Obbligo del POS: facciamo la lista dei costi extra per gli Ingegneri

Soffiano venti di guerra tra liberi professionisti da un lato e Governo dall’altro. A riaccendere la miccia delle ostilità è stata la recente decisione del Tribunale amministrativo della Regione Lazio di respingere la richiesta dell’Ordine degli Architetti di abrogare la disposizione che istituisce l’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito (il c.d. POS obbligatorio) per tutti i pagamenti di importo superiore ai 30 euro.

 

La prescrizione, contenuta nel decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 gennaio 2014 che attua quanto previsto dal decreto legge n. 179/2012, viene giudicata dai professionisti tecnici come vessatoria.

“All’atto pratico, un ennesimo intollerabile regalo alle banche”, ha chiosato Armando Zambrano, numero uno del CNI e coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche.

 

La dura reazione dei liberi professionisti dell’area tecnica arriva in contemporanea a un calcolo dei costi che i tecnici dovranno sostenere per dotare il proprio studio professionale di un post, realizzato dal quotidiano online Ediltecnico.it (leggi in proposito l’articolo di Antonella Mafrica POS obbligatorio, ecco quali sono i veri costi per i professionisti tecnici).

 

Il calcolo dei costi rilevato dall’esame dei documenti di sintesi e dei fogli informativi reperibili negli istituti di credito comprende almeno 9 voci:

1. il costo di installazione/disinstallazione del POS obbligatorio: da zero a 200 euro, una tantum;

2. il canone mensile di noleggio dell’apparecchiatura, eventualmente legato al numero delle operazioni effettuate: da 8 euro a 30 euro;

3. la commissione sul transato: da 0,50% al 2%;

4. l’eventuale commissione minima per operazione, ossia quella commissione sull’operazione che si applica comunque nel caso in cui la commissione sul transato non superi una certa soglia;

5. il costo della chiamata telefonica o via internet o via satellite (nel caso di POS che non utilizzano una linea telefonica fissa);

6. la valuta di accredito dell’operazione sul conto corrente collegato al POS: solitamente è un giorno;

7. il costo dell’eventuale assistenza tecnica a domicilio;

8. il costo della produzione mensile del rendiconto POS obbligatorio e di eventuali altre comunicazioni;

9. l’eventuale bollo di registrazione del contratto: 16 euro

 

Stiamo parlando, in via molto conservativa, di almeno 150 euro all’anno. Forse pochi per alcuni, ma tanto per troppi professionisti che si trovano in sempre più seria difficoltà.


Liberi professionisti e dipendenti: due pesi e due misure

“È singolare – osserva Zambrano – che proprio nel momento in cui il Governo decide di  mettere 80 euro al mese nelle tasche dei lavoratori dipendenti, venga consentita una misura  vessatoria nei confronti dei professionisti. Una categoria che, ancora una volta, risulta  fortemente penalizzata”.

 

Insomma, si torna sempre allo stesso punto: molti esponenti del mondo politico sembrano fare proprio l’equivalenza libero professionista uguale potenziale evasore. Un modo di pensare da combattere con tutte le forze per uscire da un pericoloso cono d’ombra.

 

“Noi – conclude Zambrano – siamo sempre stati favorevoli alla tracciabilità delle transazioni. Ma questa  deve essere conseguita senza oneri aggiuntivi a carico dei professionisti”.


Di Mauro Ferrarini


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