Nuovo Codice Appalti, le novità su BIM e progettazione

Valutazione del rischio ordigni bellici inesplosi

Ieri è stato approvato il testo del Nuovo Codice Appalti. Mancano il parere del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari, bollinatura e firma del Capo dello Stato. La delega scade il 18 aprile e servono esattamente 45 giorni per concludere l’iter. Il Codice si applica a partire dalla sua entrata in vigore, cioè il prossimo 18 aprile, sostituisce il vecchio Dlgs n. 163/2006, il regolamento appalti (Dpr n. 207/2010) e tutte le norme sparse in giro e approvate negli ultimi anni che hanno modificato la disciplina in materia di appalti pubblici e che vengono abrogate dall’ampio articolo finale del Nuovo Codice degli Appalti.

Clicca qui per leggere il testo del Codice Appalti approvato il 3 marzo in CdM.

La progettazione assume un ruolo fondamentale e si articola in tre livelli (per limitare il numero di varianti di progetti, i tempi e i costi):
– progetto di fattibilità,
– progetto definitivo,
– progetto esecutivo.

Molti articoli del testo sono dedicati ai concorsi di progettazione. Il principio alla base di tutto è che nel concorso di progettazione per i lavori pubblici vengono richiesti solo progetti o piani con livello di approfondimento pari a quello di un piano di fattibilità tecnica ed economica, cioè progetti definitivi.
Sempre per quanto riguarda la progettazione, il Nuovo Codice Appalti promuove la qualità architettonica, anche tramite i concorsi, limitando gli appalti integrati.

Il BIM (BUILDING INFORMATION MODELING) è stato il punto più controverso dell’ultima fase di lavorazione del Nuovo Codice Appalti. Delrio aveva detto che sarebbe diventato obbligatorio, poi nella versione del testo del 19 febbraio non lo era più.
Da un obbligo è diventata una “facoltà” di utilizzarlo. A partire da sei mesi dall’entrata in vigore del decreto (18 aprile) le stazioni appaltanti POTRANNO richiedere l’uso del BIM per le nuove opere e per i servizi sopra la soglia comunitaria. Le piattaforme da utilizzare dovranno essere aperte, per non dovranno limitare il mercato.
Poi però un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dovrà individuare le pratiche e i sistemi di monitoraggio per rendere obbligatorio lo strumento, con una tempistica graduale, valutata anche in relazione agli importi e alla tipologia delle opere e dei servizi da affidare.

Codice Appalti: le altre novità
La novità più grossa riguarda il massimo ribasso, “che resterà solo per casi assolutamente marginali e ben normati”. Gli appalti verranno assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attenzione sarà rivolta alla qualità e non più al prezzo più basso. Il rischio operativo sarà in capo al soggetto privato e lo Stato non sarà obbligato a ripianare perdite su rischi assunti dai privati.

L’Anac diventa l’organo di regolazione del settore e avrà nuovi compiti ma anche risorse più adeguate (anche se nel 2015 è stata chiamata a ridurre del 25% le spese di funzionamento). Nel nuovo sistema degli appalti. Le nuove funzioni assegnate all’Authority vanno dall’obbligo di gestire tutte le banche dati sul settore (solo l’Avcpass va al Mit) alla messa a punto delle linee guida necessarie per attuare il Nuovo Codice Appalti.

La Cabina di Regia è l’Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni. Il Ponte sullo Stretto è un’opera da valutare seriamente, ha detto Delrio “Stiamo continuando a lavorare sulle priorità, non dimenticando questa prospettiva”.


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