Non chiedete agli Ingegneri di Fare Politica, chiedete loro di Fare

“Non chiedete agli ingegneri di fare politica, chiedete loro di fare le cose, perché ne sono capaci”. A dirlo è stata l’ing. Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma (l’Ordine più grande d’Italia con oltre 23.000 iscritti), intervenuta allo Speciale RomaUno TV per un’intervista a tutto campo: dalla crisi occupazionale, alla questione delle competenze per diventare certificatori energetici, dal tema dell’efficienza energetica e della riqualificazione del costruito alla fuga all’estero dei giovani ingegneri.


Niente politica, siamo Ingegneri!
Forse una sintesi brutale, ma che fa capire qual è il reale obiettivo degli ingegneri, quelli di Roma, rappresentati dalla Cappiello, ma anche le decine di migliaia di professionisti delle altre Regioni. La questione è semplice ed è stata chiaramente illustrata durante l’intervento del presidente dell’Ordine di Roma: di fronte a una crisi occupazionale senza precedenti nel nostro Paese e che ha investito anche una professione notoriamente “forte” come quella degli ingegneri, il messaggio che deve arrivare alle autorità è quello della collaborazione.

 

L’ingegnere non vuole fare politica“, ha detto la numero uno di Via Vittorio Emanuele Orlando, “ma vuole essere messo dalla politica nelle condizioni di poter fare il proprio lavoro e trasformare gli input che arrivano dalla società civile e dalle amministrazioni in soluzioni condivise e concrete”.


Lo scandalo della certificazione energetica
Tra i temi trattati nel corso dell’intervista anche la norma che fissa i criteri per identificare chi può essere un certificatore energetico abilitato (leggi in proposito Requisiti del Certificatore Energetico: ecco i 4 punti essenziali su Ediltecnico.it).

 

Ebbene, denuncia Cappiello, il decreto consente ex lege ad alcune categorie tecniche l’abilitazione per la redazione degli APE, mentre solo alcune specializzazioni di Ingegneria consentono l’accesso “diretto” alla professione di certificatore energetico. Per tutti gli altri ingegneri c’è l’obbligo di seguire il corso di 64 ore … assurdo? Inaccettabile.

 

Intanto il CNI si è mosso, inviando una lettera ai Ministeri competenti per sollecitare una soluzione rapida e soddisfacente di una situazione davvero bizzarra. Basti ricordare, per capire il cortocircuito che si è venuto a creare in questa vicenda, che allo stato attuale delle cose un ingegnere aerospaziale (come è, per esempio, Alessandro Caffarelli, uno dei massimi esperti in materia di fonti energetiche rinnovabili) non può apporre il proprio timbro su un’APE per un edificio.

 

Ma non basta. Il presidente degli Ingegneri di Roma ha anche evidenziato come i corsi da 64 ore per certificatore energetico sarebbero già pronti per essere erogati ma … manca ancora l’accredito ufficiale da parte dei Ministeri competenti a rilasciarlo, che tarda ad arrivare e blocca in tal modo la possibilità di qualificare gli ingegneri che, secondo la il DPR 75/2013 non sono autorizzati al rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica (leggi anche Certificazione energetica, tutte le lacune del Decreto 75/2013).

 


Di Mauro Ferrarini


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