Muffa e macchie sul cappotto termico: ecco come prevenire e curare

Gli autori della banca dati Guasti in edilizia: ammaloramenti dell’edificio, suggerimenti di ripristino e di prevenzione analizzano il problema della colonizzazione biologica dei sistemi a cappotto.

In particolare, l’elemento oggetto del guasto è una parete perimetrale verticale non portante con isolamento termico dall’esterno (a cappotto). In particolare, la parte oggetto dei meccanismi di alterazione è il rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC) utilizzato come finitura del cappotto.

Descrizione del modo di guasto

L’acqua che si trova sulla superficie della facciata in ragione della pioggia e per condensazione superficiale ed adsorbimento viene assorbita dal rivestimento a spessore, il quale presenta una notevole porosità, per capillarità e per diffusione superficiale.

In ragione dell’esposizione (Nord), la superficie esterna del cappotto riceve una minore quantità di radiazione solare e si asciuga più difficilmente rispetto alle altre facciate diversamente esposte.

L’acqua accumulata dal rivestimento a spessore viene quindi smaltita più lentamente e si hanno condizioni favorevoli alla proliferazione di colonizzazioni biologiche.

La proliferazione biologica è favorita in particolare in condizioni riparate dalla pioggia. Dove si ha invece un consistente ruscellamento di facciata si ha dilavamento della superficie.

Colonizzazione biologica su parete isolata a cappotto, particolare

Colonizzazione biologica su parete isolata a cappotto, particolare

Suggerimenti per il ripristino e per la prevenzione

Per il ripristino è necessario eseguire una pulizia della superficie e rifacimento della finitura utilizzando prodotti antimuffa.

Per prevenire questa modalità di guasto vanno tenuti presenti i seguenti punti:

– curare la planarità del supporto e della superficie dei pannelli di isolante,

– utilizzare un adeguato spessore di malta rasante in modo tale da governare le residue irregolarità,

– utilizzare una malta rasante additivata con polimeri come fluidificanti per ridurre il rapporto acqua – legante garantendo la lavorabilità e la frattazzabilità della malta durante la posa,

– utilizzo di finiture con additivi fungicidi,

– preferire una idropittura (non ha una superficie aperta di pori come quella del RPAC) invece di un rivestimento a spessore,

– curare i dettagli costruttivi della gronda e dei gocciolatoi

Articolo di Fulvio Re Cecconi e Enrico De Angelis, Dipartimento ABC – Politecnico di Milano tratto dalla banca dati Guasti in edilizia: ammaloramenti dell’edificio, suggerimenti di ripristino e di prevenzione


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