcosa è cambiato. Difatti il Premier ha precisato che dallo scorso 7 marzo 2019 “sono intervenuti di fatto nuovi elementi di cui dobbiamo tener conto nella risposta che venerdì il governo dovrà dare all’Inea, l’Agenzia europea per le infrastrutture e le reti, per evitare la perdita dei finanziamenti europei. L’Europa, infatti si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontaliera dal 40 al 55 per cento”.

In questo modo, l’Italia per la realizzazione della tratta di competenza nazionale potrebbe beneficiare di un contributo dalla Commissione europea pari al 50 per cento (su circa un miliardo e 700 milioni) ragion per cui sono state avviate le gare per i tre lotti da 2,3 miliardi per le opere da realizzare sul fronte italiano, il cui bando è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il 2 luglio 2019 dall’ente aggiudicatone e promotore pubblico responsabile dell’infrastruttura, Tunnel Euralpin Lyon Turin SAS, con scadenza fissata per le ore 14 del 16 settembre 2019.

Conte precisa, inoltre, durante il video-comunicato che i fondi europei sono assicurati solo per la realizzazione Tav Torino-Lione e quindi degli stessi non si potrebbe farne un impiego alternativo.

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Ok Tav Torino-Lione oppure stop? Solo il Parlamento può fermarla

Conte sottolinea che le sorti dell’opera sono strettamente legate all’impatto finanziario che potrebbe causare l’eventuale decisione di arresto del progetto e all’impegno preso con la Francia e l’Europa che renderebbe difficile l’ipotesi dell’avvio di un progetto alternativo.

Dalle parole del premier risulta chiara la posizione del Governo e motiva l’ok Tav Torino-Lione, in questi termini: “Alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il Tav costerebbe molto di più che completarlosolo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale viste anche le leggi di ratifica adottate a suo tempo proprio dal Parlamento su questo punto. La decisione di non realizzare l’opera comporterebbe – attenzione – non soltanto la perdita dei finanziamenti europei, ma ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’attuale accordo con la Francia”.

Gli accordi con i vicini francesi vanno avanti dal 2012 con l’obiettivo congiunto dello sviluppo della rete TEN-T articolata in due livelli: una rete globale, la cui realizzazione è prevista entro il 2050, destinata alla copertura del territorio dell’Unione Europea e favorire l’accessibilità a tutte le regioni, e una rete centrale a livello europeo, prevista entro il 2030, composta dai “corridoi” che includano almeno tre modalità differenti di trasporto, attraversare almeno tre Stati membri e che serva l’accesso ai porti marittimi.

Immagine di copertina © TELT-Cantiere-Chiomonte-Settembre-2017

 

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