Novità territoriali a Venezia

Novità territoriali a Venezia

Quando si parla di Venezia, nell’immaginario comune affiora l’isola a forma di pesce. Ma Venezia è un arcipelago di isole, oltre a una parte di territorio sulla terraferma.

Le isole maggiori sono Murano, Burano e Torcello. Vi sono poi le “sorelle minori”, a cui in passato erano affidati i compiti più disparati, fino a subire un progressivo abbandono negli ultimi decenni.

Il Comune di Venezia ha deciso di dare uno stop a questo processo acquistando due di queste: l’Isola della Certosa e il Forte di Sant’Andrea. L’intento è quello di valorizzare l’ambiente e la socio-economia in un momento storico in cui la salvaguardia di Venezia è fondamentale.

L’attuale gestore de La Certosa è la società Vento di Venezia, con cui è già stata avviata una partnership e i lavori di riqualificazione sono iniziati.

Il Forte Sant’Andrea è stato per secoli una base strategica di difesa della Repubblica Serenissima, per poi essere abbandonato del tutto a partire dal 2000. Nonostante lo stato di degrado, quotidianamente il Forte è sede di incursioni, ovviamente prive di autorizzazione, con relativi pericoli per la sicurezza, rischi incendio, abbandono rifiuti, danneggiamento opere monumentali.

Il progetto di recupero di tali aree vuole scongiurare che le stesse diventino nuove strutture ricettive. L’idea è quella di restituire ai veneziani questi luoghi, rendendoli fruibili. A tal proposito vengono proposte manifestazioni sportive e culturali, ponendo attenzione all’educazione ambientale e al turismo sostenibile. Alla Certosa si vuole creare un parco accessibile al pubblico, con percorsi attrezzati, che rispettino il patrimonio naturalistico dell’isola. Il Forte Sant’Andrea verrà collegato con una passerella mobile all’isola della Certosa. In questo modo entrambe le isole saranno accessibili sfruttando i servizi pubblici di navigazione.

In terraferma invece si parla di Piano Regolatore Portuale, ovvero di rinascita di Marghera, la stessa Marghera che ha nutrito e ucciso tanta gente.

Questo nuovo strumento urbanistico avrà bisogno di 5-6 anni prima di essere completato, ma gli obiettivi di Porto e Comune potranno essere perseguiti prima se verranno raggiunti gli accordi sulla base dei quali la città si svilupperà nei prossimi 40 anni.

Il Piano Regolatore Portuale andrà a sostituire l’attuale piano portuale, datato 1965, e il piano regolatore portuale della Marittima, che porta la data 1890. L’iter del nuovo strumento urbanistico inizia alla vigilia dei 100 anni di Marghera ed offre una grande occasione di voltar pagina a quest’area, che con il passare degli anni ha perso forza lavoro e energia a basso prezzo, ma a cui resta la vicinanza con il mare e con i mercati di sbocco, attrattiva questa per le attività produttive.

Contemporaneamente continua il dialogo con Ferrovie dello Stato per far arrivare i binari fino alla zona sud, in modo da liberare Mestre dal traffico ferroviario delle merci e perseguendo quindi un’urbanizzazione moderna.

Altro step riguarderà poi il Porto Offshore.

Venezia e la sua amministrazione si stanno quindi mettendo in gioco per vestire nuovi spazi e offrire una nuova immagine della città.

Articolo di Roberta Lazzari


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