Officine o laboratori per la verniciatura, quali sistemi di protezione incendi?

Officine o laboratori per la verniciatura, quali sistemi di protezione incendi?

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I materiali infiammabili, utilizzati nelle officine o laboratori per la verniciatura, spesso depositati senza tanta accortezza possono diventare pericolosi in quanto possono dar luogo ad incendi. Il legislatore pertanto con il codice di prevenzione incendi ha classificato tale attività con il n.14. In particolare l’attività 14 si divide in due sottocategorie:

  • attività 14.1.B: officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili da 5 a 25 addetti;
  • attività 14.2.C: officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili > 25 addetti;

In riferimento ad officine o laboratori per la verniciatura, quali sono i sistemi di protezione incendi da utilizzare? Esistono due strategie da poter seguire: la protezione attiva e la protezione passiva.

La protezione attiva dal fuoco mira a ridurre gli effetti degli incendi tramite la loro rivelazione precoce e la loro rapida estinzione grazie all’intervento dell’uomo o l’attivazione di un impianto (sistemi sprinkler, dispositivi d’allarme, estintori, ecc.).

La protezione passiva dal fuoco ha invece come obiettivo la limitazione degli effetti dell’incendio al fine di consentire l’evacuazione e la messa in sicurezza di persone e beni entro un determinato periodo di tempo. La protezione passiva dal fuoco, intesa come resistenza di elementi strutturali, viene generalmente indicata con l’acronimo REI, accompagnato da un numero che fissa la durata minima in minuti dei requisiti richiesti, ovvero la capacità di una costruzione, di una parte di essa o di un elemento costruttivo, di mantenere le diverse caratteristiche per un tempo prefissato:

R: resistenza meccanica per elementi portanti non separanti

REI: resistenza meccanica, tenuta ed isolamento per elementi portanti e separanti

EI: tenuta ed isolamento per elementi non portanti separanti

Le classi di durata, attribuite alla resistenza al fuoco, sono determinate dalle normative e sono tipicamente le seguenti: 15, 30, 45, 60, 90, 120, 180 e 240 minuti.

In caso di officine e laboratori per la verniciatura diviene importante la compartimentazione degli ambienti mediante strutture REI che consentano di limitare al minimo i danni prodotti dall’incendio di vernici e solventi.

Nella protezione passiva dal fuoco si differenziano due categorie di prodotti: quelli atti a rallentare la propagazione del calore, al fine di limitare il danno ad edifici e strutture (resistenza al fuoco) e quelli atti a ridurre la capacità di combustione di materiale normalmente infiammabile (reazione al fuoco).

I sistemi di protezione passiva possono essere:

  • distanze di sicurezza esterne ed interne;
  • barriere antincendio;
  • isolamento dell’edificio;
  • muri tagliafuoco, schermi etc.;
  • strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate ai carichi d’incendio;
  • materiali classificati per la reazione al fuoco;
  • sistemi di ventilazione;
  • materiali di protezione.

Vediamo di seguito alcuni prodotti per la protezione passiva delle strutture.

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Vernici intumescenti

Le vernici intumescenti sono sistemi reattivi, che mutano il loro stato fisico se sottoposte a calore. Questo processo dà luogo alla formazione di una schiuma carboniosa, la quale isola il supporto sottostante e ne riduce il riscaldamento. Il loro impiego è nell’ambito della resistenza al fuoco. Tali prodotti possono essere sovra verniciati con differenti tipologie di finiture.

La finitura svolge una duplice funzione: conferisce resistenza agli agenti atmosferici e ne migliora l’aspetto estetico finale.

Vernici ignifughe

Le vernici ignifughe possiedono caratteristiche tali da ridurre la capacità di combustione di un elemento ligneo su cui è stata applicata. Il loro impiego è nell’ambito della reazione al fuoco dei materiali. I principali vantaggi sono: la facilità di applicazione, il mantenimento inalterato dell’estetica dell’elemento protetto, il peso ridotto, l’elevata resistenza meccanica e le ridotte dimensioni d’ingombro.

Gli intonaci alleggeriti antincendio pastosi

Gli intonaci antincendio sono generalmente degli intonaci a base gesso/cemento con l’aggiunta di inerti di diverse tipologie quali ad esempio vermiculite, polistirene e cellulosa per aumentarne le caratteristiche di isolamento termico. I vantaggi sono: un sistema economico, un basso peso specifico, alte resistenze al fuoco che possono arrivare fino a 240 min.

I sistemi di protezione attiva

I sistemi di protezione attiva riguardano l’insieme delle misure di protezione che richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell’incendio, alla segnalazione e all’azione di spegnimento dello stesso. Sistemi di protezione attiva sono:

  • estintori;
  • rete idrica antincendi;
  • impianti di rivelazione automatica d’incendio;
  • impianti di spegnimento automatici;
  • dispositivi di segnalazione e d’allarme;
  • evacuatori di fumo e calore;
  • segnaletica di sicurezza;
  • illuminazione di sicurezza.

I sistemi di protezione attiva e passiva per gli impianti di verniciatura

Le cabine combinate di verniciatura-essiccazione, presenti nelle officine o laboratori per la verniciatura, sono cabine progettate per effettuare la verniciatura a spruzzo di materiali di varia tipologia e la successiva essiccazione. L’impianto di verniciatura deve essere munito di marcatura CE e di attestato di conformità ai sensi della direttiva 98/37/CE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.

In particolare il titolare dell’attività deve predisporre il fascicolo tecnico previsto dalle citate direttive, nonché il manuale di installazione, uso e manutenzione. Detto manuale, con i relativi disegni esplicativi, deve essere consegnato all’utilizzatore, per ogni singola fornitura; esso deve contenere gli schemi e le istruzioni necessarie (nonché gli altri accorgimenti tecnici adottati e ritenuti utili in materia di sicurezza) per l’installazione, la messa in funzione, i controlli e la manutenzione dell’impianto di verniciatura.

La verniciatura

L’operazione di verniciatura è eseguita all’interno della cabina, da personale appositamente formato e preposto alla mansione. L’essiccazione, con temperature fino a 80-100 °C, è automatica e deve rigorosamente avvenire in assenza di persone all’interno della cabina e con esclusione di contestuale spruzzatura di vernici infiammabili o combustibili.

Il riscaldamento dell’aria di processo, integralmente di rinnovo durante la fase di spruzzatura e di passivazione e con possibilità di parziale ricircolo durante l’essiccazione, avviene tramite gruppo termoventilante funzionate con bruciatore alimentato da combustibile liquido o gassoso.  Pertanto l’impianto, se ha potenzialità termica superiore a 100.000 kcal/h, l’attività è soggetto ai controlli dei Comandi provinciali VV.F.

Nei casi in cui la cabina forno sia ubicata all’interno di un locale delle officine o laboratori per la verniciatura, non ad uso esclusivo, occorre intercettare, a monte della stessa, il flusso di aria calda di mandata, mediante l’intervento di una serranda tagliafuoco comandata da un dispositivo termico.

Il generatore termico deve inoltre, essere munito di dispositivo automatico che consenta, in caso di intervento della serranda tagliafuoco, l’espulsione all’esterno dell’aria calda proveniente dall’apparecchio con successivo intervento della serranda tagliafuoco che determina automaticamente lo spegnimento del bruciatore.

L’essiccazione

Nella fase di essiccazione può essere ammesso il ricircolo parziale dell’aria presente in cabina a condizione che il costruttore fornisca specifiche istruzioni tecniche atte a garantire che durante le lavorazioni la concentrazione delle sostanze infiammabili non superi il 10% del limite inferiore di infiammabilità.

Attenzione: il suddetto limite deve essere valutato con riferimento al solvente con il più basso valore del limite inferiore di infiammabilità, tenendo conto, altresì, delle temperature massime raggiungibili nella fase di ricircolo dell’aria.

In alternativa deve essere installato all’interno della cabina un rivelatore di miscele infiammabili tarato al 25% del più basso limite inferiore di infiammabilità dei solventi.

Il rilevatore di miscele, in caso di intervento deve:

  • emettere un segnale di allarme ottico e acustico all’esterno della cabina;
  • effettuare il blocco del ricircolo dell’aria in cabina;
  • espellere all’esterno dell’aria in essa presente ed il lavaggio della cabina con nuova aria fresca.

Il controllo del sistema di rilevazione delle miscele infiammabili deve essere a controllo periodico almeno ogni 6 mesi con annotazione dell’intervento sul registro dei controlli antincendio.

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