Nuove norme tecniche, arriva la frenata dalle Infrastrutture. Ecco i dubbi del MIT

Dopo quattro anni di lavoro il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha licenziato il testo aggiornato delle Norme tecniche per le costruzioni, ma l’iter per la definitiva approvazione è ben lungi dall’essere completato. Anzi.

 

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a cui ora è stato passato il testo per la sua trasformazione in decreto, ha sollevato parecchi interrogativi sulla reale innovazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni. Pare, infatti, che i dubbi maggiori siano appuntati sulla parte riguardante i materiali, ma non solo.

 

In particolare, uno degli elementi di criticità che dovranno essere risolti riguarda i coefficienti di sicurezza del legno strutturale che sono rimasti molto più severi rispetto agli Eurocodici e a quanto succede nel resto d’Europa.

 

Dal legno ai materiali innovativi, anche su questo punto il nuovo testo delle NTC non sembra essere apprezzato in maniera particolare dai tecnici del Ministero guidato da Maurizio Lupi. Sia il vecchio testo che questa nuova versione non affrontano il problema dell’introduzione di materiali innovativi per la costruzione degli edifici, con il rischio di deprimere la ricerca nel nostro Paese e, peggio, spingere aziende nostrane ed estere a rivolgersi a mercati extra nazionali.

 

La questione passa quindi al Ministero delle infrastrutture che nell’arco di alcuni mesi (forse un anno) avrà la responsabilità di trovare un meccanismo che renda flessibile (e possibile) l’utilizzo di nuovi materiali non ancora regolamentati da specifiche normative tecniche.

 

Infine, ma non ultimo, il Ministro Lupi e i suoi tecnici criticano l’incremento di alcuni coefficienti di sicurezza per la realizzazione delle fondazioni e del consolidamento geotecnico. Il dubbio è che questo aumento di severità non porti un reale miglioramento della sicurezza degli edifici, ma solo un aggravio dei costi per la loro realizzazione. Insomma, oltre al danno anche la beffa.

 

Quindi, a quanto pare, per vedere la nuova versione delle Norme tecniche per le costruzioni occorrerà pazientare ancora un po’ … e i tempi non saranno brevissimi.


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