Nucleare. Per trent’anni non ne sentiremo più parlare

Per i prossimi 20-30 anni in Italia non sentiremo più parlare di nucleare. Quando riprenderemo a parlarne sarà di un nucleare di quarta generazione e cioè con reattori veloci, sicuri, innovativi, con molti meno rifiuti da gestire”. Lo ha detto Giovanni Lelli, presidente Enea, intervenendo al IV Forum italo russo che si è aperto oggi a Verona.

 

Inoltre – ha aggiunto Lelli – penso che le promesse di uscire dal nucleare non potranno essere mantenute da quei Paesi che, fino ad oggi, hanno investito in questo settore”. Per il presidente dell’Enea, le energie rinnovabili rappresentano il futuro.

 

Nel 2009-2010, tra tutte le fonti energetiche, le rinnovabili sono quelle che hanno registrato il maggior aumento (+12%) e, dal 2008, le nuove installazioni per energia pulita hanno superato quelle per fonti fossili.

 

Se l’Italia mettesse in atto corrette azioni di efficienza energetica– ha concluso Lelli – gli effetti sul bilancio dello Stato sarebbero pari a meno16 miliardi di euro di entrate per le casse statali ma 30 miliardi in più per il sistema energetico del Paese, con un valore di energia risparmiata pari a 25miliardi di euro e un conseguente risparmio di emissioni di CO2 equivalenti a 5 miliardi di euro”.

 

Tutto questo si potrebbe attuare potenziando la domanda da fonti rinnovabili (che vale 130 miliardi di euro) per un aumento di produzione pari a 230 miliardi di euro e 1.600 posti di lavoro in più.


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