Offshore in Venice, spieghiamo perché sì

Forse anche il rischio che qualche giorno fa ha corso Venezia, con una manovra azzardata di una grande nave, ha contribuito a far dire di sì alla Commissione Nazionale di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) sul progetto del porto offshore.

 

Un’opera che costerà circa 2,5 miliardi di euro, inserita tra le infrastrutture strategiche della legge obiettivo 2011, che prevede una diga di 4 km, 3 approdi d’altura e 90 ettari di terminal a terra. Il tutto in termini di lavoro si tramuterà in 7 anni e 1.400 persone impiegate (un bel colpo per l’economia del Paese).

 

È un passo di enorme importanza per l’avanzamento di questo progetto, ottenuto in meno di un anno dalla sua presentazione. Finalmente l’obiettivo ambientale fissato con la Legge speciale per Venezia del 1974 di estromettere i traffici petroliferi dalla Laguna oggi, dopo oltre quarant’anni di tentativi frustrati, potrà essere raggiunto. L’offshore al largo della bocca di Malamocco consente, inoltre, la messa in valore delle infrastrutture di tutto il Nordest: dai terminal portuali di Marghera, Chioggia e Porto Levante, dall’interporto di Padova a quello di Verona, dall’asta idroviaria da Venezia a Padova al sistema idroviario padano fino a Rovigo e Mantova” questo il commento del presidente dell’Autorità Portuale di Venezia (APV), Paolo Costa.

 

Ovviamente a pensarla diversamente sono gli ambientalisti e la Regione Friuli Venezia-Giulia, che teme Venezia voglia fagocitare i porti dell’Alto Adriatico. Viceversa l’APV vede l’adeguamento del porto veneziano come un ulteriore tassello che va ad aggiungersi agli adeguamenti in atto negli altri porti dell’Alto Adriatico (Ravenna e i porti Napa (North Adriatic Port Association) di Venezia , Trieste, Capodistria e Fiume, un gateway vincente nell’alimentazione marittima da Sud dell’Europa centrale e orientale.

 

Anche il Presidente del Veneto, Luca Zaia, si dice soddisfatto di questo “sì”, che vede a favore di un futuro sostenibile per Venezia. Inoltre sottolinea come verranno accorciati i tempi di trasferimento delle merci che arrivano via mare collegandoli al meglio con i mercati mondiali, senza incidere sull’assetto della laguna, ma anzi allontanandone parecchi rischi.

 

Il porto offshore per essere più competitivo nel panorama portuale europeo si troverà a circa 8 miglia nautiche al largo della bocca di porto di Malamocco, in un’area dove i fondali hanno una profondità naturale di 20 m.

 

Il terminal d’altura accoglierà le più grandi navi di oggi e di domani senza scavare ulteriormente i canali lagunari. Grazie a questa nuova piattaforma il Porto di Venezia sarà tra i pochi in Italia dove potranno attraccare navi da 20.000 TEU.

 

Altro vantaggio da non sottovalutare è la possibilità di distribuire le merci ai mercati europei e italiani sfruttando di volta in volta gli scali terrestri più convenienti. Il terminal sarà l’anello di congiunzione tra i poli logistici esistenti e i traffici marittimi del commercio globalizzato.

 

Tuttavia il cammino è ancora lungo: al momento si è alla fase di progetto preliminare, da adattare in fase di progetto definitivo alle 70 prescrizioni (modifiche) imposte dalla VIA nazionale e le 30 dalla Commissione della Regione Veneto (sulle difficoltà di ottenere una VIA leggi anche Ottenere la VIA? Ci vuole più tempo che fare un bambino!).

 

Si apprende nel frattempo con piacere che è stato siglato “un protocollo di intesa tra Regione, APV e associazioni di categoria della pesca che prevede azioni di mitigazione e di compensazione con l’obiettivo di porre rimedio alle penalizzazioni che l’opera comporterà sul comparto pesca, sia in fase di cantiere che di esercizio”.

 

Ed ovviamente vi sarà la necessità di avviare un programma di monitoraggio ante, in e post operam; in particolare prima dell’avvio dei lavori sarà necessario acquisire dati su presenza e stato di conservazione di habitat e specie di interesse comunitario.

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti

www.gazzettino.it – 2 agosto 2013

www.nuovavenezia.it – 2 agosto 2013

www.opzionezero.org – 3 agosto 2013

www.alternativasostenibile.it – 5 agosto 2013

www.port.venice.it/it/piattaforma-daltura.html


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