Niente ristori ai liberi professionisti: RPT scrive al premier

Niente ristori ai liberi professionisti: RPT scrive al premier

“Basta escludere i liberi professionisti dai ristori!”: è ciò che chiede, a gran voce, la RPT.

Le difficoltà, che si porta dietro la pandemia da Covid-19, colpiscono il mondo delle libere professioni e come si legge nel comunicato diffuso “passa il tempo, passano i provvedimenti e i liberi professionisti continuano ad essere esclusi dalle iniziative atte a contrastare la grave crisi economica che segue la crisi sanitaria da Covid-19″.

Il punto è che nuovamente nei due successivi decreti legge cosiddetti “Ristori”, il DL 28 ottobre 2020, n. 137 e il DL 9 novembre 2020 n. 149, le misure adottate dal Governo in favore delle categorie produttive, attraverso la previsione di erogazioni di contributi a fondo perduto, non contemplano milioni di liberi professionisti.

Alla luce di ciò RPT si rivolge al Premier Conte chiedendo un supporto per la categoria.

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La crisi degli ingegneri liberi professionisti

Il dati sulla condizione occupazionale degli ingegneri liberi professionisti sono stati raccolti dall’Osservatorio sulla domanda di professioni ingegneristiche. Uno studio realizzato congiuntamente da Anpal Servizi e dalla Fondazione CNI (oltre che sui siti di WorkIng e di Anpal Servizi).

Dall’analisi dei dati è emerso che lo “stock” degli occupati laureati in ingegneria presenta numeri positivi in quanto nel primo semestre del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, si registrano 574.748 ingegneri occupati contro i precedenti 541.183. Cala il numero degli ingegneri in cerca di lavoro da 22.099 a 12.833 e gli inattivi passano da 166.226 a 165.458. Il tasso di occupazione degli ingegneri è passato dal 74,2 al 76,3%.

Gli ingegneri liberi professionisti sono stati colpiti duramente dalla crisi: in un anno sono calati dai 118.305 del primo semestre 2019 ai 111.776 del primo semestre del 2020. Mentre gli ingegneri dipendenti sono aumentati da 422.877 a 462.973. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

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La lettera di RPT

Nella lettera inviata dalla Rete Professioni Tecniche al Premier Giuseppe Conte, viene sottolineato il disappunto per il trattamento riservato a tutti i professionisti italiani e a quelli tecnici in particolare. Niente ristori ai liberi professionisti!

La Rete ritiene l’approccio del Governo alla questione del tutto iniquo, soprattutto se si considera che i liberi professionisti operano spesso a supporto delle imprese e il rallentamento o persino il blocco di intere filiere economiche ha un impatto diretto sui loro redditi e volumi d’affari.

L’esclusione delle professioni intellettuali dalle tutele previste per il lavoro dipendente (cassa integrazione e divieti di licenziamenti) rappresenta una penalizzazione. Questa categoria di professionisti svolge un essenziale lavoro di raccordo a garanzia della corretta applicazione dell’elevata mole di nuove misure legislative emanate in questa fase di emergenza per amministrazioni pubbliche, cittadini ed imprese, si trovano ad essere ingiustamente penalizzati.

La Rete ha, inoltre, evidenziato che la procedura di erogazione dell’indennità nei mesi primaverili, attraverso le Casse di previdenza dei professionisti, ha movimentato cifre irrisorie, del tutto insufficienti a rispondere alle richieste degli Iscritti.

In conclusione i professionisti tecnici hanno chiesto a Giuseppe Conte che nei prossimi provvedimenti d’urgenza venga pienamente riconosciuto il diritto al sostegno dei liberi professionisti attraverso misure urgenti e congrue.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

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