Noleggio edile, il mercato in Italia soffre di non sicurezza (e non solo)

Ramon Santamaria, direttore vendite Nacanco (noleggio macchine e attrezzature per l

Diversificazione dell’offerta, prontezza nel rispondere alle richieste dei clienti, anche le più particolari, ma soprattutto un’attenzione altissima alla sicurezza. “Sono tanti gli aspetti che occorre considerare e valutare nel settore del noleggio edile e delle macchine da lavoro in generale”, ci spiega Ramon Santamaria, direttore vendite di Nacanco, tra i maggiori player di questo campo con 16 sedi gestite direttamente e una fitta rete di partner a coprire tutto il territorio nazionale ed europeo.

Abbiamo raggiunto Santamaria a seguito dei nuovi investimenti realizzati da Nacanco sul proprio parco macchine a noleggio, per tastare il polso del mercato e comprendere criticità e opportunità future per il settore delle costruzioni.

Mauro Ferrarini. Abbiamo scavalcato la metà del 2015 e ci prepariamo ad affrontare l’autunno. Un bilancio dei primi sei mesi per Nacanco: rosa o nero?

Ramon Santamaria. Positivo, non c’è dubbio. Soprattutto se lo paragoniamo all’anno passato. Questo 2015 ci ha consentito di guardare con ottimismo il futuro, anche grazie al ruolo che l’esposizione universale di EXPO a Milano ha rappresentato per il settore del noleggio edile.

Mauro Ferrarini. In che senso, scusi?

Ramon Santamaria. Normalmente, il periodo invernale è sempre il meno vivace sul mercato del noleggio. La maggior parte dei cantieri è ferma o lavora a ritmi ridotti e la richiesta di macchinari risente di tale situazione. Quest’anno, con l’apertura al 1° maggio di EXPO 2015, invece, la domanda è stata soddisfacente e ha consentito un’attività decisamente elevata.

Mauro Ferrarini. Tutto bene, dunque?

Ramon Santamaria. Non siamo e non ritorneremo sui livelli di cinque anni fa: questo è chiaro. La domanda nelle costruzioni è ancora timida, soprattutto per la mancanza di grandi cantieri pubblici; in compenso è vivace l’attività nei settori industriali e della logistica che assorbono gran parte della domanda di macchine a noleggio.

parco macchine Nacanco

Con oltre 2.500 macchine, Nacanco è tra i maggiori player italiani sul mercato del noleggio edile

 Mauro Ferrarini. Come vede il mercato del noleggio edile in Italia?

Ramon Santamaria. Prima mi lasci fare una premessa, presentando brevemente “cosa è” Nacanco, in modo da poterle dare una risposta esauriente alla sua domanda.

Mauro Ferrarini. Prego.

Ramon Santamaria. Nacanco, spagnola di nascita negli anni ’80, ha ora la sua sede principale in Italia con 160 dipendenti, 16 sedi gestite direttamente in tutto il Nord e il Centro e con una rete di partner qualificati nelle regioni meridionali e negli altri Paesi europei, dalla Germania alla Slovenia. La nostra flotta conta 2.500 macchine con un fatturato di 28 milioni di euro. Nella nostra offerta è primario il discorso dell’innovazione tecnologica, macchine nuove e correttamente attrezzate, e quello della sicurezza con un ufficio apposito e un team di docenti qualificati che consentono una programmazione molto ricca di corsi e approfondimenti sull’uso in sicurezza dell’equipaggiamento a noleggio.

Mauro Ferrarini. E questo cosa c’entra con il mercato italiano del noleggio edile?

Ramon Santamaria. C’entra eccome! Vede, oggi in Italia il mercato del noleggio di macchine e attrezzature, tolti 3-4 grandi soggetti tra cui Nacanco, è frazionato in centinaia di soggetti piccoli o piccolissimi con un’offerta mediocre (parliamo di qualche macchina soltanto) sia dal punto di vista della varietà, sia da quello tecnologico e sia da quello della sicurezza. In ultima analisi, gli ultimi due aspetti sono tra loro strettamente collegati: su macchine obsolete la sicurezza non c’è. Senza contare che in questi casi non esiste possibilità di fornire addestramento per l’uso delle attrezzature.

Ecco allora, per rispondere alla sua domanda, che il mercato del noleggio in Italia ha grandi potenzialità, soprattutto per i grandi attori come Nacanco che offrono un servizio completo ed efficiente. Rispetto agli altri Paesi, l’Italia sconta poi una “tradizione” per cui gli imprenditori acquistano le macchine: ma oltre a una rapida obsolescenza e un blocco di capitali consistenti, il rischio di operare in questo modo è quello di sottoutilizzare i propri fattori della produzione. C’è molto lavoro da fare, ma ritengo che quando l’Italia supererà questo scoglio, il nostro mercato diventerà ancora più florido e attirerà l’attenzione di coloro che, oggi, non hanno mai preso in considerazione l’opzione del noleggio.

Mauro Ferrarini. Ha accennato al rapporto tra cliente e azienda. Qualcosa da dirci in proposito?

Ramon Santamaria. Oggi, grazie allo sviluppo di internet e dei nuovi media, i clienti sono più informati e consapevoli di quello che vogliono dal noleggio. Le esigenze sono cambiate e sono diventate maggiori. La sfida, che come Nacanco abbiamo raccolto, è di fornire prontamente qualsiasi tipo di macchina il cliente richieda, ovunque e comunque. Non si raggiunge questo obiettivo senza investire in qualità e in una flotta diversificata, come la nostra, che comprende, tra l’altro, piattaforme elevabili, sollevatori telescopici, gru, veicoli cassonati, trabattelli e altro ancora.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico